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Recupero di una cartiera dell’Ottocento

Qualità architettonica originaria e sostenibilità ambientale

Intervento: Recupero dell’ex cartiera Ripanti
Luogo: Jesi (AN)
Progettisti: Mario Talacchia e Sergio Morgante architetti
Collaboratori: Milena Fattori, Francesca Ricciardi,
Alessandro Pigliapoco, Graziano Stacchiotti geometri
Committente: Charta srl, Jesi
Anno di redazione: 2005
Anno di esecuzione: realizzazione in corso
Costo: 7.850.000,00 euro
Imprese esecutrici: Mondo Edil srl, Cingoli (MC),
CIEFFE Costruzioni snc, Jesi (AN)
Imprese fornitrici: Gagliardini, Monte Roberto (AN),
Mondo Edil srl, Cingoli (MC)
Dati dimensionali: superficie utile lorda 8.880 mq
Foto: Milena Fattori

Il complesso edilizio ha origine nella seconda metà del Settecento, quando nei terreni paludosi limitrofi alla Via Clementina, nota come zona “delle Valche”, fu realizzato uno dei primi insediamenti produttivi di Jesi. Nel 1806 i conti Ripanti costruirono un imponente complesso manifatturiero nell’area di fronte alla chiesetta di Santa Caterina alle Valche, dove avevano deviato un tratto del Vallato. La manifattura produceva carta e cartone e si aggiungeva al mulino da olio, al mulino per i tabacchi ed alla gualcheria di proprietà del casato e già funzionanti sul posto. La fabbrica entrò in crisi a partire dal 1920: la struttura vetusta non era più razionale, i macchinari divennero obsoleti e le mutate esigenze di prodotto non assicuravano una sana gestione aziendale. Verso la metà del 1950 l’attività andò in fallimento e lo stabilimento fu definitivamente chiuso. Il grande complesso ottocentesco, a partire da quegli anni, è diventato un classico reperto di archeologia industriale, in gran parte dismesso fino ai giorni nostri. Il progetto prevede la ristrutturazione edilizia dei fabbricati più antichi e la ristrutturazione urbanistica con demolizione e ricostruzione parziale dei corpi di fabbrica più recenti estranei all’impianto manifatturiero ottocentesco. L’alleggerimento della densità edilizia preesistente ha consentito la costruzione di un sistema di spazi aperti interni al complesso immobiliare. I muri di recinzione a facciavista, le rampe, le scale, il disegno delle pavimentazioni conferiscono agli spazi liberi la ricchezza composita della casualità, sorretta tuttavia da una geometria sottostante ricavata dagli allineamenti degli edifici e dei percorsi che relazionano l’intervento con il contesto gli interventi di nuova costruzione, costituiti da fabbricati di tre piani fuori terra in muratura facciavista. Gli interventi di ristrutturazione edilizia si svolgono prevalentemente all’interno delle carcasse dei fabbricati antichi. L’approccio progettuale fonda il proprio operare sulla conoscenza della natura dei vari fabbricati. Ciò ha comportato un processo di assimilazione, di metabolizzazione del linguaggio originario, delle sue maniere di foggiare gli ambienti. Sono state individuate nuove strutture distributive e spaziali, adatte a soddisfare le esigenze del mercato e della committenza, senza danneggiare gli edifici preesistenti, anzi scegliendo, per le trasformazioni necessarie, le linee di minore resistenza. Con l’inizio dei lavori sono stati effettuati saggi mirati per verificare le condizioni dell’impianto strutturale e l’esistenza di eventuali aperture tamponate nonché di stratificazioni archeologiche. Questo metodo progettuale, per fasi successive d’approfondimento, ha richiesto un’opera continua di perfezionamento delle pratiche burocratiche. Sarebbe stato impossibile seguire tale metodo senza il rapporto di reciproca fiducia e condivisione di obiettivi assicurato, con intelligenza e sensibilità, dai funzionari e dagli amministratori del Comune di Jesi. L’attenzione del progetto alla sostenibilità ambientale si concretizza con il riutilizzo in cantiere di parte dei materiali di demolizione, con il contenimento dei consumi energetici grazie alla possibilità di installazione di impianti solari termici e fotovoltaici e con il contenimento delle risorse idriche grazie alla raccolta delle acque di pioggia, raccolte, trattate e riutilizzate per usi domestici ed irrigui.

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