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Scorci inusuali

Edificio in collina che dialoga con il paesaggio

Studio Costarelli
Franco Costarelli
Mario Sardella
Pamela Ciattaglia
Intervento: edificio residenziale
Luogo: Castelplanio (AN)
Progettisti: Studio Costarelli – Franco Costarelli,
Mario Sardella, Pamela Ciattaglia
Geologo: Studio Bernardini
Committente: Impresa Edile Conti Bruno
Anno di redazione: 2004
Anno di esecuzione: 2006
Imprese esecutrici: Impresa Edile Conti Bruno;
copertura in alluminio-zinco: ELLEMME SpA;
impianto elettrico: Vignati Andrea;
impresa fornitrice: Gagliardini Edilizia
Caratteristiche tecniche particolari:
tetto in alluminio zinco, facciata rivestita in ardesia

Foto: Massimiliano Fabrizi

L’edificio progettato è situato a Castelplanio capoluogo, comune di collina della Vallesina i cui versanti si aprono alla visuale a nord-est verso la montagna e a sud-ovest verso il mare. Il lotto è di forma rettangolare con il lato più lungo nella direttrice del Nord dove soffia nei periodi invernali con insistenza il vento di “tramontana”. Nel primo sopralluogo eseguito insieme all’impresa proprietaria sono state a tutti chiare le difficoltà che avremmo trovato nel progettare su quel lotto, con pendenze accentuate sia a digradare verso il basso, sia da sinistra a destra. Di nessun conforto era vedere il costruito circostante e le difficoltà di inserimento nel luogo. Ma a venirci in aiuto è stato il panorama a dir poco sorprendente. Era autunno con i suoi colori, i colori della collina e della montagna. Le vigne si coloravano di rosso, gli alberi in lontananza perdendo le foglie assumevano colori bruni tendenti al nero e gli olivi mossi dal vento facevano intravedere il grigio-verde del retro delle foglie. Istantanee che ci sono rimaste ben impresse nella mente. Ci eravamo imposti di eseguire un intervento con il minimo impatto visivo possibile,  con la possibilità di poter usufruire della vista panoramica, di poter superare il dilemma della futura manutenzione dei tetti per il vento e sfruttare al meglio l‘esposizione non felice del lotto, senza comunque tradire le aspettative di mercato dell’impresa. A tutto ciò si aggiungeva anche la responsabilità di avere a che fare con l’ultimo edificio costruito dal proprietario, amico da molti anni, che per limiti di età abbandonava l’attività. Non era il luogo adatto per qualcosa di intensivo. Si è iniziato a lavorare sulla modularità degli alloggi, sulla sua composizione, sull’involucro edilizio da adottare, su come valorizzare il paesaggio, sulle viste, sui colori. Progettare qualcosa di pulito, senza fronzoli, che rispecchiasse il fondamento della nostra cultura, il tutto visto con i nostri occhi. Abbiamo adottato telai in c.a. e solai in laterocemento, tamponamenti a cassetta con un buon isolamento termico, tetto in lastre metalliche di alluminio-zinco per far scivolare via il vento e la neve. Pensare ad alloggi in cui tutti avessero minimo tre lati liberi ed uno solo in comune, per una migliore vivibilità. Riparare dal calore del sole il lato sud senza limitare la vista panoramica. Spezzare il ritmo del fronte per aprirlo a scorci inusuali.

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