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Recupero di due teatri nell’entroterra anconetano

Progetto restauro Teatro Comunale di Montecarotto

Autore/i: Nazzareno Petrini

Intervento: Ristrutturazione Teatro Comunale
Luogo: Montecarotto (Ancona)
Progettisti: Progettazione architettonica e coordinamento generale Dott. Arch. Nazzareno Petrini, Direzione lavori opere edili Geom. Roberto Serrini, Consulente per impianti elettrici e scenotecnici Geom. Roberto Mancini, Consulente impianti meccanici Ing. Remo Romani
Committente: Comune di Montecarotto
Anno di redazione progetto: 1999
Anno di esecuzione dell’intervento: 2000-2001
Costo dell’intervento: £. 1.660.000.000
Imprese costruttrici: Laston, Mantovani Fabio, DAGO Elettronica, Gobbato, Tocchetti idraulica.

Foto: Valerio Lancioni

Cenni storici
La costruzione del teatro iniziò nell’aprile del 1872 con una festa di inaugurazione dei lavori nella quale si pose la prima pietra di fondamento.
Tra i documenti dell’epoca vi è un’interessante dichiarazione della Giunta Municipale, in cui si spiega che la costruzione del teatro “reclamato dalla odierna civiltà dei tempi” aveva due scopi: “ il primo, cioè quello di soddisfare il pubblico dilettandolo per istruire, il secondo, fare ornamento al paese e precisamente nella piazza interna che circondata da decenti Fabbricati si vuole riparare dalla parte di mezzogiorno, deturpata con la visuale di un vecchio cadente torroncello di barbara costruzione, con lo erigere in appunto la moderna Fabbrica del Teatro Comunale con gaio prospetto”.
I mattoni , difatti, della vecchia torre furono riutilizzati per la costruzione del teatro.
L’architetto incaricato Raffaele Grilli, collaborò con altri artisti pittori,  (Giulio Marvardi, Cecrope Barilli), scenografi (Enrico Andreani) e macchinisti (Vincenzo Nini) in modo che la pittura e l’arredamento riuscisse “in armonia collo stile dell’architettura del Teatro”.
Tutti i lavori furono compiuti entro il 1877, difatti l’otto settembre di quest’anno il teatro venne inaugurato con l’opera in musica Maria di Rohan di Gaetano Donizetti.

Il progetto di restauro
Il completamento dei lavori di ristrutturazione del teatro di Montecarotto ricalca in molte parti le difficoltà, le tortuosità che hanno e continuano ad avere i restauri dei teatri storici in Italia.
Si tratta infatti di interventi prolungati nel tempo sia per difficoltà burocratiche sia per l’esiguità ed il frazionamento delle risorse disponibili.
Negli anni settanta furono eseguiti i lavori di consolidamento strutturale su progetto dell’architetto Deganello.
Successivamente, alla fine degli anni novanta, furono predisposti i progetti per il completamento degli impianti tecnologici, le opere di restauro degli apparati decorativi e del completamento delle opre edili su progetto dell’ ingegnere Alessi.
In corso di esecuzione dei lavori si è provveduto a redigere un progetto di variante sostanziale per  rendere conforme alle normative antincendio e ai vincoli derivanti dalle particolari storico-artistiche dei manufatti, quindi si sono riviste le soluzioni progettuali iniziali con un progetto più calibrato e meno invasivo di quello approvato.
Inoltre il progetto ha previsto il restauro anche dei locali del seminterrato sottostanti la platea ed il palco, in precedenza utilizzati da una falegnameria e destinati ad ospitare un museo comunale.

Progetto restauro Teatro Misa di Arcevia

Autore/i: Claudio Campodonico,
Emilio d’Alessio, Nazzareno Petrini

Intervento: Progetto di restauro Teatro Misa
Luogo: Arcevia (Ancona)
Progettisti: Architetti Claudio Campodonico, Emilio d’Alessio, Nazzareno Petrini, Progetto architettonico e Direzione dei lavori, Consulente per impianti termoidraulici: Ing. Remo Romani, Progetto impianti elettrici: Per.Ind. Bruno Stronati
Committente: Comune di Arcevia
Anno di redazione progetto: 1998
Anno di esecuzione dell’intervento: 2000-2001
Costo dell’intervento: £. 2.000.000.000
Imprese costruttrici: Impresa di Pace – Napoli.

I lavori di completamento del Teatro “Misa” riguardano la progettazione e la direzione dei lavori delle opere necessarie al recupero funzionale della struttura e al completamento del risanamento del complesso del Teatro.
La fase della progettazione è stata proceduta dalla verifica dello stato dei luoghi e della consistenza dei lavori svolti in precedenza sotto la direzione della Soprintendenza ai beni architettonici.
Constatato la probabile difformità di alcune opere dalla normativa vigente per i locali di pubblico spettacolo, i progettisti, in accordo con l’Amministrazione Comunale di Arcevia, hanno richiesto alla Commissione Provinciale di Vigilanza un sopralluogo per valutare gli interventi necessari.
L’esame dello stato dei luoghi ha evidenziato la carenza di strutture che permettono l’abbattimento delle barriere architettoniche ex legge 13/89 e la necessità di interventi per la corretta esecuzione delle vie di fuga.
Alla luce della necessità di adeguamento delle uscite di sicurezza e di eliminazione delle barriere architettoniche si è intervenuto sulla corte attigua al teatro, dove è previsto l’accesso handicap e carico e scarico e l’arrivo della scala di sicurezza. La corte medesima diviene un prolungamento ideale della struttura, con un nuovo affaccio dal foyer centrale e un piccolo bar ricavato al piano inferiore. Va rimarcato che le nuove uscite di sicurezza e percorsi alternativi sono stati progettati anche nell’ottica di un prossimo utilizzo dell’adiacente sala cinematografica, che potrà usufruirne anch’essa.
A fianco della chiesa di S. Agata, si è ricavato un nuovo accesso nell’androne che collega la via principale con la corte interna; in esso viene ricavata un’unica scala per superare il dislivello esistente di circa 2 mt. con a lato una piattaforma elevatrice che consentirà ai disabili di accedere attraverso la loggia vetrata al nuovo foyer ricavato al piano della corte giardino.
Un ascensore esterno alla struttura muraria esistente, si collegherà con il foyer superiore di accesso alla sala del Teatro.
Constatato che la scala, recentemente realizzata, potrebbe presentare qualche problema nei confronti delle più recenti disposizioni di legge in tema di sicurezza, e giudicando il suo aspetto poco adatto alla monumentalità del complesso, si è provveduto a riprogettare una nuova scala, di forma più articolata, le cui strutture portanti saranno rivestite  con lastre di pietra levigate.
La nuova scala, oltre a reperire ambiti per la collocazione di alcune strutture impiantistiche, si pone come loggia aperta verso il paesaggio circostante concludendo il lato aperto della corte ed apparendo  dalle viste della valle come naturale proseguimento degli edifici costituenti il nucleo della città.
Infine, nell’ottica che in un prossimo futuro possa essere attivata anche la sala cinematografica, in uso discontinuo rispetto alla attività della sala teatrale, si sono collegati i due pianerottoli dello scalone di accesso interno con una passerella in acciaio e vetro.
Questa permetterà ai portatori di handiacap di collegarsi con uno degli accessi alla sala cinematografica provenendo dall’ascensore sito nella corte.
Occorre sottolineare come la struttura del teatro, incastonata in un isolato urbano per di più prospiciente le mura, rende molto complessi i percorsi alternativi allo scalone di ingresso, evidentemente non adatto alle operazioni di carico e scarico di merci. La platea e il palcoscenico sono situati inoltre ad un livello molto superiore alla quota stradale, e le finestre del palcoscenico si affacciano su una corte privata e a notevole altezza sulle mura.
Il progetto ricerca la massima facilità di accesso al palcoscenico per permettere l’uso più ampio e flessibile del teatro. A questo proposito occorre rilevare come il palcoscenico sia in notevole pendenza e ad una quota già elevata rispetto alla sala, così da non permettere ulteriori livellamenti, pena la perdita di visibilità di buona parte della platea. L’impianto scenico in dotazione, mirabilmente preservato da un punto di vista storico, non è purtroppo utilizzabile secondo gli standard attuali. Il graticcio, le passerelle e le scale non sopportano i carichi previsti dalla normativa, le quinte mobili del sottopalco restano solo a testimonianza dell’antico impianto scena.
Il progetto prevede una nuova struttura posta al di sotto dell’attuale graticcio in legno, ma non bassa da pregiudicare i traguardi ottici degli spettatori in ogni ordine di posti. Sono previsti tutti gli impianti di scena (audio, illuminotecnico e scenotecnico).
Particolare cura è stata posta nella scelta dei corpi illuminanti sia all’interno della sala che nei locali accessori, con duplice attenzione al risparmio energetico e all’estetica. Gli arredi sono previsti sobri ed eleganti, con l’inserimento di pezzi su disegno quando necessario.
E’ previsto il ripristino dei dipinti murali nei locali accessori.
Gli interventi previsti per il completamento degli impianti di riscaldamento, ventilazione-ricambio igienico, idrico antincendio, non possono prescindere dal considerare le opere già realizzate.
Così le distribuzioni principali ai corpi scaldanti sono già parzialmente incassate nelle murature e sottopavimento e ricondotte ad un locale seminterrato; le manichette antincendio sono, sostanzialmente, tutte installate, mentre nulla è stato fatto né come ventilazione né come centrale termica.