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Un’architettura dentro un’architettura

Showroom Ascolimoda, uno spazio all’interno di un contenitore generico e modulare del suburbio industrial-commerciale Baraccola 

Intervento: Sistemazione interna della sede Ascoli Sistema Moda
Luogo: GrossAncona, località Baraccola – Ancona
Progetto architettonico e Direzione Lavori: Studio Salmoni Architetti Associati: Giovanna Salmoni, Giovambattista Padalino, Cristina Maria Ferrara
Progetto strutturale: Alberto Fattori, Vincenzo Sgaramella
Progetto degli impianti: Termostudi Ancona
Committente: Giuseppe Ascoli e Figli Spa
Anno di realizzazione: 2002/2003
Anno di Esecuzione: 2003
Costo dell’intervento: 774.000,00
Impianti meccanici: Piercamilli Impianti Srl
Impianti Elettrici: V3 elettroimpianti
Lavori edili: Impresa Edile Carancini Renato
Cartongesso e tinteggiature: Impresa Rossano Caponi
Fornitori: Gagliardini Edilizia, Effettoluce Illuminazione, Babini Ufficio, Vecchietti Enzo Controsoffitti, Falegnameria Giorgini Renato, Publioggi di Carbonari S. & C. snc, Vetreria Fiorini Valerio, Scuppa portoni meccanizzati, Meccanizzazione Magazzino Schonenberger,
Dati dimensionali: Superficie di magazzino: 2400 mq; Superficie di uffici: 1200 mq
Foto: Manuela Vecchietti Ancona

L’area anconetana della Baraccola, soprattutto nella sua parte più recente, rappresenta un ottimo campione della città generica suburbana contemporanea, composta di assi a scorrimento più o meno veloce, di capannoni sordi e smisurati, centri commerciali e di svago, stazioni di servizio e grandi parcheggi, frammenti di commercio al dettaglio, residenze vecchie e nuove. Un mix interessante, che da un lato rende difficile trovare una definizione capace di riassumere la natura del quartiere (produttivo, artigianale, di servizi, downtown in evoluzione…?) e dall’altra finisce per sacrificare del tutto, salvo occasionali eccezioni, la qualità architettonica sia degli edifici che degli spazi aperti. All’interno della zona il complesso del Gross Ancona – nato per l’immagazzinamento e la vendita all’ingrosso delle merci – costituisce un sistema ancor più chiaro, standardizzato e rigidissimo nella costruzione dell’involucro del contenitore, flessibile e aperto a ogni soluzione nell’organizzazione degli spazi interni. Poiché forma e aspetto degli edifici sono predefiniti in questo tipo di spazi la ricerca della qualità e dell’identità del progetto deve necessariamente applicarsi al disegno e alla ricchezza delle soluzioni nello spazio interno, e soprattutto alle parti più pubbliche dello spazio interno.
Il progetto del laboratorio/showroom della ditta Giuseppe Ascoli & figli spa è stato quindi affrontato partendo da queste premesse, con l’intento di costruire un’architettura dentro un’architettura, vale a dire uno spazio architettonico fortemente caratterizzato all’interno di un tipico contenitore generico e modulare del suburbio industrial-commerciale.
In realtà lo spazio acquisito dalla ditta (sei campate 10×40 del capannone) è stato diviso in tre categorie funzionali, variamente articolate nel grande ventre vuoto della struttura.
La prima è quella dell’immagazzinamento e della distribuzione, accessibile dal retro dell’edificio, cui è riservato quasi tutto il piano terra, e quindi poco meno di 2400 metri quadrati. La seconda comprende gli uffici della ditta, che copre quasi tutti i 1200 metri del soppalco, a parte gli spazi accessibili ai clienti e ai rappresentanti.
La terza, più pubblica e rappresentativa, coincide con l’ingresso principale e con la sequenza degli spazi destinati ai rapporti tra la ditta e l’esterno. Nello spazio del magazzino l’intervento architettonico è lieve: bianco alle pareti per la massima diffusione della luce nello spazio di lavoro, impianti tecnologici e meccanici per la movimentazione dei prodotti, partizioni interne in cartongesso per la massima flessibilità, servizi, spogliatoi, docce per gli addetti.
Il disegno dello spazio interno riservato agli uffici rivela invece un carattere spaziale più accentuato, fondato sulla trasparenza, sulla massima diffusione della luce, sulla sapiente alternanza tra pareti opache e divisori in vetro, su una distribuzione molto razionale organizzata intorno allo spazio centrale, aperto e accessibile agli esterni.
Dall’ingresso principale, aperto sul viale interno del centro, entrano sia chi lavora al piano degli uffici sia i visitatori e i rappresentanti.
Le superfici, i colori, la grande scala metallica, la doppia altezza sono gli elementi architettonici che sottolineano con chiarezza la parte più pubblica della sede. Il cui spazio comincia ovviamente nell’atrio e si sviluppa in fluida sequenza, accompagnato dal grande muro rosso color ascolimoda, al piano degli uffici, fino ai salottini e alla sala sfilate/riunioni che conclude il percorso del pubblico. Anche i materiali e i dettagli architettonici contribuiscono a enfatizzare l’organizzazione in aree specifiche dello spazio: intonaci bianchi e luminosi e pavimenti di cemento per le aree di lavoro, parquet nell’area riservata al pubblico e agli uffici, pareti vetrate per consentire trasparenze che attraversano l’intero edificio, il muro rosso laccato a segnalare lo spazio più rappresentativo e a sintetizzare il logo della ditta e quello dell’edificio.

 

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