MENU

Un pershing decolla dal corpo di fabbrica

La scenografica struttura di un cantiere navale di alta gamma

Intervento: costruzione del complesso industriale Pershing (cantiere navale)
Luogo: Centocroci di Mondolfo (Pesaro-Urbino), Via J. J. Pershing 1/3
Progettista: arch. Sandro Sartini
Direttore dei Lavori: geom. Riccardo Roscetti
Committente: Pershing spa
Anno di redazione del progetto: 2001/2002
Anno di esecuzione: 2002/2004
Costo dell’intervento: 12.000.000 euro
Imprese esecutrici: prefabbricati: Cava Gola della Rossa, Sicap; vetrate: Vetreria Longianese;
ingegneria del vetro: ing. Manfroni; rivestimenti strutturali: Cima; impianti elettrici: Marcello Paladini;
progetto illuminotecnica: Rema; condizionamento e impianti idrici: Rigel; sistemi di scorrimento e sollevamento: Tecmer; sistemi di illuminazione: Flos, Zuntobel Staff; sistemi videodigitali: Videoworks;
pavimentazione interni: Lazaridis Marmor Store Italia; pavimentazione porfido: Rastelletti;
interpareti: Monaldi; arredamento uffici: Tecno, Della Chiara, Interni
Dati dimensionali dell’intervento:
Superficie totale (coperto e scoperto): 53.000 mq
Stabile uffici redazionali: 2.000 mq
Unità produttiva A: 6.500 mq
Unità produttiva B: 6.800 mq
Cabina di verniciatura: 500 mq

Foto: Alberto Cocchi

Trait d’union fra i due volumi produttivi, un ampio corridoio destinato alla movimentazione delle barche e dei mezzi assume il ruolo di navata centrale (cantiere a cielo aperto) e organizza il cantiere in navate longitudinali. Queste procedono dal parcheggio attestato sulla strada cesanese verso il rio S. Genesio con il suo insieme vegetazionale. Un sistema di pannelli in alluminio preverniciato, scorrevoli uno sull’altro, consente la quasi completa apertura delle due navate laterali su quella centrale. I volumi destinati alla produzione sono perimetrati da pannelli prefabbricati di cemento. La superficie esterna dei pannelli, realizzata in graniglia lavata di marmo bianco di Carrara, conferisce ai volumi un effetto di rigoroso nitore. Ai nitidi volumi parchi di aperture verso l’esterno si contrappone il corpo degli uffici, che si attesta diagonalmente, nella parte più vicina alla strada. Si propone come un prisma di vetro, luminoso, altrettanto nitido quanto i volumi di graniglia, ma trasparente e permeabile alla vista. Appoggiato ai volumi dell’insieme produttivo solo parzialmente, dà origine ad una cavità interna a tronco di piramide rovesciata, che aumenta di sezione procedendo dal basso verso l’alto. Anche la parete interna è vetrata ed essendo esposta a sud si lascia attraversare dai raggi solari. L’effetto del sole sulla superficie vetrata interna, data la completa trasparenza dell’insieme, è percepibile anche dalla strada. All’interno della cavità, un velo d’acqua scivola lungo le due pareti d’angolo cieche e va ad alimentare la vasca che, ai piedi della vetrata del fronte principale, caratterizza l’ingresso agli uffici.

I corpi destinati alla produzione hanno una struttura in pilastri e travi prefabbricate in cemento armato. Gli spazi interni sono divisi in campate servite da carriponte ed ogni settore è integrato da soppalchi di servizio. Il tamponamento esterno è realizzato con pannelli prefabbricati in calcestruzzo finiti con graniglia. In corrispondenza delle aperture, pannelli in alluminio, scorrevoli uno sull’altro, consentono la completa apertura delle campate. La parte destinata ad uffici si articola su quattro piani, con struttura in pilastri e travi in cemento armato, i cui solai sono scalati ad aprirsi verso l’alto nel prospetto interno e completamente vetrati verso la strada. Al piano terra trova posto la reception, al piano primo l’ufficio tecnico, al secondo l’amministrazione e al terzo la direzione e lo spazio di rappresentanza. La vetrata che definisce il prospetto principale è realizzata con specchiature di vetrocamera di elevatissima trasparenza, di dimensioni fino a 228 x 360 cm, appese alla struttura in cemento armato mediante cavi di acciaio e portate da supporti, anch’essi in acciaio, appositamente studiati e conosciuti con il nome di “ragno” (spyder). La vetrata interna, inclinata, portata da montanti ancorati ai solai, è caratterizzata dalla complanarità fra telai e vetricamera per ottenere l’effetto di un’unica, grande lastra.

  • Un pershing decolla dal corpo di fabbrica
  • 1807g
  • 1808g
  • 1809g
  • 1810g
  • 1811g
  • 1812g
  • 1813g
  • 1814g
  • 1815g
  • 1816g
  • 1817g
  • 1818g
  • 1819g
  • 1820g
  • 1821g
  • 1823g
  • 1824g
  • 1825g
  • 1826g
  • 1827g
  • 1828g
  • 1829g
  • 1830g
  • 1831g
  • 1832g
  • 1833g
  • 1834g
  • 1835g