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Struttura turistica a Monte San Vito

Recupero e riqualificazione dell’ex-consorzio agrario

Intervento: lavori di ristrutturazione
e riqualificazione ex consorzio agrario
Luogo: via Gramsci, Monte San Vito (AN)
Progettisti: progetto architettonico
e coordinamento: arch. Mauro Tarsetti;
progetto strutturale: ing. Alessandro Balducci;
impianti: ing. Mario De Martinis;
antincendio: ing. Ester Caroli
Committente: Comune di Monte San Vito (AN)
Anno di redazione: 2003
Anni di esecuzione: 2004-2006
Costo dell’intervento: 800.500,00 euro
Impresa esecutrice: CONSCOOP (Forlì),
Tecnocostruzioni, Jesi (AN)
Dati dimensionali: superficie totale: 605 mq
Foto: Michele Barigelli

Nella pubblicazione Monte San Vito: Castello Terra Comune (AA.VV., a cura di Sandra Cappelletti, Ancona 1999), in riferimento all’edificio in oggetto, si riporta: “la costruzione di cui si tratta è stata riconosciuta come fabbrica cinquecentesca del monastero cistercense de ‘La Visitazione’. Papa Giulio II nel 1511 ripristina la ‘Congregazione di San Bernardo’ ed il monastero di Monte SanVito è incluso nell’elenco delle nuove fondazioni”. Secondo le intenzioni progettuali originarie la chiesa doveva realizzarsi con pianta ad aula che poi però non sarebbe stata portata a termine. Nel 1903 l’edificio “absidato” divenne sede del Consorzio agrario con le conseguenti trasformazioni d’uso che nel tempo ne hanno compromesso pesantemente l’immagine. Il complesso è stato acquisito dal Comune di Monte San Vito nel 1999 in seguito alla chiusura del Consorzio agrario.

L’edificio, realizzato in gran parte in laterizio con murature continue perimetrali è composto principalmente da due volumi, l’aula absidata su due livelli ed un annesso formalmente indipendente da questa. Gli spazi recuperati come struttura turistica di promozione del territorio, sono stati così individuati:
– l’attuale ingresso su via Gramsci, dove il Consorzio agrario aveva realizzato due uffici e la tramoggia per scaricare le granaglie, in parte ancora visibile, è stato utilizzato come atrio a tutta altezza dove sono stati posti i collegamenti verticali:una scala in acciaio ed un ascensore.
– Al piano terra, nella zona dell’abside, parte terminale della sala che sarebbe dovuta diventare l’oratorio del Convento, è stata realizzata la sala conferenze, eliminando ilpilastro in muratura realizzato come sostegno temporaneo del colmo del tetto e recuperando la struttura lignea originaria con l’ausilio di due capriate in acciaio.
– Al piano seminterrato, nell’atrio di distribuzione degli ambienti presenti, è visibile un pavimento in cotto recuperato nel corso dei lavori.
– La sala voltata con nicchie laterali, probabile cripta del soprastante oratorio ed utilizzata forse come frantoio, è stata recuperata come spazio per informazione turistica.
– Lo spazio interrato, recuperato in seguito agli scavi effettuati, è formato da quelle che dovevano essere le fondamenta dell’oratorio con la presenza di un arco ogivale, probabile collegamento con la struttura conventuale non più portata atermine.

Questo ambiente presentava tre aperture ad arco di collegamento con l’atrio, chiuse, al momento degli scavi, da “brulle” in mattoni a sostegno della terra di riempimento presente verso via Gramsci.
– Infine l’annesso, come precedentemente descritto, è stato ricostruito come un nuovo spazio affiancato al volume principale dell’oratorio ma distaccato da esso, da utilizzare a piccola sala mostre.
I lavori sono stati completati nell’estate del 2006, l’Amministazione Comunale ha intitolato il centro turistico a Carlo Urbani.

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