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Ridisegnare l’ellisse

Recupero dell’ex Consorzio agrario e nuovo complesso a Senigallia

Intervento: complesso residenziale e terziario
Luogo: Senigallia (AN)
Progettista incaricato: arch. Fabio Maria Ceccarelli
Progetto: arch. Fabio Maria Ceccarelli, arch. Michele Gasparetti
Collaboratori: arch. Marco M. Ceccarelli; arch. Sonia Bernacconi
Impianti: ing. Solidoro associati
Strutture: ing. F. Luminari – S. Santarelli
Committente: Portasole srl
Anno di redazione: 2000
Anni di esecuzione: 2001 – 2006
Impresa esecutrice: MBM Senigallia (AN)
Imprese esecutrici: laterizi: Smorlesi spa, Montecassiano (MC);
infissi: Fioretti infissi srl, Corridonia (MC); opere in ferro: Gigli di Ventura E. e Scarponi S. snc, Morro d’Alba (AN); Gresta Ottavio, Corinaldo (AN); impianti: Lucarelli srl Sanitari, Senigallia (AN); Tecno Elettrica di Giacomini e Belenchia snc, Senigallia (AN); materiali: Nuova Comes srl, Senigallia (AN); pitture: Gasparoni G. e Fannio F. snc, Ostra Vetere (AN); opere di urbanizzazione: DEA srl, Senigallia (AN); Subissati srl, Ostra Vetere (AN)
Dati dimensionali: 10.600 mq

Foto: Paolo Zitti

La ricerca di un profondo rapporto tra edificio, contesto urbano e città storica è alla base della proposta, anche formale, per la costruzione di questo complesso edilizio destinato al commercio al piano terreno e a residenza agli altri quattro livelli.
L’approccio metodologico ha quindi posto al centro della prassi operativa la stretta relazione tra progettazione urbana e progettazione architettonica.
Pertanto l’edificio, pur essendo fortemente caratterizzato sul piano formale, non persegue in nessun modo obiettivi celebrativi e/o autoreferenziali, ma è modellato in tutte le sue parti al fine di accogliere le varie istanze urbane ed offrire nuove e molteplici opportunità alla collettività che dovrà fruirlo.
Nello stesso modo in cui il bell’edificio per abitazioni ICP, costruito nel 1932 a firma degli architetti Calza-Bini, Costantini,
Piacentini evidenzia parte dell’ampia ellissi che conformava l’antica “Piazza d’Armi” e dell’ex “ippodromo” del 1934, anche questa scelta conferma la medesima forma urbana consolidandola definitivamente. Il progetto propone infatti la costruzione di un fronte continuo lungo l’impianto viario esistente, discostandosi dai modelli insediativi basati su una edificazione parcellizzata e riferendosi inequivocabilmente al tessuto della città storica.
L’edificio assume così la funzione di “cerniera “ tra il centro storico e la zona di espansione residenziale caratterizzata dall’insediamento
“PEEP-Piazza d’Armi” realizzato alla fine degli anni ’70 su progetto urbanistico dell’architetto Giorgio Morpurgo.
L’allineamento della struttura voltata dell’edificio dell’ex-Consorzio Agrario Provinciale con Porta Mazzini al di là del Fiume Misa, è stato assunto come asse di riferimento progettuale; da qui si originano le direttrici che mettono in relazione diretta la piazza verde, racchiusa dall’edificio di nuovo impianto, con le principali strade nell’intorno; relazione fortemente evidenziata, a scale diverse, dai portali di attraversamento dell’edificio, a riconferma dell’impianto del P.R. di ricostruzione di Senigallia, redatto nel 1931 con una visione scenografica dell’assetto urbano fatta di rettifili, incroci, piazze e sfondi nelle direttrici delle vie Isonzo, Monte Grappa e Montello.
Le parti essenziali dell’intervento sono: il recupero dell’edificio dell’ex-Consorzio Agrario Provinciale progettato dall’ingegner Battistini nel 1937, la costruzione del nuovo edificio a pianta ellittica con tipologia abitativa “in linea” segnata dalla presenza dei sei corpi scala; la creazione di un’ampia piazza interna con parcheggio interrato collocata in stretta relazione con l’intorno attraverso molteplici percorsi che permettono la continuità e la qualificazione dello spazio pubblico e realizzano una nuova stimolante spazialità. Come già detto, l’edificio – di forma semiellitticaì – è costituito da cinque piani fuori terra e da uno interrato.
Il trattamento dei volumi crea sulla facciata una articolata sequenza di ambienti che denotano il passaggio dall’uso pubblico a quello privato. Lungo via Piave il fronte dell’edificio appare una quinta continua ai piani superiori fortemente caratterizzata dalla presenza di due ampi vuoti; uno libero in corrispondenza dell’asse minore dell’ellisse, l’altro, con pilastri esagonali esposto ad est verso il centro storico. In modo analogo le due testate dell’edificio sono state ottenute dalla intersezione della corona ellittica con una parallela all’asse dei fuochi, appoggiate su tre file di pilastri esagonali e “svuotate” con ampie logge. Il fronte interno sulla piazza soleggiata e ben protetta acquista una forte unitarietà attraverso elementi “domestici” come le logge ai piani superiori e il porticato e i percorsi trasversali pubblici al piano terra.

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