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Recupero della memoria

Risanamento di villa ottocentesca

Progetto di Fabio Maria Ceccarelli con Michele Gasparetti

L’edificio su cui si è intervenuti ha un impianto originario risalente alla seconda metà del XIX secolo e presenta i caratteri tipologici della villa suburbana ottocentesca, insieme a quelli di una casa rurale a tre piani, adatta ad accogliere sia i proprietari che i coloni. Questa esigenza funzionale ha condizionato l’impianto tipologico originario, organizzato con due collegamenti verticali: l’apertura a monte dava accesso alla scala ad una rampa che distribuiva tutto il primo piano; quella a valle ad una scala a più rampe che raggiungeva l’abitazione dei proprietari, posta al secondo piano. L’impianto originario era stato ampiamente manomesso in seguito agli interventi effettuati dopo il terremoto del 1930, con l’abbattimento della scala originaria a più rampe e la sua sostituzione con un collegamento a rampa elicoidale, per raggiungere il secondo piano, attraverso un nuovo ingresso sul lato del giardino. Il progetto di ristrutturazione è stato finalizzato al consolidamento strutturale, al recupero dell’impianto tipologico originario, al recupero e alla qualificazione dei fronti, e si caratterizza in due tipi distinti: la ristrutturazione nella campata della scala e il risanamento conservativo nelle altre tre campate destinate all’abitazione. I collegamenti verticali situati all’interno  della seconda campata sono stati quindi sostituiti con una nuova scala ricollocata nella posizione originaria, che diventa elemento  di collegamento visivo tra tutti i piani dell’edificio; il vano non è più utilizzato soltanto per raggiungere i diversi livelli, ma lungo il percorso di salita sono state collocate numerose funzioni legate agli spazi abitati. Questo spazio raggiunge l’altezza di quattro livelli ed è intersecato da collegamenti ai vari piani della casa rappresentati da passerelle in cemento armato. L’intervento riassume e reinterpreta le modifiche succedutesi nel tempo, qualifica la seconda campata, come ingresso all’appartamento pedonale del secondo piano, mettendola direttamente in comunicazione, da un lato e dall’altro, con il “giardino all’italiana”. Si è sottolineata soprattutto l’importanza della “memoria recente” (gli anni Trenta) che ha fortemente caratterizzato la casa con gli interventi di ristrutturazione in favore di un maggiore rapporto con il giardino. L’ingresso sull’aia e l’ingresso sul giardino, asimettrici rispetto alle facciate e segnalati dai terrazzi al piano padronale, sono diventati gli estremi per tracciare la diagonale su cui si pone il nuovo sistema delle risalite. Il grande vano a tutt’altezza della seconda campata permette una salita in continuo rapporto con l’aia e il giardino, garantito dalla presenza delle bucature che si incontrano durante il percorso. e’ stato mantenuto il lucernario sulla falda come elemento caratterizzante, l’edifico e sono state ampliate altre aperture  per esaltare il ruolo della luce naturale sia  negli spazi di soggiorno sottostanti,  sia nella campata contenente il  corpo scala, dove la luce esalta l’intersezione tra i piani. Nelle altre tre campate della casa ed a tutti i livelli, sono stati recuperati sia le strutture che i materiali di finitura. L’intervento di risanamento conservativo degli spazi è stato condotto ricercando un colloquio tra i materiali e le forme appartenenti alle due epoche storiche di realizzazione della casa: l’Ottocento e gli anni Trenta.