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Progettare il mare

Massimo Di Matteo

Due volte ho rappresentato il mare. Nel 1991, in “Mediterranea – Ciriaco Pizzecolli”, alla Pinacoteca di Ancona, il mare era una proiezione scenica, un neon azzurro, remi neri e nomi di città: il mare come viaggio e luogo d’incontro di civiltà. Nel 2004 a Jesi, ne “Il mare scolpito” di Valeriano Trubbiani, il mare era colonna sonora, bagliore azzurro e onde di lamiera zincata per raccogliere o contrapporre le tante storie scultoree: il mare come massa d’acqua, luogo di visioni e accadimenti.

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