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Rivalutare la dimensione minore

Il ridisegno della città verde fuori le mura di Recanati

Università Politecnica delle Marche
Facoltà di Ingegneria

Anno accademico: 2008 – 2009
Tesi di laurea specialistica a ciclo unico in Ingegneria
Edile-Architettura: Ipotesi progettuale per il fronte nord
del centro storico di Recanati
Autrice: Cecilia Carlorosi
Relatore: prof. arch. Fausto Pugnaloni

Il dibattito sviluppatosi dagli anni ’60 sulla tutela dei Centri Storici si è mostrato particolarmente valido, ma appare ancora urgente un approfondimento circa le metodologie d’intervento a livello progettuale. La stratificazione dei tessuti urbani è frutto di una tradizione oggi intaccata da un’inefficiente pianificazione del territorio, mentre l’irriducibile specificità delle realtà minori richiederebbe un’articolazione di strumenti che leghino aspetto analitico e momento progettuale. La ‘Questione dei centri Storici’ rimane di conseguenza aperta e le Marche, caratterizzate da borghi dislocati e considerate il prototipo della città diffusa, costituiscono un fertile campo d’azione per una cultura progettuale che rivaluti la dimensione minore. Il territorio recanatese – la cui amministrazione emise nel 2007 un avviso di project financing per la realizzazione di un parcheggio nel Centro Città, l’area dell’ex Campo Boario a ridosso delle Mura Sforzesche – ha fornito l’occasione per un progetto esplorativo di un assetto urbano che soddisfi le contrastanti esigenze di conservazione e crescita. Il disegno lineare dell’antico insediamento recanatese si è conservato dal medioevo fino agli inizi del XX secolo, quando si intervenne diversamente sui confini dell’elemento nastriforme: il limite a ponente, dal quale Leopardi volgeva il “guardo”, ha conservato l’immagine di un paesaggio naturale, il fronte nord ha subito un’espansione che non dialoga con la vasta area agricola che circonda il nucleo. Emerge la necessità di rileggere la forma urbis e dare respiro al carattere rurale trasformando la metamorfosi dell’esistente in una ri-scrittura urbanistica, filosofia da cui scaturisce la strategia progettuale di ri-disegnare una porzione della città tramite l’immagine della città verde – una sorta di filtro tra il sistema insediativo antico e il costruito recente – che progetta il paesaggio sostituendosi all’immagine della città dell’automobile, estranea alle ripide e strette vie dei nuclei medievali. L’intervento propone quindi il ripristino dell’originaria pendenza del terreno, creando un polmone verde che rende sostenibile il nuovo spazio di parcheggio invadendolo prepotentemente. Il parcheggio è strutturato su due livelli collegati da una rampa carrabile cui si accede anche dall’esterno. Percorsi pedonali meccanizzati raggiungono la quota del centro storico immettendosi nella trama permeabile del suo tessuto. La rarefazione del dato volumetrico e il dichiarato rifiuto di addizioni urbane si prefiggono di creare continuità tra geografia urbana e apparato storico, per esportare nelle parti di città esterne alle mura la qualità che connota il centro antico. Viene perciò accentuata la dimensione longitudinale del nuovo oggetto architettonico che lavora su piani verticali per dare risalto alle Mura Sforzesche, distaccandosene e ponendosi ad una quota inferiore. I segni e il ritmo delle facciate del patrimonio preesistente vengono riportati alla cultura attuale recuperando, da un rilievo analitico dell’apparato prospettico storico che insiste sull’area, la forma dell’arco per disegnare una quinta muraria che sostiene una struttura in acciaio. L’elemento formale dell’arco, tramite un gioco di proiezioni geometriche, si inclina e diventa un profilo scatolare in acciaio che regge l’illuminazione, nasconde il deflusso delle acque e supporta gli archi di parabola che scolpiscono le bucature della copertura. La creazione di una struttura consona al benessere urbano e alla crescita socio-economica decomprime il traffico, riportando la persona ad essere protagonista dello spazio urbano e favorisce una razionale integrazione dei centri storici nella più vasta realtà territoriale.