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Un patrimonio reso alla Comunità

Ristrutturazione di cinque edifici storici nel centro storico di Jesi

Luogo: Jesi
Progettisti: progetto architettonico, Giuliano Cardinaletti, architetto, Giannino Ronconi, geometra; progetto impiantistica, Enzo Argentati, ingegnere; progetto strutturale, Giovanni Menditto, professore ingegnere
Committente: Comune di Jesi
Anno di redazione del progetto: 1997
Anno di esecuzione dell’intervento: 1998
Imprese esecutrici: Edra Costruzioni Soc. Coop, Senigallia (AN)
Costo dell’intervento: 1.224.000,00 euro

Foto: Paolo Semprucci

L’esperienza avviata dal Comune di Jesi di utilizzare le nuove opportunità finanziarie dei Boc sorte alla fine degli anni Novanta per progettare, appaltare e completare i lavori di importanti opere pubbliche rappresenta sicuramente un’occasione significativa per una riflessione sul sistema di programmazione della pubblica amministrazione.
La legge sull’elezione diretta del Sindaco, che attribuisce al capo dell’ Amministrazione comunale poteri di gran lunga superiori rispetto al passato, necessitava d’altra parte anche di strumenti legislativi per consentire ad esso di poter realizzare, nello spazio del proprio mandato, le opere inserite nel programma con il quale si era presentato agli elettori. E l’esperienza appunto dei Boc, i buoni obbligazionari comunali, rientra in questa direzione.
Per l’ente locale, infatti, reperire finanziamenti attraverso i Boc è molto più conveniente dell’acquisizione di un mutuo con la cassa depositi e prestiti, l’istituto a cui tradizionalmente ogni amministrazione si rivolge per ottenere fondi con cui realizzare opere pubbliche. Più conveniente perché l’interesse che paga è notevolmente inferiore. Non solo, nella fattispecie del Comune di Jesi, avere a disposizione fin da subito i 15,5 miliardi di lire finanziati con i Boc, ha permesso di appaltare subito i lavori previsti, di introitare e continuare a godere degli interessi bancari fino a quando non sono state ultimate le opere e quindi liquidate le ditte, e infine di beneficiare di offerte più vantaggiose, in termini di ribasso d’asta, dal momento che i lavori finanziati con tale sistema erano immediatamente liquidabili.
I progetti finanziati con i Boc, come noto, sono stati quelli relativi alla ristrutturazione di cinque edifici storici di primaria importanza del centro storico come l’ex chiesa di San Floriano e l’attiguo palazzo Mestica, il palazzo della Signoria, il palazzo Pianetti, il mercato delle erbe e l’intera cinta muraria. Cinque edifici accomunati da un unico progetto di riqualificazione del centro storico, nel rispetto dello spirito della legge che prevede l’emissione di Boc per un intervento unitario. Cinque edifici oggi recuperati e restituiti al loro antico splendore nello spazio di una legislatura.
Difficilmente, con altri interventi finanziari, sarebbe stato possibile ottenere un simile risultato. Fa piacere riscontrare che l’opportunità colta sul finire del 1997 da Jesi, primo Comune non capoluogo di provincia che in Italia ha attivato una simile procedura, sia stata poi imitata da molti altri enti locali.

L’Amministrazione comunale