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Tre progetti a Senigallia – Condominio via Trento e via Torino

Intervento: realizzazione di edificio residenziale
Luogo: Senigallia – via Trento e via Torino
Progettista: Studio Campodonico Associati,
Architettura e Ingegneria – arch. Claudio Campodonico,
arch. Lorenzo Campodonico, ing. Alessandro Campodonico
Committente: Imp. Costruzioni Mentucci Aldo srl
Anno di redazione: 2003 – 2004
Anni di realizzazione: 2004 – 2007
Impresa esecutrice: Imp. Costruzioni Mentucci Aldo srl
Dati dimensionali: lotto 3.079 mq; sup. utile lorda 2.564 mq;
volume fuoriterra 7.646 mc

Foto: Giovanni Ghiandoni

L’edificio è l’ultimo realizzato all’interno di una lottizzazione a firma dello studio Salmoni di vecchia datazione, primi anni settanta, che costituisce una prima consistente espansione della città oltre i confini del perimetro consolidato dell’immediato dopoguerra, inaugurando le previsioni urbanistiche del 1° PRG di Senigallia.
Il piano risente delle impostazioni urbanistiche tipiche di quegli anni che, sia pure a fronte del reperimento di aree pubbliche e di parcheggio, per altro concedeva enormi quantità di edificato con indici oggi impensabili.

Una lettura accurata del sito e del contesto circostante hanno indirizzato le fasi iniziali della progettazione al fine di ottenere un equilibrio planimetrico con l’edilizia limitrofa, per lo più attuata in fase di avvio del piano da geometri di discreta qualità e capacità, e maturando la convinzione che un edificio dalle forme inusuali, ancorché le dimensioni del lotto lo consentissero, sarebbe stato fuori luogo e dissonante dal contesto al punto tale da essere nocivo a se stesso. Oltre naturalmente a contrastare il costo programmato dall’impresa.
Si è scelta dunque la strada della razionalizzazione delle tipologie, dei materiali e dei colori del contesto e dell’uso di una geometria semplice ed accurata in assonanza con i tracciati regolatori del piano urbanistico, privilegiando i fronti paralleli alle strade, in cui si sono ricavati gli accessi pedonali all’edificio e quello carrabile che conduce al piano interrato, adibito a parcheggio, senza perdere di vista l’obiettivo di creare un’architettura che fosse insieme attuale e coerente con il linguaggio architettonico dello studio e nella sua mascherata semplicità, dialogante con il contesto.

Il fabbricato si sviluppa linearmente con una forma ad “H” appena accennata con le ali laterali asimmetriche ai primi quattro livelli, per poi divenire una forma a “T” all’ultimo piano, con il braccio lungo, parallelo alle strade, evidenziato da una lunga e profonda loggia sormontata da una pensilina fortemente aggettante al di sopra della copertura a tetto giardino. Con questo mezzo si è voluto differenziare in altezza i corpi delle due ali corte per la maggiore articolazione volumetrica dell’edificio e caratterizzare il disegno di testata con l’aggetto corposo della loggia sommitale.
L’uso dell’intonaco verniciato chiaro contribuisce a marcare il cambio di forma di questa parte dell’edificio e ad isolarla dal suo basamento rivestito in laterizio. Data la sua posizione ortogonale rispetto all’asse eliotermico, nei fronti principali gli alloggi hanno ampie balconate sia per consentire un uso più articolato di pranzo e soggiorno all’aperto, sia per offrire contemporaneamente un deciso ombreggiamento delle vetrate.
Per questo si è previsto nel fronte principale dei soggiorni un sistema di brise soleil costituito da pannelli scorrevoli in lamiera stirata e verniciata, ed in quello retrostante un sistema fisso con elementi in cotto orizzontali, montati su telai verniciati in alluminio, a comporre una facciata a doppia pelle in cui l’ombra proiettata da quella esterna contribuisse a creare un disegno di diversa intensità cromatica.
In corrispondenza dell’accesso principale su via Trento, caratterizzato dalla piazzetta lastricata a forma di corte aperta sulla via e di dimensioni adeguate al volume edilizio, su cui si affaccia l’involucro vetrato della sala condominiale, nell’angolo del fabbricato è ubicata una loggia circolare a guisa di “lanterna”, alta quanto l’edificio, a marcare la dissimmetria delle due ali esterne e che funge, in prospettiva, da punto focale dell’intero edificio.

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