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Tre navi nel verde

Complesso residenziale a Senigallia

Luogo: Senigallia, Ancona
Progettista: Massimo Canzian, architetto/Studio Canzian & Curzi Architetti
Committente: Domus 2000 srl
Anno di redazione del progetto: 1994
Anni di esecuzione dell’intervento: 1995/1997
Costo dell’intervento: £ 3.200.000.000
Imprese esecutrici: Misa Costruzioni srl
Dati dimensionali:  7.650 mc

L’intervento – tra i vincitori del Premio nazionale Andil/Opera prima 1998 – realizza tre edifici residenziali in un’area confinante con il “Parco della Cesanella” a Senigallia, in procinto di realizzazione da parte dell’Amministrazione Comunale. Un quarto edificio, a seguito del buon esito del primo intervento, è in corso di realizzazione a ridosso dei fabbricati già costruiti.
Il lotto è costituito da un’area trapezoidale delimitata su due lati dalla pista ciclabile del parco (di cui il lato più lungo costituisce il vero e proprio ingresso del parco, mentre il lato più corto costituisce una bretella secondaria) e sugli altri due da aree private. L’unico punto di contatto con la strada carrabile avviene in un vertice del trapezio dove si avvia la bretella secondaria della pista ciclabile.
Accogliendo una precisa richiesta della committenza, il progetto ha escluso la realizzazione di un unico massiccio fabbricato prevedendo invece tre edifici distinti (e differenziati per numero di alloggi) che consentissero eventualmente anche una realizzazione dilazionata nel tempo. Tale richiesta, pur comportando alcune difficoltà per la specifica conformazione del lotto, è d’altra parte perfettamente coerente con le caratteristiche dell’area, che vede la presenza di un’edilizia di modeste dimensioni.
Il progetto si misura essenzialmente con il carattere di margine urbano proprio dell’area, la quale è disseminata da un’edilizia piuttosto rarefatta e indefinita ma che nello stesso tempo viene coinvolta da una ben individuata linea di confine  – prevista dal Piano –  rispetto al futuro parco.
I tre edifici intendono commentare tale situazione di margine urbano attraverso una ripetizione differita dei fronti disposti lungo il confine del parco e attraverso elementi architettonici che mostrano una sobria e misurata espressione.  L’elemento di dichiarata differenza rispetto all’edilizia del contesto consiste proprio nel rifiuto di un uso decorativo e grafico dei materiali che comunemente vengono usati per abbellire una situazione di scadente periferia e nel proporre al contrario un uso  – da un punto di vista compositivo –  intrinsecamente costruttivo dei materiali e degli elementi architettonici. In tal senso le consistenti porzioni di murature in mattone  faccia a vista, gli elementi in cemento armato a vista, le partiture di intonaco, come pure le grandi aperture verso il parco, intendono articolare un’immagine intrinsecamente tettonica del costruire. La composizione dei tre edifici lungo il fronte del parco, d’altra parte, consente di declinare il tema della ripetizione di un corpo figurativamente riconoscibile attraverso soluzioni differenziate capaci di assumere positivamente le caratteristiche geometriche e morfologiche del sito. Ciascuno dei tre edifici infatti, caratterizzato dalla testata a forma di prua di nave rivolta verso il parco, articola corpi di fabbrica diversificati dal punto di vista dimensionale e aggregativo. Se il primo edificio organizza due alloggi per piano, il secondo ne distribuisce tre e il terzo quattro.  Tutte le zone giorno sono accolte all’interno delle testate caratterizzate dalle murature  faccia a vista.
Il risultato complessivo è quello di un intervento misurato alla scala del contesto, che sembra aderire in maniera delicata alla morfologia del sito. Anche dal punto di vista dell’uso, la riflessione intorno ai margini di sviluppo e di aggregazione della semplice articolazione volumetrica che costituisce il sistema di base (la testata in muratura a facciavista), ha consentito l’affaccio della quasi totalità degli alloggi sul grande spazio aperto del parco. Nella maggior parte dei casi tale apertura avviene attraverso un sistema di logge coperte le quali, pur esibendo una sobrietà espressiva assorbita all’interno dell’articolazione degli edifici, consentono di creare un filtro che preserva lo spazio dell’interno rispetto allo spazio esterno.

Per quanto riguarda i materiali e gli aspetti tecnologici, il progetto si caratterizza per la netta differenziazione tra le testate a est e a ovest e le fronti orientate verso sud. Se le prime, anche grazie alla presenza del mattone faccia a vista, richiamano una dimensione “massiva” dell’edificio, con l’uso di grandi porzioni di muratura fornite di poche bucature ma scavate da profonde logge, le seconde mostrano la presenza (continua per ogni alloggio) di logge aggettanti coperte, che riparano dall’alto sole estivo di mezzogiorno e lasciano penetrare il basso sole invernale.
La soluzione delle testate degli edifici – grazie alla particolare forma a prua di nave – permette di filtrare e rifrangere la luce nelle varie ore della mattina e soprattutto del pomeriggio. Qui la particolare conformazione del sistema delle bucature ai diversi piani – che vedono uno slittamento di 45 gradi rispetto all’asse est-ovest  – consente di eliminare l’orientamento diretto verso ovest, limitando così l’esposizione verso il  basso e caldo sole estivo. Le strette finestre binate di testata, d’altra parte, grazie alla presenza dei due speroni laterali e del pilastro centrale, risultano abbastanza schermate e diffondono la luce principalmente in maniera indiretta.
Sia le parti con il mattone faccia a vista sia le parti intonacate, per rispondere alle normative vigenti utilizzano il sistema del doppio tamponamento con camera d’aria coibentata. Il tetto è ricoperto da una lamiera gregata multistrati con uno spazio di ventilazione sottostante. Particolare attenzione è stata posta nei particolari costruttivi di posa del mattone faccia a vista, tutti orientati ad evitare soluzioni puramente decorative e a declinare un uso sobriamente tettonico del materiale.