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San Floriano

Restauro conservativo dell’edificio S. Floriano Mestica a Jesi

Luogo: Jesi, piazza Federico II
Progettisti: Giancarlo De Carlo, architetto; progetto strutturale e direzione lavori strutture, Marco Borocci, ingegnere; direzione lavori, Giancarlo Ercoli e Raffaele Ponzelli, architetti; collaudo in corso d’opera, Mauro Magagnini, ingegnere
Committente: Comune di Jesi
Anno di redazione del progetto: 1997
Anno di esecuzione dell’intervento: 1997/2001
Impresa esecutrice: Spinosa Costruzioni Generali srl, Isernia
Costo dell’intervento: 3.962.168,69 euro

Foto: Paolo Semprucci

“Il progetto fa parte di una proposta più generale che comprendeva anche la Piazza Federico II, proponendosi di rivitalizzare tutto il sistema di spazi pubblici che si svolgono tra la Piazza della Repubblica e la Porta Nuova (…)

La Chiesa di San Floriano, come si sa, è stata eretta nella prima metà del secolo diciottesimo sui fondamenti di un’altra chiesa assai più antica. Ha un impianto centrale fondato su una geometria rigorosa ma rigida, che conferisce poca flessibilità allo spazio interno.
La parte più ingegnosa è quella che è compresa tra l’involucro esterno e lo spazio interno, costituito di nicchie, piccole balconate, scale e tortuosi passaggi scavati nello spessore della muratura.
Alcune delle nicchie si affacciano come minuscoli matronei verso l’ottagono dello spazio centrale, altre sono inutilizzate, altre infine sono state destinate ad uffici e a servizi della Scuola che è nel Palazzo Mestica.
Il Palazzo Mestica, che in origine era un convento e successivamente è stato rimaneggiato per adattarlo alle necessità della Scuola, è diviso dalla Chiesa da un lungo corridoio che si affaccia con un ingresso da un lato sulla Piazza Federico II e dall’altro sulla vallata.
Il corridoio è una connessione e allo stesso tempo un filtro: univa e anche divideva in modo permeabile il Convento dalla Chiesa, passando tra quest’ultima e il campanile, incorporato nel volume dello stesso Convento.
Sulla testate del corridoio c’è lo scalone, che sale ai tre piani superiori. Ma l’edificio ha anche altri due ingressi: al piano terreno, dal cortile concluso su tre lati che si affaccia sulla via Posterma, e al seminterrato da un piccolo vicolo laterale.
Attualmente tutto l’edificio è destinato alla scuola elementare (…)
Il Progetto complessivo è partito dal principio che lo spazio centrale della Chiesa debba diventare Sala polivalente per concerti, spettacoli teatrali, mostre, conferenze, riunioni, ecc… e che la scuola elementare debba essere conservata e riorganizzata nel Palazzo Mestica insieme agli altri servizi che ora vi si trovano. Ma siccome una Sala polivalente per funzionare ha bisogno di un insieme di spazi complementari e, d’altra parte, una Scuola elementare deve esserne fisicamente separata, si è cercato di organizzare le due parti in modo indipendente, pur consentendo che esse possano comunicare in circostanze eccezionali.
L’organizzazione complessiva predisposta può essere così sinteticamente descritta: la Sala polivalente nello spazio centrale della Chiesa con i suoi servizi complementari affacciati sul grande corridoio che divide San Floriano dal Palazzo Mestica e che viene ripristinato alla sua funzione originale di collegamento e di filtro; la Scuola a tutti i  piani del Palazzo Mestica, spostando nel seminterrato le Biblioteche; gli impianti tecnici delle due parti – San Floriano e Mestica – separati con le centrali tecniche in sedi diverse, nel seminterrato per la Scuola e per la Sala nel sottotetto adiacente al grande corridoio.
Il Complesso Palazzo Mestica – San Floriano risulta così diviso in due unità indipendenti.
Per rendere più chiaro e fluido il sistema sono stati riorganizzati gli ingressi: si entra nella Sala polivalente dall’ingresso originale di San Floriano, ma anche dall’ingresso che è sulla testata nel corridoio se si vuole accedere ai suoi servizi complementari; si entra alla Scuola elementare dal cortile aperto sulla Via Posterma; al piano seminterrato, dove sono sistemate le Biblioteche Provinciale e dei Ragazzi – che servono la popolazione esterna – gli accessi al pozzo e alla cisterna e le centrali tecniche della Scuola, si accede tramite una scala da via Posterma oppure direttamente da un ingresso situato nel vicolo laterale.
La modifica degli ingressi ha indotto anche a una riorganizzazione dei collegamenti verticali che si è risolta nell’utilizzare lo scalone principale per la connessione tra i vari livelli dove sono distribuiti i servizi complementari della Sala, nella formazione di una scala indipendente di accesso alla Biblioteche e, per collegare i vari livelli della scuola, nella formazione di due nuove scale, di cui una con ascensore per disabili che si collega anche con il seminterrato e che può essere utilizzata (in caso di necessità) dal personale della Sala…”

Giancarlo De Carlo

Il Progetto
La città si regala un nuovo luogo che è un museo e un teatro.
Il progetto per il teatro e il museo è stato pensato come un luogo dove le persone si incontrano, si divertono e vivono in un’esperienza emotiva un’occasione culturale.
La storia di questo edificio è legata alle cerimonie liturgiche, alle feste religiose ma anche alle cerimonie private di gioia e di dolore. Non volevamo che questo antico significato entrasse in collisione con un’attività per lo svago, per un godimento culturale e per un momento di confronto con la storia del territorio jesino.
Per questo motivo l’accesso al sistema avviene attraverso un foyer delle feste che introduce al museo e al teatro, strutturato come un’estensione della piazza e quindi luogo di vita e di incontro. Gli ambienti del museo e del teatro sono pieni di luce e colore che ne evidenziano il carattere vitale e intendono mostrare le sepolture come luoghi che ci parlano di un diverso sistema di vita mostrandocene i segni dei fasti dell’epoca.

Italo Rota