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Progetto di un edificio dedicato alla produzione dei media a Osimo

Tesi di laurea in Architettura

Laureandi: Angela Magionami, Andrea Paolini
Facoltà di Architettura di Ascoli Piceno, Università degli Studi di Camerino
Relatore: Salvatore Santuccio
Correlatori: Cristiano Toraldo di Francia
Anno Accademico: 199/2000

L’obiettivo di questa tesi è la sperimentazione di una struttura telematica, polo di accesso all’informazione e di attrazione pubblica. E’ la sintesi di riflessioni su quali connotazioni qualitative possa assumere l’architettura di uno di questi spazi tecnologicamente avanzato per la consultazione, lo studio, la ricerca; struttura dotata di tutte le opportunità tecnologiche dal punto di vista comunicativo e informativo che ha come scopo l’alfabetizzazione informatica e nuove occupazioni.
Ciò che il progetto evidenzia è la presenza di un forte polo insediativo di grande impatto ambientale, localizzato in un’area semiperiferica denominata area Molino Mensa e di otto aree esterne al centro abitato dove sono state inserite strutture minori, gli infobox, ma di stessa destinazione.
La prima forma che ha generato il progetto è stata quella di un quadrilatero costituito da 3 moduli di 40m derivanti dalla rete a scala territoriale. La modularità continua ad essere leggibile anche nella porzione di territorio circostante che guarda verso sud per mezzo dell’istallazione di sculture.
L’edificio è concepito come una grossa fabbrica, con struttura reticolare in acciaio di modulo 1,5m x 1,5m con interpiano di 6m, la particolarità di questo spazio caratterizzata da elementi orizzontali, che sviluppandosi sotto la superficie del terreno stentano ad emergere è la sua discontinuità data dal taglio, provocato su esso dai due setti verticali.
Una parte dei setti verticali diventa quindi connettivo tra i due frammenti del quadrato nel cui interno, da una parte, sono stati ricavati due piani: uno destinato ai parcheggi sotterranei e l’altro alle “attività di formazione”; dall’altra due sale per rappresentazioni cinematografiche, show tridimensionali e conferenze.
I due elementi verticali, che si insinuano all’interno del complesso creano una decisa frattura strutturale, ma allo stesso tempo dialogano con esso in quanto rappresentano l’elemento connettivo dell’insieme.
La struttura concepita come una trave reticolare spaziale, è disegnata su un modulo orizzontale di 6x8m con uno sviluppo verticale di 6. Un terzo di essa è occupato dagli organi di distribuzione verticale che collegano i vari livelli, i rimanenti due terzi sono stati pensati a tutta altezza, e prevedono la presenza di 4 lunghi volumi inclinati le cui intersezioni formano una serie di percorsi e gallerie che permettono ai fruitori di studiare ed osservare il materiale digitale prodotto.
Altro elemento è l’edificio da noi definito speciale, sia per la posizione isolata rispetto al resto, strettamente correlato tra le sue parti, che per la sua destinazione d’uso, il divertimento.
All’interno, costituito da tre livelli, trovano spazio un cybercafè e due piani destinati al gioco interattivo, reso possibile dalla dotazione di apposite apparecchiature per simulazioni e proiezioni nel mondo virtuale.
Strettamente correlato all’elemento speciale è lo spazio esterno ad esso adiacente. La forza di questa sistemazione esterna, costituita da un’ampia area, pavimentata con materiali differenti (metallo, gomma e legno), è data da 10 elementi verticali semovibili i cui movimenti vengono controllati da una cabina di comando. Questi elementi proiettano a terra coni di luce che venendo a contatto con le differenti superfici creano effetti luminosi in continua mutazione. Lateralmente per tutta la lunghezza della piazza, corrono due sedute continue di marmo bianco. In contrapposizione a quest’area si insinua con forte impatto, il parco globale; il suo assetto morfologico è particolare, esso infatti è scavato all’interno del pendio e il suo scopo è quello di tentare, con la natura, la rappresentazione della globalizzazione. La maglia regolare di base è segnata dalla sistemazione, negli incroci, di essenze arboree e arbustive rappresentanti ognuna un paese del globo. Delle sculture di Daniel Spoerry denominate “divano in erba” arredano l’intero contesto.