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Un nuovo progetto per Jesi Il PPE dell’area edificabile di via Appennini Bassa

Il PPE dell’area edificabile di via Appennini Bassa

Progetto di Lorenzo Rossi Architetti Lorenzo Rossi Collaboratori Marco Paleco, Sara Rossi, Rossella Venezia

Un’iniziativa che rispetta le esigenze legate alla qualità architettonica, al risparmio energetico, alla sostenibilità edilizia ed urbanistica, all’economicità dell’intervento, all’introduzione di elementi di cohousing e alla ricerca di un sistema insediativo di basso impatto ambientale: rispettoso del luogo, delle preesistenze e delle particolari geometrie dell’area d’intervento.

Userò questa introduzione per raccontare brevemente un percorso di progettazione che la Progettojesi ha fatto nell’ultimo anno e mezzo, assai soddisfacente per metodologia e risultati, e per ringraziare chi ha collaborato con noi e creduto in questa esperienza e nelle sue finalità. L’iniziativa, promossa dalla Progettojesi, che l’ha perseguita ad ogni costo, inizia nel giugno 2010 con la pubblicazione di un Bando per la selezione di professionisti da ammettere ad una successiva  Mappe °0/30 Luoghi percorsi progetti nelle Marche Libreria a vista con piano di appoggio. Planimetria Sezione Mappe °0/30 92 / 93 Mappe °0/30 Luoghi percorsi progetti nelle Marche Fase Concorsuale. Sono state presentate 39 domande di partecipazione. Nel novembre 2010 i cinque gruppi selezionati, che già insieme avevano partecipato ad una giornata di lavoro preparatorio, illustrano collettivamente le loro idee proget – tuali alla Commissione che un mese dopo decreterà il progetto vincitore.
Nell’ottobre 2011 il Nuovo Piano Particolareggiato d’Esecuzione dell’Area Edificabile di via Appennini Bassa è adottato dal Consiglio Comunale di Jesi e a dicembre, con una mostra e un convegno pubblico, i progetti sono presentati alla Città. Nell’area insisteva un altro progetto approvato, con qualche problema di realizzazione e poco rispondente alle esigenze di un’area residenziale contemporanea. Esigenze legate alla qualità architettonica, al risparmio energetico, alla sostenibilità edilizia ed urbanistica, all’economicità dell’intervento, all’introduzione di elementi di cohousing e alla ricerca di un sistema insediativo di basso impatto ambientale: rispettoso del luogo, delle preesistenze e delle particolari geometrie dell’area d’intervento. Questi requisiti sono stati le linee guida e gli elementi fondanti della nuova attività progettuale che si è svolta ostinatamente tramite un Concorso d’Architettura, anche se il rischio di una forte dilatazione dei tempi, di un aumento dei costi (sia per le spese per il concorso che per il ritardo) e di nuove ed incerte ricontrattazioni con l’Amministrazione Comunale e la Cittadinanza sembrava consigliare una strada diversa.
La convinzione, che fosse possibile (anche in questo periodo di ristrettezze economiche) eliminare o prevenire le difficoltà per conseguire la qualità e la trasparenza del Concorso d’Architettura, ha supportato la ricerca della soluzione: tempi strettissimi in tutte le fasi dell’operazione, coinvolgimento dell’Ufficio Urbanistica comunale per ottimizzare tempi e modi dell’iter di approvazione, azzeramento dei costi del concorso per la disponibilità dei professionisti a prestare la loro attività di progettazione avendo come unico compenso l’incarico del Piano Particolareggiato al vincitore. Una stretta e proficua collaborazione fra committenza, progettista e Comune, in linea con le scelte della Società che non sono mai state finalizzate esclusivamente al massimo profitto ma anche alle problematiche urbanistiche e residenziali, cercando di valorizzare comfort e ambiente a tutto vantaggio dei nuovi residenti, del quartiere e della Città.
Un’esperienza quindi resa possibile solo dalla disponibilità e collaborazione dei seguenti cinque gruppi di progettazione ammessi alla Fase Concorsuale: Studio Gasparetti e geometra Animali, Senigallia Studio di Architettura Sostenibile, Senigallia Studio BRAU—Battistelli e Roccheggiani, Ancona Laboratorio di Architettura (LdA) —Architetti Associati di Monteriggioni, Siena Lorenzo Rossi Architetti, Fabriano (progetto vincitore).
Le idee progettuali presentate, che sono illustrate e commentate nelle pagine seguenti, sono tutte molto interessanti e stimolanti per il diverso ed originale approccio progettuale. La Progettojesi infine ringrazia tutti pubblicamente per l’impegno, le notevoli competenze professionali e gli eccellenti risultati raggiunti nelle proposte.

Claudio Zagaglia – Membro del Consiglio di Amministrazione della Società Progettojesi


 Lo spazio verde elemento generatore del progetto primo classificato (vincitore)

L’area è indicata all’art. 38 delle Norme di Attuazione del PRG come ambito di trasformazione TT3.2 e denominata “Appennini Bassa”. La zona è situata nei pressi di Colle Paradiso ai margini nord ovest della città di Jesi. L’obiettivo del progetto è di realizzare un piano particolareggiato innovativo che preveda oltre ad un’edificazione di elevato standard qualitativo anche un accurato studio degli spazi aperti. La richiesta crescente di appartamenti di dimensioni più contenute rispetto qualche tempo fa, la minor disponibilità finanziaria delle famiglie, l’attenzione alle problematiche ambientali sono fattori che hanno influito sulle scelte di progetto.
L’idea di città da cui il progetto prende spunto è quella in cui lo “spazio verde” prevale su tutti gli altri spazi e genera una serie di relazioni. Il sistema del verde concorre alla formazione di microclimi, costituisce una barriera all’inquinamento del traffico veicolare, è luogo di socialità e di gioco. Il sistema del verde si propone insomma come spina dorsale del progetto. L’intera area quindi è un parco in cui diverse forme dell’abitare vengono organizzate, ora negli spazi aperti ora negli edifici. Data la forma allungata dell’area si sceglie di concentrare l’edificato nella zona nord che offre maggiore superficie e la possibilità di disporre i fabbricati senza interrompere la continuità del verde, con lo scopo di creare uno spazio fluido e quindi fruibile. Nell’ottica di preservare la continuità dell’area si propone di non edificare nella zona sud.
La superficie fondiaria di 4873 metri quadrati garantisce una SUL residenziale di 2680 metri quadrati. Si propongono due lotti di 2436,5 mq su ognuno dei quali vengono situate due palazzine di due piani. Gli edifici di forma allungata sono disposti sull’area in modo da ottimizzare nel contempo l’orientamento e le relazioni con il contesto. L’idea è anche quella di creare, tra gli edifici, zone di socialità e di relax. Il dislivello tra via Appennini e via Paradiso è l’occasione per ricavare al di sotto di questa superficie un piano interrato in cui sono organizzati i garage e altri locali. Le auto accedono ai parcheggi interrati al di sotto degli edifici dal lato su via Paradiso. Il piano interrato comune ai quattro edifici potrebbe ospitare oltre ai garage e a ripostigli anche spazi collettivi. La risalita dal piano interrato avviene tramite corpi scala-ascensore che portano sulla superficie verde. Ci si è ispirati al concetto di cohousing prevedendo la condivisione di alcune funzioni. Senz’altro la condivisione più logica è quella dello spazio parcheggio così come di un locale lavanderia. Sarebbe anche interessante continuare l’esperimento con l’introduzione anche di una palestra comune e di una zona wellness. Tutti questi spazi potrebbero essere ricavati nel piano interrato, adeguatamente illuminato tramite lucernari. Altra condivisione raccomandata è quella dello spazio verde tra gli edifici e delle loro attrezzature. Per quanto riguarda il progetto del verde verranno previste piantumazioni intensive e sempreverdi dove sarà necessario avere uno schermo dall’inquinamento dovuto al traffico.
La funzione di ombreggiamento estivo verrà garantita dall’inserimento di specie arboree a latifoglie inserite tra l’edificato e negli spazi aperti dove è prevista la sosta. La zona a sud ospita la zona di verde pubblico e rimane quindi libera dall’edificazione tranne che per una superficie per attrezzature a servizio dell’area verde di SUL 375 mq, da realizzarsi su un piano. Altre funzioni nell’area sono una zona per lo sport con un campetto polivalente e due zone per i giochi dei bambini e zone per la sosta e il relax.
All’interno di tutta l’area i percorsi sono pedonali e ciclabili. Alcuni percorsi attraversano l’area edificata mentre altri collegano l’area pubblica sia nel senso della lunghezza che trasversalmente. Verranno adottati i criteri di sostenibilità alla scala urbana tramite: il progetto bioclimatico che garantisca un adeguato orientamento degli edifici oltre all’impiego della vegetazione come barriera di protezione e per la formazione del microclima, il progetto della mobilità e della sosta (privilegiare i percorsi pedonali e ciclabili), progetto della permeabilità dei suoli, il progetto dell’illuminazione pubblica (uniformità di illuminazione, risparmio energetico), progetto adeguato dei lotti. Orientamento ottimizzato dei fabbricati in modo da sfruttare al meglio gli apporti dell’energia solare e i caratteri climatici del luogo. Ottimizzazione delle pareti finestrate per ridurre le perdite di calore in inverno e il surriscaldamento in estate.

 

Veduta area verde Veduta da via Paradiso Veduta complessiva

Vista area residenziale Planivolumetrico


 

Zip verde. Risparmio energetico e rispetto degli equilibri ecosistemici. secondo classificato (ex aequo)

L’approccio che ha guidato il progetto di questo insediamento residenziale è stato condizionato da un forte intento bioclimatico e di risparmio energetico che ha inciso sulle scelte compositive e distributive. Infatti solamente attraverso un percorso progettuale che fin dal suo primo stadio consideri come obiettivo primario il risparmio energetico e il rispetto degli equilibri ecosistemici, limitando così l’impatto dell’attività umana sull’ambiente, si può giungere ad una elevata qualità architettonicoambientale. Per poter raggiungere tali obbiettivi si rende necessario spostare l’approccio metodologico. I criteri di progettazione di un nuovo insediamento non dovranno quindi essere più solamente quantitativi (mc, mq, altezze, numero di piani ecc.) ma anche qualitativi, intendendo per qualitativi, non solo aspetti estetici architettonici, peraltro necessari e difficilmente valutabili e misurabili, ma anche e soprattutto aspetti che riguadino qualità oggettive dei fabbricati e degli insediamenti, i cui effetti sull’ambiente e sulla qualità della vita dei soggetti fruitori siano il più possibile quantificabili e misurabili. Gli aspetti che quindi entrano in gioco nella progettazione saranno i seguenti:

ENERGIA: bilancio dei flussi energetici degli edifici
ACQUA: bilancio nel consumo dell’acqua
ARIA: valutazione delle concentrazioni degli inquinanti noti; aria interna e aria esterna
MATERIALI: bilancio dei costi energetico-ambientali per i materiali; materiali che possono contenere Radon
IMPATTO: bilancio ecologico copertura vegetale.

L’area sarà completamente permeabile ai flussi pedonali in tutte le possibili direzioni e percorrenze, ma costituirà anche al tempo stesso un importante elemento di attrazione urbana. Le potenzialità edificatorie del comparto si esauriscono in un unico volume edilizio che si pone come elemento di riferimento urbano all’interno di un’area caratterizzata da edilizia a bassa densità abitativa ma ad elevata occupazione territoriale.

Progetto di Laboratorio di Architettura Antonio Anichini, Marco Bellini, Davide Berrettini

 

Sezione trasversale sull'edificio residenziale Dettaglio della copertura del percorso pedonale via degli Appennini Veduta del percorso pedonale coperto via degli Appenni

Vista della testata residenziale Ideogrammi preliminari


 

Costruire per il futuro secondo classificato (ex aequo)

PREMESSE E MACRO OBIETTIVI
L’input progettuale di perseguire un progetto sostenibile è innescato dalla certezza che non sia più procrastinabile il momento di costruire e scegliere il nostro futuro sul pianeta in modo consapevole, coniugando esigenze ambientali e socioeconomiche, cercando di non compromettere la capacità di chi verrà dopo di noi di poter soddisfare le proprie esigenze, imponendoci quindi di costruire in modo migliore. Da questo deriva la scelta di redigere un progetto di Piano Attuativo di Dettaglio.

STRATEGIE DI PROGETTO
Il progetto muove dalla lettura attenta del territorio della città di Jesi, delle relazioni ambientali, sociali ed antropiche che connotano l’area di intervento e il rapporto di questa con la città consolidata. La valutazione dei macrosistemi urbani: il verde, la viabilità, l’edificato, sono premessa all’analisi critica del microclima dell’area di intervento e delle misure di mitigazione al progetto, fino al controllo dei singoli edifici. La particolare conformazione dell’area, prevalentemente stretta e lunga con un allargamento nella parte più alta, ha fatto scegliere la strategia di concentrare gli edifici nella parte più ampia. Dedicare la maggior parte della superficie ad aree verdi, per lo più pubbliche, a servizio sia di quest’area ma anche dell’edificato limitrofo.

IL PROGETTO URBANISTICO ED ARCHITETTONICO: SOSTENIBILITÀ CERTIFICATA
Fondamentali i riferimenti storici ed urbanistici con la città murata, le successive edilizie di borgo, gli spazi di relazione, i materiali. Saranno realizzate palazzine (2/3 piani) di 3/6 appartamenti, ed edifici condominiali (2/3 piani) max di 20 appartamenti, con modulabilità degli alloggi da 50 a 150 mq singoli e/o duplex tra loro abbinabili, con il fine di soddisfare la richiesta degli utenti finali. Il riferimento alla città storica è legato al concetto di “perimetro”, di “percorso”, raffigurato dalla cinta muraria, creando una relazione con l’area progetto che è posta al limite della città consolidata e la campagna. Il muro di cinta come segno forte di connotazione della città ma anche di connessione delle sue parti, la presenza dei cammini di ronda che vorremmo trasporre con il concetto del percorso attrezzato nel verde pubblico, che diviene elemento connettore del sistema urbano delle aree verdi. Si è introdotto un segnale a scala urbana: via degli Appennini rappresenta uno degli accessi alla città da nord, quindi la “torre” in questo caso diverrebbe una porta alla città e alla nuova edificazione.

IL PROGETTO DEL VERDE: DALL’AGRO UNA PORTA DI ENTRATA ALL’URBE
Nell’idea di progettare un nuovo verde di riqualificazione e rinnovamento, in aree integrate al tessuto urbano ma al limite con il paesaggio agrario, vi è l’idea di un particolare concept di progetto che prevede il graduale e dolce passaggio dal paesaggio agrario limitrofo agli interventi all’urbe. La scelta, la gradualità e la scalarità della collocazione delle essenze vegetali riescono a far ricordare i colori, le forme, i profumi e le tradizioni dell’antico contado senza dimenticare le funzioni tipo che ancora oggi possono svolgere nell’ambito urbano. Il Gelso e l’Acero che servivano un tempo anche per ombreggiarsi in estate, possono servire oggi per le stesse funzioni in città, sensibilizzando il ricordo nella tradizione.

Progetto di Studio Brau Battistelli — Roccheggiani Architetti Associati
progetto botanico AAP Studio Advising and Agronomic Planning di Marco Menghini e Paola Staffolani
collaboratori arch. Irene Carles, ing. Paolo Pelosi, arch. Stefano Duranti, arch. Laura Moretti, arch. Margherita Lorenzini, arch. Daniela Belelli, ing. Vittoria Mariani.

 

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Sostenibilità costruita terzo classificato (ex aequo)

La proposta di piano particolareggiato configura un complesso residenziale ad alti standard qualitativi e di efficienza energetica attraverso la definizione tipologica degli interventi secondo i principi dell’architettura bioclimatica. Si inserisce nel contesto ambientale preservando la continuità degli spazi verdi e le linee guida del paesaggio naturale. Esplora la possibilità di realizzare interamente la superficie edificabile secondo le tipologie di alloggio maggiormente richieste dal mercato. Offre flessibilità gestionale articolando la realizzazione in lotti distinti di dimensioni contenute. Permette di definire il livello di sostenibilità ambientale degli interventi con riferimento ad un abaco di materiali, tecniche, impianti tecnologici.
Nella parte sommitale dell’area sono previsti tre lotti per edifici in linea disposti a sud, nelle condizioni ideali di soleggiamento. Vi si possono realizzare appartamenti delle taglie maggiormente richieste, secondo una tipologia che garantisce il soleggiamento invernale, l’ombreggiamento estivo, la ventilazione naturale trasversale, l’integrazione di pannelli solari termici e fotovoltaici nelle massime condizioni di efficienza. I vani scala sono predisposti per installazione di impianto ascensore e fungono da camino di ventilazione.
Lungo via Appennini vengono proposti due lotti per case a schiera che ripropongono il modello di alloggio di maggior pregio dell’area: l’alloggio indipendente con garage ed accesso privato. La variante tipologica prevede ampie logge aggettanti per dotare ciascun alloggio di pertinenze qualificate e di schermature per il controllo dell’irraggiamento da ovest. I garage sono interrati sotto l’ingombro degli edifici. Le alberature fungono da schermatura solare e barriera antivento. Le pavimentazioni esterne sono drenanti. Le recinzioni delle pertinenze private sono minimizzate ed integrate con siepi in modo da mantenere unitaria la percezione della sistemazione a verde del complesso.

Progetto di Studio di architettura sostenibile Lando Pieragostini, Antonella Marcantoni, Silvio Argentati, Catia Tombesi, Livia Scarpellini

 

  


 

Ecosostenibilità, minimo dispendio di risorse e ridotti movimenti del terreno terzo classificato (ex aequo)

“L’idea progettuale” prende partito dalla conoscenza e valutazione del luogo con un approccio che inserisce i cambiamenti come dolci adattamenti alle abitudini e nuove opportunità, pur garantendo la continuità degli usi e delle consuetudini della collettività e degli abitanti di questa parte della città di Jesi. I diversi lotti individuati permettono una realizzazione temporale coordinata e versatile per dare risposta al mercato in evoluzione.
La “qualità dell’architettura” è ottenuta mediante una corretta localizzazione dell’edificato rispetto all’esposizione solare per una maggiore ecosostenibilità, il minimo dispendio di risorse e ridotti movimenti del terreno esistente per il posizionamento dei fabbricati e per l’organizzazione delle aree attrezzate destinate ai parcheggi e agli accessi carrabili. Il collettore fognario, evidente ostacolo ad una progettazione libera del lotto, è diventato elemento di progetto nella previsione di una distribuzione di lotti edificabili che potessero convivere con esso senza obbligarne lo spostamento con il conseguente costo economico rilevante di questa scelta. L’edificazione è stata collocata in continuità con il tessuto di via Paradiso tanto da integrarlo e prevederne un’evoluzione adatta ai tempi e alle richieste di mercato.
Lo spazio aperto e verde è organizzatoper migliorare sia la qualità di vita nelle abitazioni in stretto rapporto con esso sia per raggiungere un effetto paesaggistico di viale periurbano della via Appennini con evidente arricchimento di tutto l’intorno e non solo del lotto in oggetto.

Progetto di Studio Gasparetti Michele Gasparetti (capogruppo), Paolo Animali, Cristina Natalini, Fabio Colaianni, Filippo Falcinelli, Carlo Cappelletti