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Un ponte per ‘muovere il pensiero’

Ponte pedonale sul fiume Esino

Intervento: ponte pedonale sul fiume Esino
Luogo: Comune di Genga (AN), tra le frazioni
di Camponocecchio e Genga Stazione
Progettisti e direzione lavori: progetto architettonico
e coordinamento: arch. Mauro Tarsetti; progetto strutturale: ing. Massimo Conti; progetto impianto di illuminazione:
ing. Mauro Moroni
Collaboratore: Giovanni Rocco Cellini
Committenti: Comune di Genga, Consorzio Frasassi
Anno di redazione progetto di concorso ed esecutivo:
2007 – 2008
Anno di realizzazione: 2009
Costo: 132.066,52 euro (importo lavori)
Imprese esecutrici:
opere edili: Spoletini Dino & figli, Ostra Vetere (AN);
carpenteria metallica: O.M.G.77 srl, Genga (AN)
Dati dimensionali: ponte pedonale su due campate
da 22,00 m ciascuna

Foto: Michele Barigelli

Un ponte dritto è banale, specialmente un ponte dove si passeggia. Un ponte spezzato è un atto di fantasia che muove il pensiero in molte direzioni.
Bruno Munari

Al fine di risolvere il problema di sicurezza per il transito pedonale sul ponte carrabile esistente tra le frazioni di Camponocecchio e Genga Stazione, l’amministrazione comunale di Genga ha indetto nel 2007 un concorso di idee per la realizzazione di un ponte pedonale. Il programma prevedeva la realizzazione del ponte su due campate in analogia al ponte esistente con struttura indipendente da questo.
Il progetto vincitore, successivamente realizzato, prevede di affiancare al ponte carrabile – un comune manufatto su due campate ad arco ribassato in pietra e mattoni – una passerella con sistema strutturale misto, con fondazioni, pile e spalle in cemento armato e impalcato in acciaio con soletta collaborante, per uno sviluppo complessivo di circa 44 metri.
Come richiesto dal bando, la struttura non interferisce con il ponte esistente ma si presenta staticamente indipendente da questo.
La proposta non colpisce con la suggestione di una struttura spettacolare ma cerca le sue ragioni nel rapporto con il luogo e nella percorrenza; il ponte è visto come spazio pubblico che cerca di contraddistinguersi per il particolare legame con il paesaggio.
La nuova struttura si configura come un percorso obliquo: un andamento a gomito con due tratti “spezzati“ tra loro che partono dai due punti obbligati degli accessi e da qui si allontanano dal ponte carrabile.
Nel punto di incontro, al centro del ponte, lo spazio si allarga, diventa un momento di sosta adatto per chi vuole fermarsi un attimo a riposare o a godere della vista sul fiume e sulle montagne attorno. Il ponte, accessibile ai disabili, prevedeva una pavimentazione in pietra di trachite e un’illuminazione con led che per problemi economici non sono stati realizzati, rimandando la loro esecuzione ad un “secondo momento”. La pavimentazione è stata realizzata “provvisoriamente” con tappetino bituminoso a inerte colorato.
I lati che fiancheggiano il ponte carrabile hanno un parapetto alto, posto a protezione sia visiva che acustica, composto da pannelli in acciaio corten, parzialmente forati al di sopra di un metro così da non nascondere del tutto la vista. Il parapetto verso valle è ottenuto sempre con pannelli in acciaio corten che, piegati parallelamente al percorso, formano un alloggiamento predisposto per contenere l’illuminazione artificiale prevista con moduli lineari a tecnologia led.
Post Scriptum Nel novembre-dicembre 2010 sono stati tagliati alcuni pannelli del parapetto alto con la motivazione che ostacolavano la visibilità dell’incrocio.
Premesso che durante la realizzazione del progetto non sono state fatte osservazioni in merito, l’ufficio tecnico comunale aveva previsto per questa zona una semplice modifica della viabilità, senza particolari interventi onerosi, per ovviare al problema della visibilità già presente precedentemente.
L’attuale amministrazione comunale di Genga ha invece preferito tagliare in modo indiscriminato 12 pannelli (quando ne sarebbero bastati molto meno) piuttosto che riflettere se mettere in atto la semplice variazione del traffico oppure prevedere una modifica dei pannelli nel rispetto del progetto realizzato. Le foto qui pubblicate propongono il ponte nella sua configurazione originaria.