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Sede Nautica dei Vigili del Fuoco nel porto turistico di Ancona

Prefabbricazione e memoria storica

Luogo: Porto Turistico La Marina Dorica – Ancona
Progettisti: Studio Zoppi ( progetto architettonico: Ing. Paolo Zoppi; progetto strutturale: Ing. Paolo Zoppi e Ing. Paolo Camilletti; impianti: p.i. Antonio Talevi; elaborazione grafica: Geom. M. Gloria Amicucci; editing: ing. Stefania Scataglini) – Geologo: Dott. Piergiacomo Beer
Direzione Lavori: Ing. Paolo Zoppi
Ente finanziatore: Ministero dell’Interno – Dipartimento Vigili del Fuoco, soccorso pubblico e difesa civile – Direzione Centrale Risorse Logistiche e Strumentali – Area Sedi di Servizio (Dirigente: Ing. Alessandro Volpini)
Stazione Appaltante: Provveditorato Regionale Opere Pubbliche delle Marche (Ing. Eugenio Gaudenzi, Provveditore – Ing. Corrado M. Cipriani, Responsabile del Procedimento)
Ente utilizzatore: Comando Provinciale Vigili del Fuoco di Ancona (C.te ing. Leonardo Denaro)– Sezione Canottaggio
Anno di redazione del progetto: 2000
Anno di esecuzione dell’intervento: aprile 2001 – maggio 2002
Impresa esecutrice: SO.GE.MA. Costruzioni S.r.l. – Fabriano, Tinti SICAP S.p.A. – Ancona (strutture prefabbricate)

Foto: Sandro Censi

Approccio metodologico
Il navigante che tocca i porti del Mediterraneo trova connotazioni particolari e significative dei luoghi di approdo: l’intonaco bianco calcinato dei paesini delle isole greche, le case in pietra d’Istria della Croazia, i palazzi alti e colorati della riviera ligure e così via.
Il segno caratterizzante per il navigante che si avvicina al porto di Ancona è costituito dalla presenza diffusa di paramenti murari estesi ed imponenti, riferiti prevalentemente a strutture di difesa: la barriera gregoriana, i resti delle mura urbiche e delle “portelle”, la Mole Vanvitelliana, sovrastati dall’alto dalla immanenza della Cittadella e del Campo trincerato.
Un’altra forma di espressione minore, meno apparente ma diffusa,  è rappresentata dai capanni colorati sulle spiagge o dalle “pesche” su palafitte sulle scogliere circostanti la città, costituiti da strutture lignee leggere con paramenti in doghe di legno poste orizzontalmente.
La sintesi tra queste due forme espressive comuni nel contesto, militare e marinara,  sono state individuate dal progettista come “genius loci” e costituiscono la scelta progettuale per connotare la struttura qui descritta.
La “scommessa” realizzativa, legata alla forma ed alla esecuzione, è di dare una idonea dignità architettonica ad un prefabbricato industriale, scelto come struttura atta a rispondere alla presenza di campate superiori a 10 metri di interasse, alla necessità di esecuzione molto rapida ed alla disponibilità di un finanziamento limitato.
Pertanto il fabbricato, fondato praticamente sull’acqua essendo realizzato su una colmata a mare, é un semplice capannone prefabbricato, al quale è stata dato un “vestito” che ha coperto la  “pelle” dei pannelli in cemento armato prefabbricati. Il “vestito” è costituito, nella base e nei setti in elevazione, da mattoni (per necessità statiche in muratura armata a tre teste); la finitura verticale soprastante  è costituita da doghe in alluminio costituenti la parete ventilata.
Come immagine complessiva il fabbricato è una fusione di materiali diversi: paramenti di mattoni “faccia vista”, che vengono “scavati” dai pannelli costituiti dalle doghe orizzontali, lasciando, però, un chiaro segno della memoria sia dei capanni di mare sia delle strutture difensive del fronte urbano, riscontrabile nei setti in muratura di angolo che costituiscono vere e proprie torri.
Un altro richiamo all’ambiente circostante, percepibile in lontananza nello sky line verso nord est, è dato dalla torretta di sbarco delle scale sul terrazzo, che è stata disegnata come la corona del vecchio faro di Ancona; la memoria storica è anche rintracciabile all’interno del collegamento verticale, realizzato con una rampa elicoidale come quella del vecchio faro.
Trattandosi però di una struttura del diporto nautico, il progettista ha voluto inserire un riferimento, lontano nello spazio ma significativo per il mondo della vela: l’oggetto che funzionalmente è la protezione degli ingressi alla struttura ricorda il balcone del Commodoro dello Yacht Club di Martha’s Vineyard.

Descrizione del progetto
Il fabbricato per la sede Nautica dei Vigili del Fuoco di Ancona è stato edificato sul terrapieno est del Porto Turistico di Ancona, una delle tre aree in cui è articolata la struttura del diporto nautico.
L’Ente finanziatore è il Ministero dell’Interno – Servizio Infrastrutture – e la Stazione Appaltante è il Provveditorato OO.PP. delle Marche.
L’Autorità Portuale di Ancona ha dato in concessione a LA MARINA DORICA S.p.A. il Porto Turistico; questo comprende, nell’ambito di una previsione generale di fabbricati da costruire nella zona Est, anche il lotto di mq 870 circa su cui insiste la Sede Nautica.
Le dimensioni esterne del fabbricato sono 21,40 x 20,50; le altezze massime (dal pavimento piano terra a quello di copertura) sono pari a m  8,66, ad esclusione della torretta di uscita sul terrazzo.
Il fabbricato, con fondazioni indirette su plinti a due o tre pali, è strutturalmente un “capannone” prefabbricato (pilastri, travi, pannelli e solai), con alcune parti in opera (fondazioni e alcuni setti, scale). Il corpo dell’edificio è a due campate, con zoccolo in muratura armata “faccia vista”; la restante tamponatura è costituita da una parete ventilata formata da  pannelli prefabbricati di c.c.a. sui quali vengono fissati profili ad W, di supporto a doghe sagomate in alluminio. Il fabbricato è a due piani: a piano terra è localizzato il deposito imbarcazioni, la vasca voga e servizi (di altezza m 3,65); al piano primo uffici, servizi e spogliatoi, palestra (di altezza m 4,15).
La copertura è piana e praticabile, con struttura portante in solai tubolari in c.a.p., coibentazione, impermeabilizzazione e pavimento in klinker.
Dalla corte esterna, in cemento, si accede al deposito imbarcazioni, attraverso due portoni sezionali, alla vasca voga ed alle scale di sicurezza; su tale fronte è posta la centrale termica. Verso il porto turistico sono posti gli accessi pedonali, “nascosti” da un elemento verticale in c.c.a. rivestito in muratura, posto fuori del filo esterno del fabbricato.
Il lotto è servito, lungo il lato nord – est,  da canalizzazioni di corrente elettrica in BT derivate dalla cabina secondaria del porto turistico, da tubazioni di acqua e di metano e da una tubazione dell’antincendio del porto.
Il fabbricato é dotato di  impianto di riscaldamento a gas metano, articolato in tre zone indipendenti: una caldaia riscalda la sala voga ed il deposito imbarcazioni (con aerotermi), gli uffici e gli spogliatoi (con termosifoni); due generatori ad aria calda a gas posti sul tetto riscaldano la palestra.
Le fognature sono separate tra acque bianche ed acque nere; le prime scaricano su una linea che si immette in mare, dopo un trattamento di sedimentazione e disoleazione in una vasca “di prima pioggia”, le seconde confluiscono al depuratore cittadino attraverso una condotta in pressione.