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Una moderna public library in spazi storici

Il recupero della Biblioteca Mozzi Borgetti a Macerata

Intervento: restauro Biblioteca e Pinacoteca Mozzi Borgetti
Luogo: Macerata
Progettisti: arch. Marcello Santini, ing. Flavio Orazi,
ing. Giaconi Enrico
Collaboratori: ing. Marco Orioli, arch. Andrea Lanfranchi
Committente: Comune di Macerata
Anno di redazione: 2002
Anni di realizzazione: 2006- 2009
Costo dell’intervento: 3.753.970,00 euro
Imprese esecutrici: Crucianelli REST/EDIL, Tolentino;
GRIME srl, Corridonia (AN)
Caratteristiche tecniche particolari: depositi interrati
sotto piazza Vittorio Veneto costruiti ex-novo
e collegati all’edificio storico
Dati dimensionali: nuovo archivio 500 mq,
edificio storico 4100 mq

Foto: Stefano Germondari

Il progetto di restauro e di riorganizzazione funzionale della Biblioteca Mozzi-Borgetti nasce nel 2002 e costituisce parte integrante del ‘Piano di riutilizzo degli edifici di proprietà comunale destinati o da destinare ad attività culturali presenti nel centro storico’, elaborato dal Comune di Macerata in relazione ad una serie di eventi collegati al sisma del 1997, fra cui la possibilità di trasferire i Musei civici, separandoli dalla sede della Biblioteca situata presso l’antico collegio dei gesuiti divenuto Pubblica Libreria alla fine del ’700. Il profilarsi delle celebrazioni per il quarto centenario della morte di Padre Matteo Ricci e di quelle per il 150° dell’Unità d’Italia ha successivamente condotto a progettare la riqualificazione dell’intero complesso che include la palazzina delle Terme e lo spazio della ex Pinacoteca. I principi ispiratori sono stati quelli di riqualificare, mettere ordine nel disordine, evitare le mode (mantenendo nel tempo l’integrità e l’atmosfera del luogo), rinvenire nella stessa architettura dell’edificio, nelle sue leggi interne, la chiave dell’intervento.

La nuova biblioteca

La biblioteca deve disporre di nuovi spazi per fornire servizi con le modalità e nelle dimensioni ormai ordinarie per le biblioteche pubbliche delle città italiane: collocazione delle collezioni librarie in scaffali direttamente accessibili al pubblico; disponibilità di documenti multimediali; sale di studio per gruppi; spazi espositivi. Per gli aspetti architettonici la biblioteca si presenta: riconoscibile all’esterno, specialmente l’area d’ingresso a livello di piazza Vittorio Veneto, come vetrina di un nuovo luogo della lettura libraria e multimediale al quale accedere per semplice curiosità o per fare ricerca; caratterizzata come una public library, cioè da: circolazioni semplici, riferimenti immediati, finiture edilizie di alto standard; servizi e impianti moderni, strutturata in modo da soddisfare le due funzioni di conservazione e consultazione senza intralci, in modo flessibile. In particolare la zona di primo impatto con l’istituzione pubblica (passaggio, soglie) deve possedere una forte visibilità nella comunicazione tra interno ed esterno. Perciò si è deciso di ripristinare le originarie aperture sulla piazza.

Il deposito interrato

Il patrimonio della biblioteca è composto da libri antichi e fondi speciali e da collezioni di più recente formazione, soggette ad incrementarsi. Il fondo antico è caratterizzato da bassa richiesta di movimentazione e dalla storica ubicazione al piano nobile dell’edificio. Se ne manterrà perciò la collocazione attuale, ampliando gli spazi a disposizione ed ammodernando gli impianti. La restante parte del patrimonio è stata riunita in un nuovo deposito attrezzato. Questa scelta è stata determinata dalla necessità di razionalizzare e articolare meglio gli spazi esistenti e dal fatto che i solai voltati del palazzo mal sopportavano il sovraccarico dei libri. Delle due ipotesi prese in esame (utilizzo dell’attigua palazzina delle terme lasciata libera dai musei oppure costruzione del deposito interrato sotto la piazza Vittorio Veneto) si è colto il vantaggio di una comunicazione diretta con il piano seminterrato dell’edificio rappresentata dal nuovo deposito.

La piazza

Evitando il gioco compositivo, l’esercizio grafico e creativo, il progetto ha cercato di riabilitare un parcheggio pubblico e una strada per promuoverla a piazza. Si è data una lettura della struttura urbana esistente senza alcun intento decorativo. Le modalità della trascrizione: asse che collega la facciata della chiesa di S. Giovanni con il corso della Repubblica; disegnare con le griglie di ghisa e con la griglia sopra la cisterna la presenza dell’edificio del deposito sottostante la piazza; scegliere una sola pietra (arenaria) per raccontare lo spazio con la variazione di tessitura di un solo materiale.