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Scuola di musica a Falconara

Involucro anni ’20 e gioco di interni a sorpresa

Intervento: scuola comunale di musica
Luogo: Falconara Marittima (AN)
Gruppo di progettazione: arch. Roberto Angeloni (capogruppo), arch. Paolo Bonvini, ing. Omero Bassotti, ing. Matteo Verzolini
Collaboratori: impiantistica ing. Gianluca Cesareo
Committente: Comune di Falconara Marittima
Anno di redazione: 2004
Anno di esecuzione: 2005 – 2006
Costo dell’intervento: 662.000,00 euro (importo lavori);
841.321,00 euro (quadro economico)
Imprese esecutrici: impresa affidataria: CAR Consorzio
artigiani romagnolo, Soc. Coop. Rimini;
impresa esecutrice FU.SCA snc di Nicodemo Scali, Sidereo (RC)
Dati dimensionali: 450 mq

Il Comune di Falconara Marittima nel 2001 decide di recuperare l’edificio ex falegnameria di via Marsala e di riutilizzarlo come nuova scuola di musica comunale. Il concorso di idee bandito dal Comune stesso viene vinto dal gruppo di progettazione composto dagli architetti Roberto Angeloni (capogruppo) e Paolo Bonvini e dagli ingegneri Matteo Verzolini e Omero Bassotti. A pianta trapezia, l’edificio è intercluso dall’edificato circostante, avendo un unico affaccio su strada. Sostituita la copertura a due falde, si è conservato il solo perimetro murario e in particolare la facciata su strada, degli anni ’20. Si è scelto di inserire all’interno delle quinte murarie un oggetto completamente nuovo composto da cinque elementi tra loro chiaramente leggibili ognuno dei quali svolge un ruolo funzionale ed estetico allo stesso tempo:

– la “scocca”, modellazione dello scavo a terra, contiene l’auditorium e costituisce l’attacco a terra;
– il muro attrezzato contiene tutti i servizi, i collegamenti verticali e gli elementi tecnologici liberando il resto della pianta da elementi impermeabili alla percorribilità (area servizi);
– il corpo galleggiante, tetto abitato dell’auditorium, concepito come una pianta libera da vincoli, flessibile a modifiche e a necessità diverse che contiene le aule illuminate dall’alto (area servita);
– il patio, luogo di evasione psicologica e giardino astratto dove insiste l’affaccio dell’aula di musicoterapia;
– la copertura dell’atrio di ingresso, con funzione di discreto coronamento della facciata esistente.

Elemento fondamentale del progetto è la percorribilità della sua sezione longitudinale, vera esperienza coagulante l’intero intervento.
Il corridoio al piano terreno, che all’estremità opposta all’ingresso da strada dà accesso al patio interno, è doppiato al livello superiore dal corridoio di distribuzione delle aule e da tre “ponti” che danno accesso ai vari spazi di servizio. A sottolineare le percorrenze e a staccare il corpo dei servizi dall auditorium e dalle aule superiori interviene un lucernario orizzontale che taglia l’edificio in tutta la sua profondità, a riportare la presenza del cielo sopra un “vicolo” interno. L’edificio realizzato instaura con il contesto un rapporto assolutamente chiaro:
– di conservazione e restauro della facciata: unici interventi su di essa, una leggera linea di coronamento di protezione a filo parete, la sostituzione degli infissi in legno con nuovi in metallo ed una leggera pensilina in corrispondenza della porta di ingresso preesistente.
– di totale novità e complessità all’interno del recinto murario in un gioco di doppiezza al fine di accentuare la sorpresa del fruitore.
La proposta progettuale è stata pensata come parzialmente flessibile in quanto è composta da parti fisse come l’auditorium per 95 posti, il sistema dei servizi, dei collegamenti, del guardaroba, della biglietteria-portineria e dei ripostigli, ma anche da un corpo “galleggiante” sopra l’auditorium fatto di aule di insegnamento, divisibili e modificabili secondo le esigenze degli utenti.
La forma proposta dell’auditorium è quella tipica prevedibile per sale di piccole dimensioni. La sua semplicità, il suo sistema distributivo e delle uscite, la sua simmetria, l’assenza di strutture o di altri sistemi di disturbo alla riflettenza dei suoni, ne fanno uno spazio con prestazioni acustiche potenzialmente eccellenti.
Il progetto è stato il vincitore del Premio Marche Architettura 2008 come migliore opera realizzata pubblica o ad uso pubblico negli anni 2003-2007 nelle Marche e del Premio Innovazione e Qualità Urbana 2009, categoria Città e Architettura, come migliore opera realizzata.

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