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Un dispositivo dello sguardo

Scuola di Architettura e Deisign UNICAM
Tesi di Laurea Magistrale in Architettura di Alberto Mammoli Egidio Muci

Prof. arch. relatore Luigi Ciccia

Restauro e riuso del Castello di Ocre

Il Castello di Ocre sorge a 933 metri sul monte Circolo in provincia dell’Aquila, sul ciglio della dolina che si apre sopra l’abitato di Fossa. Entro il sistema di forti cazioni medievali in Abruzzo, esso rappresentava uno dei nodi fondamentali per il controllo e la difesa del territorio. Ampiamente danneggiato dal sisma del 2009, il castello versa in uno stato di evidente abbandono e degrado. Le mura del castello formano planimetricamente una sorta di triangolo, avente le dimensioni di circa 70 x 180 x 220 metri, rinforzato da tre torri d’angolo e tre rompitratta. Il lato nord-ovest affaccia verso il territorio di Ocre; essendo il più vulnerabile, è quello maggiormente munito; il fianco nord-est appare meno difeso e presenta un’altezza ridotta della cortina muraria perché protetto naturalmente dallo strapiombo roccioso. Sul fianco ovest, presso a torre d’angolo, è presente l’unico ingresso al castello, posto d’in lata rispetto alla strada che vi giunge, ma perpendicolare alle mura, controllato dalla torre d’angolo occidentale. Entro la cinta muraria sono rilevabili i resti di un piccolo impianto urbano. La sperimentazione progettuale si concentra sulla riconfigurazione della cinta muraria reinterpretata come un dispositivo dello sguardo, sulla riqualificazione di alcuni spazi interni al castello, sul rafforzamento del percorso di risalita alla rocca. Il progetto pone come obiettivo principale la conservazione dello stato di fatto attraverso il consolidamento delle mura esistenti, elemento di riconoscibilità del borgo e della sua percezione visiva dai paesi circostanti. Tale consolidamento avviene attraverso l’inserimento di un telaio strutturale in acciaio interno alle mura, che insieme ad un sistema di piastre e tiranti riesce ad evitare il collasso e il ribaltamento della cinta muraria. Il telaio sostiene una passerella in acciaio corten, che, sviluppandosi in quota, simula il vecchio camminamento di ronda, ed accoglie alcune teche espositive. All’interno del perimetro, riconfigurato dalla geometria del telaio, sono rafforzati due punti strategici ottenuti dalla riquali cazione della porta d’ingresso e dalla chiesa. Questi punti strategici sono rappresentati dall’edificio d’ingresso e dalla chiesa, costruita alla ne del XIV secolo e disposta nell’estremo vertice sud-est. Il primo, ristrutturato negli anni ‘70 e successivamente distrutto dal sisma, viene riutilizzato come hall d’ingresso dove sono situati reception e servizi annessi. Nella chiesa, snodo fondamentale in cui convergono i quattro assi viari del borgo, il progetto prevede una nuova sala per eventi temporanei, studiata nel completo rispetto della preesistenza. Lungo il percorso di risalita al castello è collocato il museo della memoria. L’edificio segue la logica del telaio strutturale adoperato nel consolidamento delle murature del castello ed è pensato come uno spazio ipogeo che accoglie reperti e immagini associati agli eventi antichi e recenti che hanno interessato questo straordinario monumento.

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