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Una scatola magica tra barche agli ormeggi

La nuova sede del Circolo Nautico di San Benedetto

Intervento: nuova sede del Circolo Nautico Sambenedettese
Luogo: porticciolo turistico di San Benedetto del Tronto
Progettisti: ing. Giuseppe Fiscaletti, arch. Marino Breccia
Committente: Circolo Nautico Sambenedettese
Anno di redazione: 2005
Anno di esecuzione: 2005
Imprese fornitrici:
struttura in legno lamellare: Holzbau A.G.;
pareti perimetrali e montaggi: Profilart Legno srl;
infissi alluminio e lattoneria inox: Laf infissi snc;
impianto idro-termico: Carosi & Falà snc;
impianto elettrico: Elettromeccanica Batoccoli srl;
cartongesso e rivestimenti interni: Pavisystem srl;
corpi illuminanti: Illuminosa srl;
arredi: Eusebi Arredamenti srl
Dati dimensionali: superficie coperta 270 mq
Caratteristiche tecniche particolari:
struttura in legno lamellare, tamponamenti con struttura
e rivestimenti in legno, infissi in alluminio e doghe
di facciata in alluminio

 

L’edificio è situato all’interno del porto turistico di San Benedetto del Tronto e sostituisce, raggruppandone la volumetria, una serie di piccoli corpi di fabbrica realizzati in modo precario.  All’interno del fabbricato trovano posto l’ufficio dell’associazione, una sala ritrovo ed una sala ristorante per i soci, più una cucina e servizi legati all’attività diportistica. La struttura portante è prefabbricata con travi e pilastri in legno lamellare e disegna un parallelepipedo allungato completamente rivestito da un tamponamento anch’esso realizzato in legno, cartongesso e materiali isolanti. Le pareti perimetrali sono state infatti realizzate con una tecnologia semplice, mutuata dalle costruzioni in legno americane, che prevede montanti e correnti in abete, un tavolato strutturale ricoperto da una barriera impermeabile e un tavolato esterno di finitura. Numerose bucature ritagliano la superficie laterale del solido, alcune piccole per i servizi ed alcune molto ampie in corrispondenza delle sale comuni. Il tavolato esterno è stato dipinto di un rosso intenso alleggerito dal rivestimento finale in doghe di alluminio verniciato bianco. I profili di alluminio sono distaccati tra loro e dalla parete rossa di alcuni centimetri. Ciò permette un generale alleggerimento visivo del fabbricato, generando, tra l’altro, una sfumatura del colore dal rosso quasi pieno al completamente bianco in funzione della posizione dell’osservatore. La griglia di alluminio inoltre unifica e ricuce i vari prospetti, rimanendo fissa davanti alle finestre più piccole, muovendosi insieme alle porte di accesso ai locali di servizio ed alzandosi a formare una pensilina frangisole in corrispondenza delle bucature panoramiche. I frangisole rimangono normalmente aperti ma possono essere abbassati per permettere il passaggio dei mezzi di servizio. L’andamento verticale e il colore delle doghe riprendono quelli degli alberi delle imbarcazioni ormeggiate. Tende a rullo dello stesso colore del tavolato esterno sono state inserite tra gli infissi e la griglia in alluminio, sia per risolvere il problema del soleggiamento, sia per completare le possibilità combinatorie dei prospetti, che possono così passare da una versione completamente chiusa ad una estremamente permeabile alla vista. La costruzione diventa in tal modo una sorta di scatola magica che si apre e si chiude senza che si leggano tagli nell’involucro esterno. Questa lettura dinamica del fabbricato, insieme alle variazioni del colore e alla geometria della griglia esterna, hanno avuto l’effetto di minimizzare l’impatto dell’edificio in un contesto caratterizzato dalla leggerezza.

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