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Progetto di recupero dell’area portuale romana traianea all’interno del porto della città di Ancona

Università degli studi di Ancona
Facoltà di Ingegneria
Anno Accademico: 2001/2002
Tesi di laurea in Composizione Architettonica: progetto di recupero
dell’area portuale romana traianea all’interno del porto della città di Ancona
Autore: Roberto Papa
Relatore: Prof. Fausto Pugnaloni
Correlatore: Archeologo Monica Salvini

L’ipotesi di lavoro

Tutto il porto di Ancona, come fin ora esposto, è meritevole di un nuovo progetto che porti ad unirlo maggiormente con la città e che ne consenta una rivalorizzazione ed un riuso con lo scopo di creare percorsi museali-monumentali aperti che si intreccino ed interagiscano appunto con la città stessa. Dall’analisi fatta e dalle nuove e recenti scoperte archeologiche, venute alla luce in via Lungomare Vanvitelli ed in Piazza del Senato, risulta emergere un aspetto della storia anconetana, quello riferito al periodo romano, forse sommerso e dimenticato nella coscienza comune a favore di eventi storici a noi più vicini e di cui ancora se ne sentono le influenze come ad esempio, primo fra tutti, l’intervento vanvitelliano. Il progetto qui presentato allora si pone in una duplice ottica di proteggere i recenti rinvenimenti archeologici di via Lungomare Vanvitelli e contemporaneamente di sensibilizzare l’attenzione dei possibili fruitori verso una riscoperta ed una rivalorizzazione del periodo romano traianeo di Ancona così fortemente rappresentato nel porto e nella città appunto dall’arco di Traiano. Proprio nell’area del porto che va dall’arco di Traiano – corridore – arco Clementino sino a via Lungomare Vanvitelli e Piazza Dante Alighieri, zona questa delimitante la parte centrale del porto romano del secondo secolo d.C., si propone un progetto di riorganizzazione funzionale dell’area con una lettura che comunque tenga conto sia di tutte le emergenze storico-architettoniche presenti che della situazione edificata attuale e delle attuali esigenze della zona;  il tutto inserito in un’ipotesi di “parco museale aperto” che vada a valorizzare,  proteggere e recuperare i reperti romani qui presenti. Un’ipotesi di progetto nell’area che va da via Lungomare Vanvitelli all’Arco di Traiano – corridore – Arco Clementino (restando nella fascia compresa tra il corridore ed il colle Guasco che costituiva l’area del porto romano di epoca traianea) deve avere lo scopo di proporre una riorganizzazione e rifruizione della zona con l’individuazione degli elementi storici importanti e con la copertura e protezione dei reperti archeologici rinvenuti, si deve necessariamente proporre un intervento globale che però risenta puntualmente delle esigenze del sito e che in funzione di queste si modifichi ed adatti. Potremmo a tal fine individuare una “matrice” unitaria di intervento e  andare ad analizzare come questa localmente si “deforma” e si allinea alle esigenze specifiche. Così dopo una lettura multilayer della zona, in cui i layer sono le fasi storiche (periodo romano, periodo medioevale, periodo rinascimentale, età moderna) presenti, si è ritenuto di sviluppare un progetto che unificando l’area in esame con una piazza–passeggiata crea una base di appoggio su cui trovano posto le varie emergenze architettoniche presenti e le volumetrie di progetto. Tutto il progetto si inserisce in un’ottica più generale che è quella proposta dal nuovo Piano del Porto, che prevede, oltre ad altri interventi su tutto il bacino portuale, la destinazione di tutta la zona del porto storico ad un uso di navi per il trasporto dei passeggeri e dei tir con la realizzazione di una doppia viabilità, una prettamente portuale per le merci da “sdoganare” ed una destinata ad un traffico cittadino. Un’analisi più dettagliata evidenzia le problematiche che sono emerse dall’analisi del sito: l’esigenza di realizzare una copertura per gli scavi archeologici di via Lungomare Vanvitelli, un collegamento tra piazza Dante Alighieri e la sottostante via in modo da unire i due livelli, una quinta che vada a svolgere il doppio compito di segnalare il progetto sul fronte portuale e contemporaneamente di realizzare un nuovo prospetto unitario per gli edifici del Liceo Navale e quello ad esso limitrofo con una loro ristrutturazione e ridestinazione funzionale e infine la necessità di contestualizzare architettonicamente la zona compresa tra l’Arco di Traiano e quello Clementino con la riproposizione di un elemento che chiuda il progetto e contemporaneamente lo riapra verso la città.

Il progetto

La piazza–percorso che si snoda per tutto il sito e che, mentre in presenza degli scavi e delle emergenze architettoniche e volumetriche presenti nella parte terminale di via Lungomare Vanvitelli, diviene una piastra che si articola, spezza e deframmenta prendendo una consistenza volumetrica come se sentisse la presenza del sito; dopo l’arco Capoleoni diventa un elemento orizzontale, una passeggiata appunto che funge da basamento su cui si innestano gli archi di Traiano e Clementino ed il corridore che li collega. In questo ultimo tratto si è fatta la scelta di annullare il più possibile la possibilità di creare volumetrie che andassero ad occludere la corretta percezione di un elemento lineare come il corridore e che quindi distogliessero da esso l’attenzione visiva; così la piastra qui assume il ruolo proprio del termine diventando un basamento, un piano “neutro”, scandito solo da una serie di fasce trasversali che segnano le presenze volumetriche dagli archi e del corridore. Alla fine di questa passeggiata, sotto l’Arco Clementino, l’elemento piastra ruota e si slancia verso il centro del molo nord riproponendo un invaso volumetrico del periodo medioevale e di quello romano, quando il  molo traianeo prima ed il corridore con la sua lanterna poi  si estendevano in quella direzione, chiudendo così il progetto con un elemento simbolico che  mira a rilanciare l’attenzione verso  il centro del porto. Elemento caratterizzante il progetto è la quinta di acciaio e vetro che va a posizionarsi di fronte al palazzo dell’istituto nautico e che prosegue estendendosi sino al limite Nord di inizio degli scavi. Tale struttura, con uno sviluppo prevalentemente verticale, ripropone il tema di unificazione del prospetto mentre la sua volumetria si attesta, planimetricamente, sul bordo su cui una volta dovevano finire i magazzini del porto traianeo segnandone il limite. La parete, costituita da un unico elemento, diviso in  tre blocchi adiacenti che si separano per lasciar posto ad interessanti scorci visuali del colle Guasco o perché risentono della presenza di emergenze storiche come quella dell’arco Capoleoni, è composta da una doppia struttura di pilastri in acciaio con degli orizzontamenti percorribili e collegati gli uni con gli altri da un serie di rampe così da consentire ad un visitatore di salire e poter godere di una vista panoramica del porto. Di fianco a questo elemento v’è una struttura di copertura e riparo per gli scavi archeologici che nella sua realizzazione deve affrontare il difficile problema di confrontarsi con delle valenze storiche molto importanti; così si è deciso di utilizzare materiali completamente nuovi come il vetro e l’acciaio, materiali questi utilizzati in tutto il progetto così da conferire anche un’unitarietà materiale oltre che formale. Il progetto di questa copertura si articola in una doppia tensostruttura orizzontale di cavi in acciaio che sorreggono un pacchetto di vetro strutturale serigrafato per consentire una modulazione della luce. Sotto a questi pilastri quindi trova spazio e si articola una lastra che sale dal terreno prendendo in parte la conformazione di una rampa per superare i vari dislivelli ed in parte diventa una piazza percorribile linearmente e chiusa su due lati da una parte dal corridore e dall’altra dagli scavi. La sequenza di elementi parietali si protrae oltre gli scavi e diventa motivo per posizionare un allestimento di piastre gradoni in acciaio che consentono la risalita dalla quota del molo alla quota di via Lungomare Vanvitelli e piazza Dante Alighieri. Per il molo nord si ripropone una volumetria propria del periodo medioevale e romano organizzando una piastra, che prendendo spunto dalle altre che corrono per tutto il progetto cresce con dei piccoli gradoni sino ad arrivare all’area racchiusa, da un muro in muratura, all’interno di un impianto ottagonale nel quale trovano posto due elementi verticali che ripropongono il tema della parete brie-soleil e dietro la quale viene allestita una struttura di piani verticali ed orizzontali collegati e sorretti da tiranti che volumetricamente ripropongono una rivisitazione della vecchia lanterna posta a chiusura del molo medioevale. In tale spazio si innalza una scala che propone una passeggiata in quota per ammirare uno scorcio del prospetto a mare della città di Ancona.

  • Progetto di recupero dell'area portuale romana traianea all'interno del porto della città di Ancona
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