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Recupero della Rocca della Cittadella di Ancona

CENNI STORICI
La più antica fortificazione sul colle dell’Astagno era forse un semplice torrione, ricordato come ‘la Guardia’, che venne sostanzialmente rifondato ed ingrandito a cassero dai Malatesta dopo il 1348. Nell’estate del 1532, sotto la guida di Antonio da Sangallo detto “il giovane”, iniziarono i lavori di costruzione della ‘Cittadella Sangallesca’, voluta da Papa Clemente VII Medici per meglio difendere la città da possibili attacchi da parte dei Turchi, un capolavoro fortificatorio che avrebbe fatto scuola nei secoli.

PROGETTO DI RECUPERO DELLA ROCCA
In data 12 luglio 2002 la Regione Marche, il Comune di Ancona, la Soprintendenza Regionale per i Beni e le Attività Culturali, la Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio delle Marche e l’Università Politecnica delle Marche, hanno firmato una intesa istituzionale preliminare alla stipula di un accordo di programma volto al recupero ed alla ristrutturazione del complesso immobiliare denominato Rocca della Cittadella di Ancona divenuta di proprietà della Regione Marche dal 2003 (con D.G.R. n. 696 del 20/05/2003). È stato predisposto il  progetto preliminare relativo alla ristrutturazione dell’intero complesso della Rocca della Cittadella di Ancona, redatto dai tecnici regionali, ed approvato con decisione adottata dalla Giunta Regionale nella seduta del 05/10/2004. È intenzione dell’Amministrazione regionale assicurare la pubblica fruizione del complesso pertanto, quale che sia l’utilizzazione dei singoli edifici che lo compongono, lo stesso viene inteso come il naturale completamento del parco già realizzato dal Comune sul cosiddetto campo trincerato. Le modalità per assicurare la fruizione in continuità di un insieme storicamente unitario verranno stabilite d’intesa con l’Amministrazione Comunale. In particolare lo spazio compreso tra gli edifici verrà attrezzato per l’uso pubblico, manifestazioni, spettacoli ed altro, così da completare l’offerta dei servizi per il tempo libero realizzata dal Comune. Il progetto preliminare prevede la suddivisione dell’intervento nell’intero complesso della Rocca della Cittadella in tre stralci funzionali.
Il primo stralcio, già appaltato nel maggio 2006, prevede:
– il restauro della galleria d’accesso e la messa in sicurezza dell’ingresso principale con la realizzazione di impianti di illuminazione, video e sorveglianza;
– il recupero dell’edificio A da adibirsi ad alloggio del custode e sede della vigilanza con relative opere impiantistiche;
– sistemazione della zona esterna prospiciente all’edificio A.
Questo stralcio funzionale intende garantire la sicurezza dell’intero complesso iniziando con il recupero dell’edificio A che consentirà una permanente sorveglianza ed eviterà i ripetuti danneggiamenti fino ad ora occorsi. Ad ausilio verrà predisposto un impianto di sorveglianza a circuito chiuso, con telecamere fisse ed adeguata illuminazione, lungo tutto il perimetro della cinta muraria collegate alla cabina di regia posta nell’edificio A. Verranno in questa fase ristrutturati anche la galleria di accesso e il locale interrato ad essa adiacente. In questo stralcio è prevista la manutenzione ordinaria (rimozione della vegetazione presente) della porzione di cinta muraria adiacente all’accesso della galleria e il diradamento selettivo delle essenze arboree perimetrali a tutta la cinta. È inoltre prevista la pulizia, il decespugliamento e il recupero della pavimentazione esterna esistente nelle zone antistanti l’edificio A. A completamento dei lavori (primavera 2008) essendo adeguatamente illuminati, questi spazi potranno essere utilizzati anche per manifestazioni pubbliche. Il secondo stralcio ha raggiunto il livello di progettazione definitiva con il parere favorevole della Soprintendenza per i Beni Ambientali e Monumentali. L’intervento prevede il recupero dell’edificio C, della Torraccia, della marciaronda, della Piazza d’Arme, di due bastioni (Campana e Gregoriano), di parte della cinta muraria, di parte dei cunicoli sotterranei e di gran parte delle zone a verde. Il completo recupero della Rocca necessita di un terzo ed ultimo stralcio funzionale relativo all’edificio D (la cosiddetta “fuciliera”), ai bastioni del Giardino e della Punta e dei relativi spazi a verde, della restante parte dei cunicoli sotterranei ed il completamento della cinta muraria. Nel corso degli anni si sono succeduti diversi direttori dei lavori tra i quali l’architetto senese Gimbattista Pelori (1540-1545) e l’urbinate architetto militare Francesco Paciotto (1560). Dalla relazione del 1588 dell’architetto anconetano Giacomo Fontana a Sisto V si evince che alla fine del XVI secolo la Rocca era costituita da un corpo poligonale sul quale si proiettavano agli estremi sette bastioni: a nord-est la Tenaglia e la Punta (poi Barberino); a sud-est il Giardino; a sud-ovest il Cavaliere a basso (poi Gregoriano); a nord-ovest la Capanna, la Forbice, la Guardia.

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