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Villa a Castelfidardo

Equilibrio tra linguaggio contemporaneo e tradizione costruttiva locale

Michele Legrottaglie
Marco Vignoni

Intervento: casa monofamiliare
Luogo: Castelfidardo (AN)
Progettisti:  arch. Marco Vignoni, arch. Michele Legrottaglie
Anno di redazione del progetto: 2002
Anni di esecuzione del progetto: 2003-2006
Imprese esecutrici: strutture: Giorgetti Costruzioni, infissi: CIMAF, arredamenti interni: Quarantuno
Dati dimensionali dell’intervento: superficie utile totale 992 mq; volume totale 2.652 mc
Foto: Michele Legrottaglie

Si tratta di una casa monofamiliare disposta su un unico livello eccetto una piccola parte seminterrata dalla quale si accede, il tutto per garantire un naturale rapporto tra sito e costruzione in armonia con l’attuale pendenza del terreno. Le caratteristiche dimensionali e orografiche del lotto sul quale insiste la costruzione, nonché le visuali, costituiscono il primo dato per l’orientamento progettuale. L’idea architettonica sulla quale lavora l’edificio, è volta all’indagine delle possibilità di equilibrare volumi e linguaggi dichiaratamente contemporanei, con immagini immediatamente riferibili alle modalità locali e tradizionali del costruire. In particolare la riflessione si articola attorno ad un grosso muro elemento essenziale di ancoraggio al terreno e alla tradizione, dal quale fuoriescono e si incastrano una serie di volumi. Questo immaginario segno suddivide gli spazi di servizio dalla zona giorno e da quella notte padronale. Il volume ospita al piano terra la zona giorno a doppia altezza, con un soppalco che a cavallo di un’ampia vetrata in parte è interno ed in parte diviene la copertura calpestabile di una porzione di corte esterna. Un ampio corridoio collega la zona giorno con quella notte caratterizzata dalle ampie dimensioni della camera padronale, organizzata in maniera simmetrica con gli spazi di servizio che si raddoppiano in due bagni e due guardaroba, a garantire una totale autonomia dei fruitori. I restanti ambienti della casa si susseguono su un’unica fascia lunga e stretta che affaccia sul fronte strada. La parte centrale dell’edificio ospita i collegamenti verticali tra i due livelli, un ascensore e un sistema scala inserito in una sorta di spaccatura del solaio del piano terra, che innalzandosi in un angolo permette la fuoriuscita della rampa dando vita ad un oggetto architettonico di forte impatto. I volumi più alti sono coperti con una  grande falda inclinata trattata con un sistema ventilato verniciato; quelli più bassi piani, sono rivestiti con guaina bituminosa. Il piano seminterrato, al quale si accede dal livello strada, ospita il garage, un mini appartamento per gli ospiti e l’ingresso principale, un grande atrio dove unico oggetto d’arredo è la scala-rampa, pensato come il foyer di un teatro. Lo spazio esterno articolato su varie quote a seguire il naturale andamento del terreno, in parte pavimentato ed in parte lasciato a verde, culmina in due zone di particolare interesse. Una corte chiusa su tre lati – luogo intimo, introspettivo, spazialmente ben dimensionato e per questo capace di dialogare con l’intorno -, e una zona piscina-solarium, dove lo specchio d’acqua di forma lunga e stretta sembra fuoriuscire dal terreno a ricreare una naturale cascata. Dal fronte strada tutto appare chiuso: piccole finestre dialogano con l’esterno, mentre all’interno una vetrata continua perimetra la corte. I materiali impiegati per la villa sottolineano l’idea generale del progetto: intonaco per i muri principali e vetro per le facciate che si aprono al panorama. Le finestre delle zone giorno per cui non è previsto l’oscuramento, sono in alluminio di colore grigio; le aperture delle zone notte oscurabili sono realizzate ancora in alluminio, ma con sistema di tende a pacchetto in lamelle metalliche.

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