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Il Piano Nazionale per le Città nella regione Marche

Il 5 ottobre 2012 sono scaduti i termini per la presentazione da parte dei comuni delle proposte per il Piano Nazionale per le Città istituito dall’art. 12 del cosiddetto Decreto Sviluppo (DL n.83/2012). Le diverse progettualità sono attualmente al vaglio della Cabina di regia che opererà una selezione sulla base di precisi criteri definiti al comma 3 dell’art.12 del D.L. n.83/12:

immediata cantierabilità degli interventi;
capacità e modalità di coinvolgimento di soggetti e finanziamenti pubblici e privati e di attivazione di un effetto moltiplicatore del finanziamento pubblico nei confronti degli investimenti privati;
riduzione di fenomeni di tensione abitativa, di marginalizzazione e degrado sociale;
miglioramento della dotazione infrastrutturale anche con riferimento all’efficientamento dei sistemi del trasporto urbano;
miglioramento della qualità urbana, del tessuto sociale ed ambientale.

Le singole proposte di Contratto di Valorizzazione Urbana avanzate dai comuni si configurano quindi come veri e propri progetti urbani, redatti necessariamente in brevissimo tempo e quindi con “materiali” che le amministrazioni avevano già a disposizione.

All’interno del territorio regionale sono ben 35 le proposte pervenute dai comuni; tale dato appare particolarmente interessante se si considera che al Piano hanno partecipato non solo i maggiori centri urbani (Ancona, Pesaro, Macerata, Ascoli Piceno, Fano, Jesi, Falconara Marittima, Senigallia, San Benedetto del Tronto), ma anche comuni minori e alcuni centri collinari di dimensioni ridotte. Una partecipazione così ampia e trasversale può essere letta da una parte come sinonimo dell’ormai assoluta mancanza di finanziamenti nazionali finalizzati alla realizzazione di interventi di carattere pubblico, dall’altra come una nuova capacità degli enti comunali di sintetizzare strategie e costruire azioni per rispondere a meccanismi di concorsualità (e quindi anche concorrenzialità) promossi dallo Stato centrale.
Al di là del dibattito sull’efficacia dello strumento, è significativo che il Governo programmi un Piano Nazionale per le Città reiterabile annualmente, e che faccia propria la strategia comunitaria che vede le città e i territori urbani in genere come i centri propulsori dello sviluppo dei prossimi anni. È chiaro che questa strategia va declinata sui territori, tenendo conto del fatto ad esempio che Ancona, il centro maggiore delle Marche, conta circa 100.000 abitanti, ma è inserita in un sistema urbano diffuso di tipo policentrico che funziona come una vera e propria città. Avere quindi una mappatura di quelli che sono i progetti urbani più significativi di questo sistema, significa forse poter costruire in maniera più consapevole un pezzo di pianificazione del territorio. In questo contesto, INU Marche e ANCI Marche hanno organizzato lo scorso 8 febbraio un convegno sulle proposte di Piano per le Città presentate dai comuni della Regione Marche con l’obiettivo di stimolare il dibattito attraverso le differenti impostazioni delle singole proposte e di tracciare una mappa regionale della riqualificazione urbana. Il convegno, inoltre, è stata l’occasione anche per fare il punto sull’avvio del processo di riforma urbanistica regionale, attraverso la Proposta di Legge sul Governo del Territorio presentata all’inizio dell’anno dalla Giunta Regionale, che contiene i temi della riqualificazione urbana, del contenimento del consumo di suolo e del superamento del Piano tradizionale attraverso uno sdoppiamento che prevede a livello strutturale una pianificazione intercomunale.
Il 16 gennaio scorso la Cabina di Regia ha comunicato i risultati della selezione nazionale del Piano per le città: su 457 proposte pervenute ne sono state selezionate 28 fra cui quella della città di Ancona unica per la Regione Marche.
La proposta di Ancona si identifica con il progetto urbano prioritario denominato “Fronte mare delle eccellenze” incentrato sulla riqualifi – cazione fisica, funzionale e sociale del waterfront, dal porto storico fino alla stazione ferroviaria. A fronte di una richiesta di 37,8 milioni di euro complessivi per un set di 9 interventi che interessavano il completamento di servizi urbani situati nel centro storico, interventi di housing sociale al quartiere Archi e interventi di edilizia scolastica, è stato concesso un finanziamento pari a 8,77 milioni specificatamente destinati ad uno degli interventi che l’Amministrazione Comunale aveva indicato come prioritario: il completamento della ristrutturazione della Mole Vanvitelliana per ospitare funzioni culturali di livello territoriale.

di Claudio Centanni presidente INU Marche Roberta Angelini,
Alessio Piancone redazione INU Marche

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  • Mole Vanvitelliana