MENU

Texture Outdoor— Indoor

Alberto Fiorenzi ha scelto il mare. Ha conosciuto il vento, intrecciato architettura navale e software, ha prodotto studiato e sperimentato in giro per il mondo vele e tessuti.
Lo ha fatto da Numana e da una regione – le Marche – che storicamente ha sviluppato nei suoi distretti la confezione e il pronto moda ma non la cultura produttiva e di servizio della materia prima.

Nella storia di Sailmaker l’essenzialità di trama e ordito hanno incontrato l’alta tecnologia, la nostalgia del mare la performance tecnica, le forme mobili riflesse sull’acqua si sono riversate nella serialità astratta dei pattern.
Il gergo è affascinante, le parole aprono mondi, sono storie di tecnologia, ricerca, innovazione a partire dalla mitica chimica italiana e da quei saperi antichi dove il velaio è prima di tutto un sensitivo che intuisce forme configurazioni e tagli. Ma la velocità dei cambiamenti e la riconfigurazione dei mercati hanno allargato e diversificato usi, prodotti e funzioni. L’alfabeto dei materiali e delle forme però è lo stesso: il classico intrecciato con trama e ordito, l’accoppiato fatto di multistrato composto da materiali definiti alieni che devono stare insieme, lo spalmato arricchito da speciali resine che garantiscono la massima stabilità. Fatto sta che mai come oggi i tessuti tecnici – quelli che trasmigrano e mutano forme e funzioni rispetto all’origine – sono diventati un must di seduzione e versatilità d’uso per designers, aziende, consumatori. È accaduto nel settore moda dove leggerezza, performance e creatività sono tendenze trasversali per le griffe più blasonate; è accaduto al mondo del design che con l’industria e le sue innovazioni incrementali coltiva da sempre relazioni virtuose e appassionate. Oggi le vele convivono con l’outdoor tecnico per l’arredo, il design e l’architettura, e quei tessuti diventano ogni giorno lampade, divani, coperture, poltrone, sedute, texture per facciate ventilate trasparenti e traspiranti.
È la forza delle analogie e di un know-how che garantisce ai tessuti impermeabilità, tenuta della forma, resistenza alla pressione, costanza di stabilità e carichi. Negli oceani e nelle bufere ma anche negli aeroporti, negli showroom, nelle strutture della nuova architettura e in tutti quegli spazi che per scelta o per vocazione devono garantire bellezza, efficienza con leggerezza, design, pulizia, durata all’usura dell’uso e del transito. Il core di questa azienda di tessuti di Numana sono l’uso di un polipropilene migliorato e del filato per le configurazioni architetturali. Forme e superfici diventano piattaforme progettuali, opportunità sostenibili, ricicliabili, flessibili. Così accanto ai grandi immensi tavoli su cui ancora si stendono i prototipi delle vele stanno i rocchetti di kevlar, basalto, carbonio. Sopravvive ancora quell’antica matrice fatta di intuito, artigianalità e controllo matematico con simulazioni dei carichi, ma la sfida si è spostata sui materiali e le applicazioni. Tutto rigorosamente e meravigliosamente artificiale, non una semplice imitazione della natura ma una natura altra, ad alto contenuto cognitivo, una natura e una materia intelligenti.

La fibra AQUASTOP è una fibra polimerica ad elevate performance adatta per tappezzeria, tendaggi, borse. È eco friendly – composta da carbonio e idrogeno. Viene lavorata con risparmio energetico, senza scarti e sottoprodotti tossici da colorazione; idrofobica – non richiede trattamenti che la rendano idrorepellente: l’assorbimento di acqua è lo 0,05% del suo peso; leggera – meno 30% rispetto al poliestere, 20% rispetto al Nylon e 25% rispetto all’Acrilico; antibatterica – considerata l’assenza di acqua e la non proliferazione di micro organismi. Ha una bassa conduttività termica, un’alta resistenza chimica – lavabile con detergenti o saponi forti che non ne compromettono stabilità e durata – e mantiene la solidità del colore – le fibre sono colorate prima del processo di filatura e quindi sono parte della fibra stessa.
Questa tecnica previene la perdita di colore nel tempo e garantisce un valore di scala dei blu 7-8/8 nello standard UNI EN ISO 105 B02. La fibra viene trattata con speciali materiali che impediscono agli UV di penetrare nella struttura del manufatto e permettono la riflessione della luce visibile e infrarossa. Infine resiste all’abrasione – può sopportare diversi stress e tensioni, è certificata con il test Martindale con resistenza superiore ai 50.000 cicli. Il filato Aquastop è certificato OEKO-TEX STANDARD 100 e BLUESIGN per la piena sostenibilità ambientale – del prodotto.

I—MESH è il filo che diventa progetto. Si utilizza in forma di griglia multi-assiale con fibre disposte secondo un disegno CAD. Le fibre sono stabilizzate da collanti sintetici e/o naturali in ragione del tipo di applicazione, e possono essere disposte in tutte le direzioni, anche secondo schemi formati da curve complesse, sovrapponendo diversi strati per formare reti più o meno dense.
I settori di applicazione vanno dal design all’architettura, ai complementi, alle facciate architettoniche, contro – soffittature, pavimentazioni e rivestimenti. La griglia può essere realizzata con materiali ignifughi classe zero. Le fibre utilizzate – in maniera esclusiva e mixate – sono sintetiche di carbonio, kevlar, poliestere, etc. Varianti/ colori: nero (carbonio), giallo (kevlar), tutti i colori (poliestere, cotone), naturale (canapa).

  • Leather Motive Interno
  • Movida Outdoor
  • Net Chair
  • Rattan Blue
  • Tridi Riviera