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Q. AL. B. sul M. A.

Allestimento della mostra ‘Quadri al buio sul mare Adriatico’ di opere di Enzo Cucchi

Luogo: Centro per le Arti Visive Pescheria, Pesaro
Progetto allestimento: Brunetti Filipponi Associati
Curatore della mostra: Ludovico Pratesi con Emanuela Nobile Mino
Coordinamento organizzativo: Alberto Barbadoro, Thomas Mattiucci
Committente: Centro per le Arti Visive Pescheria
Anno di redazione del progetto: 2001
Anno di esecuzione dell’intervento: 2001
Imprese esecutrici: allestimento luci, Domenicucci Broadcasting (PS); falegnameria, Morini & Mancinelli (PS); lavorazione ferro, Ditta Fiorellini (PS)

Quadri al buio sul Mare Adriatico’, questo il titolo della mostra che Enzo Cucchi ha voluto realizzare espressamente per il Centro per le Arti Visive Pescheria di Pesaro, uno spazio ottocentesco che, fino a pochi anni fa, svolgeva la sua funzione originaria e che, dal 1996, è stato convertito a luogo privilegiato per l’arte contemporanea.
La mostra ha occupato, oltre al loggiato della ‘Pescheria’, l’ex Chiesa del Suffragio, una costruzione settecentesca adiacente e collegata alla Pescheria, per la prima volta adibita a spazio espositivo.
Coordinata da Ludovico Pratesi, la mostra documentava tre diverse espressioni del lavoro dell’artista, da sempre impegnato nella sperimentazione delle tecniche più varie.
Il progetto doveva dunque prevedere l’allestimento espositivo di disegni (diciannove opere a matita, carboncino e tecniche miste), di dipinti (sei grandi tele caratterizzate da un ‘indisciplinato’ uso dei colori) e di ceramiche (cinque bassorilievi di argilla e metallo realizzati con diverse tecniche) all’interno di due ambienti, uno ‘profano’, l’altro ancora fortemente permeato di sacro facendo interagire le reciproche peculiarità spaziali, decisamente connotate.
Si è partiti dal titolo: ‘Quadri al buio sul Mare Adriatico’, attribuito alla mostra dall’artista stesso con enigmatico ma diretto riferimento alla presenza e al lavoro di Piero della Francesca nel territorio marchigiano.
È su questa riflessione dell’artista che si è delineato il percorso della mostra che terminava nel coro della Chiesa del Suffragio, uno spazio a pianta centrale, dodecagonale dove, tra le paraste, a un’altezza di due metri, staccate dai muri di un metro e mezzo, ‘galleggiavano’ le tele.
Il parziale oscuramento dello spazio se da una parte concorreva ad accentuare il senso di religiosità che si respira nell’ambiente, evocando il ‘tempio buio’ albertiano, dall’altra faceva risaltare le opere, ritagliate nell’ombra da sagomatori teatrali frontali, giustapposti a lampade fluorescenti montate nel retro delle tele.
I disegni e le ceramiche sono stati collocati nel loggiato della Pescheria. I disegni sono stato esposti su un tavolo obliquo, sistemato verso il lato lungo del loggiato in contro prospettiva con le soprastanti lampade a incandescenza.
Il muro, dietro le opere in ceramica, è stato dipinto di nero e i cinque bassorilievi sono stati montati su supporti via via sempre più distaccati dal muro retrostante.
In questo modo, lo spazio è stato movimentato e curvato, in un ipotetico e dialettico confronto sul problema prospettico che, forse, non finirà mai.