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Una Galleria d’arte sulla Vistola

Oggetto ibrido, dinamico e mutevole, che interagisce con l’ambiente

Università Politecnica delle Marche
Facoltà di Ingegneria
Anno Accademico
: 2003-2004
Tesi di laurea in Ingegneria Edile-Architettura:
Art Gallery Bridge, Cracovia
Autori: Leonardo Petetta
Relatore: Fausto Pugnaloni
Correlatori: Paolo Bonvini, Fabrizio Davì

Il tema di questo lavoro è quello promosso dal concorso di architettura ‘The Bridge Art Gallery on the Vistula’. Il bando prevedeva la progettazione, a Cracovia, di un ponte sul fiume Vistula, realizzato senza appoggi intermedi che, oltre ad un attraversamento esclusivamente ciclo-pedonale, contenesse uno spazio espositivo, di 1500 mq, per l’arte contemporanea che riqualificasse lo spazio pubblico tramite un intervento forte ed esemplare, attrattore culturale ed economico.  Il problema dell’attraversamento è stato risolto mediante la progettazione di un oggetto ibrido, dinamico e mutevole, capace di interagire con l’ambiente e con le persone come un “essere vivente”.  Ibrido: un unico elemento contenente sia il passaggio ciclo-pedonale che lo spazio espositivo, caratterizzato da una netta asimmetria formale e funzionale nei suoi due fronti principali.  Dinamico e mutevole: da un lato si ha una membrana elastica pulsante, capace di interagire con l’ambiente e con le persone tramite un software che muove una serie di pistoni pneumatici, applicati sulla struttura reticolare portante. La membrana è formata da una serie di aste in fibra di vetro inglobate in un involucro elastico ed impermeabile chiamato “spandex”.  Dall’altro lato, l’applicazione di semplici vetri auto-oscuranti alternati a vetri di colore rosso. Quando la luce ambientale è forte, il vetro si oscura e si legge il volume ”puro” che caratterizza l’oggetto come edificio. Quando la luce è meno intensa, invece, il vetro si schiarisce e mostra più chiaramente la struttura portante, formata da una travatura reticolare in acciaio generata dalla ripetizione alternata di tre sezioni tipo, propria dell’elemento ponte. Lo spazio espositivo è caratterizzato da un involucro statico ma sinuoso e privo di ortogonalità. È stato creato uno spazio curvilineo, completamente assente di linee rette e di ortogonalità in cui il riferimento, unico, diventa l’ortogonalità e la linea retta dell’espositore o della disposizione del contenuto.  Sul lato del quartiere di Kazimierz trovano posto l’ingresso all’esposizione, con i relativi servizi, il blocco delle risalite, la torre e la rampa ciclo-pedonale che connette l’attraversamento con le rampe esistenti del lungofiume, grazie alle quali il progetto non costituisce un collegamento isolato tra due punti ma entra a far parte di un sistema di percorsi urbani. L’ingresso e i servizi  sono ricavati scavando il terreno per 4 ml. La copertura è costituita da un grande lucernario tridimensionale che si incastra nel terreno come un “diamante” che disegna lo spazio pubblico soprastante e ne gestisce i flussi. La torre, oltre a fungere da sostegno strutturale per l’attraversamento, tramite i tiranti, accoglie la funzione (non prevista dal bando) di uffici. Il sistema costruttivo della torre è costituito da una mensola in calcestruzzo incastrata a terra a cui si aggrappano sia i tiranti che sostengono l’attraversamento sia i tiranti che sostengono i solai della torre stessa. Sul lato del quartiere di Podgorze è stata inserita una piastra, in parte aggettante sul fiume, che funge da piazza, sotto la quale sono stati ricavati alcuni spazi commerciali, in modo da riconnettere i percorsi preesistenti con l’attraversamento ciclo-pedonale.

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