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Tra porto e città

3 progetti per la riqualificazione dell’area Vanvitelli ad Ancona

Comune di Ancona – Assessorato ai Lavori Pubblici
Soprintendenza Regionale delle Marche
Soprintendenza Archeologica per le Marche
Mostra di architettura – Palazzo degli Anziani, Ancona 26 giugno – 14 luglio 2002
Cura ed allestimento di Pippo Ciorra, Cristina M. Ferrara e Silvia Lupini con Natalia Santarelli e Gianni Padalino
Coordinamento per il Comune: Anna Giovannini e Patrizia Piattelletti
Coordinamento per la Soprintendenza: Monica Salvini

L’allestimento della mostra è a cura della ditta MoriniMancinelli di Pesaro
Foto: Silvia Lupini, Stefano Galassi

Occuparsi del “fronte a mare” di Ancona vuol dire avvicinarsi alla forma e al significato della sua natura profonda. L’identità della città, o delle città che si sono succedute e stratificate nel tempo, si annida infatti in buona parte proprio lungo la sua tormentata linea di costa, nel Lazzaretto e nel porto, nei dirupi fragili e ostili del suo fronte settentrionale, nell’impianto neobarocco delle scalinate del Passetto. Soprattutto l’area di confine tra città e porto – l’Ancona più antica – si presenta ancora oggi come un sistema urbano ipersensibile, sequenza incessante di resti archeologici, manufatti monumentali e tessuti urbani di pregio e di aree degradate o dismesse, zone industriali, lotti in sconsolante attesa di sistemazione. Lavorare sul futuro della città e sulla sua qualità urbana allora vuol dire necessariamente concentrare molte energie e molta attenzione sull’area su cui affacciano il porto e la città, sul waterfront storico-monumentale, che resiste comunque, e su quello contemporaneo, che è tutto da definire. Ciclicamente, spinta anche dall’inerzia pressante dello ”sviluppo” e dai meccanismi di crescita del suo porto turistico e commerciale, la città torna a rivolgere la sua attenzione all’urgenza di un progetto per la sua “striscia” più intensa, suolo stretto e sinuoso su cui più che altrove si sovrappongono le identità storiche, le attività culturali, la congestione del traffico, le spinte economiche, i flussi turistici, commerciali e migratori. Non a caso sono spinte di natura molto diversa quelle che negli ultimi tempi hanno fatto sì che l’attenzione progettuale e amministrativa tornasse a concentrarsi sul porto: da un lato l’esigenza di un nuovo piano del porto, dall’altro gli scavi della Soprintendenza che hanno portato alla luce piccoli ma significativi frammenti del porto romano. E inoltre la necessità, da parte del comune, di intervenire per “adeguare” Palazzo degli Anziani e per sistemarne la piazza d’accesso inferiore, l’urgenza di costruire parcheggi e di riqualificare il margine estremo della città nell’area Vanvitelli.
Da questa complessa sovrapposizione di vincoli e richieste il comune ha pensato di uscire facendo ricorso  al meccanismo del concorso a inviti, alla qualità architettonica e all’autorevolezza delle proposte di tre architetti di fama internazionale, Massimo Carmassi, Giancarlo De Carlo e Francesco Venezia.
I progettisti hanno così potuto avanzare le loro proposte sull’area Vanvitelli, generalmente intese come proposte e suggestioni per l’intera area del waterfront portuale della città, considerato allo stesso tempo come il tema più problematico e l’opportunità più importante per la riqualificazione della città e del suo rapporto con l’esterno.
In attesa di trovare il modo di andare concretamente avanti nel suo programma di riqualificazione, il comune ha quindi deciso, nella scorsa primavera, di esporre alla città i progetti dei tre maestri.  La scelta più azzeccata, però, è stata quella di esporli proprio nel bellissimo piano nobile di Palazzo degli Anziani, riuscendo con un colpo solo a inquadrare dalle finestre del Palazzo l’area stessa oggetto del concorso, a riportare la città e la vita culturale “dentro” il monumento in attesa di riqualificazione, a dare a chi ha curato la mostra la possibilità di misurarsi con uno degli spazi cruciali della sequenza monumentale che disegna l’arco portuale di Ancona.
Nella mostra non c’erano solo i grafici relativi ai progetti dei tre architetti invitati, ma una serie di documenti, immagini e progetti che contribuivano a una più approfondita riflessione sulla forma e sulla vita della città. Di questa documentazione facevano parte una selezione di “vedute” concesse dall’archivio fotografico comunale, alcuni materiali relativi al nuovo piano del porto, e infine una testimonianza culturale importante, cioè i progetti sul waterfront anconetano commissionati dalla Triennale di Milano a Ignazio Gardella, Marco Porta e molti altri in occasione della mostra “Nove Progetti per Nove Città” del 1987. “Tra porto e città” , grazie alla collaborazione della Soprintendenza Archeologica, ri-metteva in mostra anche una selezione del materiale relativo allo scavo su via Vanvitelli.
L’allestimento è stato progettato in modo da enfatizzare il più possibile il rapporto fisico e visivo che lo splendido spazio che ospita la mostra instaura sia con l’intero porto – vera sede dell’identità della città – sia con l’area archeologica che ha dato occasione al progetto.
Le sale sono infatti disegnate da una parete di legno continua e indipendente dalle mura del palazzo, cha da un lato individua uno spazio fluido contemporaneo, guidando il visitatore attraverso l’eterogeneità dei disegni e dei plastici esposti, e dall’altro ri-costruisce continuamente una relazione forte con “i contesti” attraverso le oblique fughe prospettiche che inquadrano continualmente il porto e l’area archeologica in questione attraverso le grandi finestre del palazzo.

Pippo Ciorra