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Progetto di riqualificazione di Piazza d’Armi

Un sistema multipolare per una nuova identità

 Università Politecnica delle Marche
DACS. Dipartimento di Architettura Costruzioni e Strutture
Corso di laurea in Ingegneria Edile-Architettura
Anno accademico: 
2004 – 2005
Tesi: Progetto di riqualificazione di piazza d’armi:
centro commerciale, parcheggio multipiano,
uffici, residenze e spazi pubblici
Autori: Alberto Forconi, Nicola Zampa,
Relatori: prof. M. De Grassi, prof. G. Mondaini

L’area oggetto dell’intervento, nota con il nome di Piazza d’Armi, si configura come un grande vuoto urbano all’interno
della prima espansione della città. Dopo aver costituito fino a tutti gli anni ’50 il limite meridionale, nei decenni successivi, causa la veloce espansione edilizia verso l’esterno,
diviene una sorta di polo di riferimento dei contestuali insediamenti abitativi. I margini urbani sono di fatto costituiti
da un impianto viario che circoscrive l’intera zona
e la sottopone quotidianamente ad un notevole carico veicolare evidentemente eccessivo per le capacità della stessa. Il progetto è mosso dalla contemporanea ricerca di tre logiche d’intervento differenti: la volontà di ridisegnare
complessivamente l’area secondo una certa unitarietà formale che garantisca una nuova riconoscibilità rispetto al sistema urbano periferico da cui attinge utenza Piazza d’Armi; il principio della riconnessione urbana rafforzando le relazioni di collegamento con gli spazi prospicienti con estrema attenzione al sistema stradale ad alto scorrimento
e ai vari flussi; la diversificazione tra grandi elementi architettonici, diversificati per tipologia e trattamento materico
ma nel contempo simili per linguaggio formale, che interagendo armonicamente vanno a costituire un unico sistema di multipolarità. I caratteri costitutivi del progetto si rielaborano attraverso la sovrapposizione di tre layer compositivi facenti rispettivamente riferimento alle tre logiche
d’intervento sopradescritte: un grande vuoto urbano centrale, implicitamente delineato dall’aggregazione di volumi
architettonici (residenze, uffici, attività commerciale, parcheggio) disposti quasi a protezione dello stesso spazio dalla caoticità circostante; lo spazio urbano come elemento discriminante di un sistema di assi percettivi generati da elementi architettonici; le relazioni spaziali, distributive e quindi formali tra gli elementi pensati ed il contesto marginale
di cui si è dovuto e voluto tenere conto. L’ambito di intervento a carattere commerciale prevede la realizzazione di una struttura in cui ospitare il nuovo mercato coperto in sostituzione dell’attuale. Oltre a queste disposizioni una quota parte di superficie utile è resa disponibile per attività direzionali, culturali o per il tempo libero. L’idea compositiva
che ha portato alla definizione formale e materica degli edifici si è basata sulla volontà di generare un preciso sistema di percezioni, anche emotive, da parte di coloro che percorrono gli spazi progettati. Avvicinandosi all’area da sud, sia pedonalmente che in auto, l’idea è stata quella
di creare un insieme di fronti piuttosto compatti quasi ad opposizione della zona periferica ma al contempo con forme sinuose i cui andamenti generassero una spinta percettiva
verso l’interno dell’area costituente il fulcro della stessa ovvero lo spazio pubblico centrale. Viceversa per le testate opposte dei volumi ad uso terziario; ovvero quelle che affacciandosi nella piazza creano un dialogo con essa caratterizzato da una tensione attrattiva verso l’interno degli spazi commerciali grazie ad una disgregazione delle pareti che, lasciando spazio ad ampie vetrature ed aggetti dei solai, generano un gioco dinamico di luci ed ombre percepito come presenza di nuovi spazi interni.

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