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Un ospedale di nuova concezione

Struttura ospedaliera ‘umanizzata’ nella vallata del Tronto

Università degli Studi di Camerino
Facoltà di Architettura di Ascoli Piceno
Anno Accademico
: 2004-2005
Tesi di laurea in Composizione Architettonica: Ospedale di Vallata per acuti,
Vallata del Tronto, Comune di Spinetoli (AP)
Autori: Marina Alesi, Cristina Cialini, Stefania De Iulis
Relatore: Cristiano Toraldo Di Francia
Correlatore: Franco Panzini

Analisi territoriale e sintesi delle ragioni per un ospedale unico
L’idea di collocare un unico presidio ospedaliero centralizzato nella vallata del Tronto in posizione baricentrica rispetto al territorio di utenza e alla posizione di quelli esistenti, nasce dal riscontro di numerose carenze e difetti nella situazione sanitaria esistente. Dal punto di vista strutturale, entrambi i presidi attuali – Ascoli Piceno (Zona 13) e San Benedetto (Zona 12) – presentano caratteri ormai superati e poco adatti alle esigenze moderne di gestione delle attività ospedaliere, non soppiantabili con semplici interventi di modifica o ampliamento. L’ospedale di Vallata consentirebbe di asciugare il dispendio di risorse gestionali che i due presidi esistenti comportano, concentrando un maggior numero di servizi sanitari in una struttura moderna e qualificata.

L’idea di progetto
Il progetto per un complesso ospedaliero per acuti (550 p.l.), si colloca nel paesaggio collinare del comune di Spinetoli (AP), un paesaggio pianeggiante nella vallata del Tronto, fatto di lievi pendii e colline ai lati della lunga pianura fluviale.  Se una delle qualità di maggior rilievo dell’area riguarda le sue caratteristiche paesaggistiche, l’intervento urbanistico e architettonico che l’ospedale renderà necessario trarrà la sua impronta più evidente e importante proprio dall’ambiente che lo circonda. Il concetto di verde, così com’è inteso in quest’idea di progetto, assume valenze complesse e incide profondamente sul funzionamento della “macchina ospedaliera”. Superata infatti la concezione di ospedale come macchina perfetta, il cui funzionamento si basa sulla sua efficienza tecnologica, e abbracciando per contro l’idea di umanizzazione dell’ospedale, diviene obiettivo principale la qualità della vita ospedaliera, della degenza, dei rapporti del malato con quanto e quanti lo circondano.

Il progetto. Composizione e morfologia
L’insieme si presenta piuttosto eterogeneo per composizione e forme, in quanto costituito da parti ben distinte tra loro, ciascuna con una precisa identità architettonica e funzionale. Protagonista del complesso è il grande spazio pubblico del foyer, area fluida e liberamente espansa, riconoscibile dalla massa amorfa e fortemente decostruita della sua copertura a nuvola. È la dimensione sociale dell’ospedale, l’elemento di fusione tra esterno ed interno, dove vi si raccoglie l’utenza esterna per accedere ai vari servizi sanitari ma anche per poter usufruire delle svariate funzioni extra ospedaliere qui contenute, che arricchiscono questo spazio di una valenza e funzionalità spiccatamente sociali e aggregative. La sua configurazione permette di individuare a distanza i servizi contenuti nei tre blocchi ospedalieri, consentendo attraverso la chiara leggibilità dello spazio un facile e diretto orientamento per l’utente. Il verde esterno penetra all’interno del foyer, arricchendolo di un microclima naturale che ne incrementa l’appetibilità e l’aspetto ibrido. Ciascun blocco all’interno viene intersecato dalla street medica, fisicamente ben distinta e separata dal contesto extra ospedaliero, e all’esterno perimetrato dal percorso sociale strutturato da ballatoi e ascensori, che consentono l’accesso del pubblico dal foyer alle varie funzioni ed ai vari livelli, separatamente dai percorsi riservati al personale ospedaliero. Sul fronte sud, in relazione con il parco, si dispiega un lungo e articolato cordone contenente la maggior parte delle camere di degenza.  Il terreno caratterizzato dalla tipica tessitura agricola, è stato ritagliato con fasce di verde che si elevano di quota, in forme libere e organiche, pressoché parallele, sotto forma di dune che raggiungendo il parterre delle degenze stabiliscono un contatto concreto tra il malato e la natura circostante. Tra la street medica e le degenze, quindi comunicante con entrambe, c’è la street  visitatori, la cui funzione è di condurre i visitatori ai malati.  Lungo il lato stradale del blocco d’emergenza ed urgenza sono posizionate quelle degenze speciali quali terapia intensiva e rianimazione, che necessitano di un legame diretto con il pronto scccorso e il blocco operatorio. La sommità dello stesso blocco è occupata in parte da un eliporto che comunica con l’interno dell’ospedale attraverso l’estensione della street medica sulla copertura.  È previsto l’inserimento di una fermata di metropolitana di superficie lungo l’attuale linea ferroviaria Ascoli – Porto d’Ascoli, direttamente collegata al foyer dell’ospedale, fisicamente inserita in una propaggine della copertura dello stesso, a creare una continuità tra le parti.

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