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Waterfront

Nuove centralitàcurbane

Università degli studi di Camerino
Facoltà di Architettura di Ascoli Piceno
Anno Accademico: 2004 – 2005
Corso di Laurea in Disegno Industriale e Ambientale:
Riqualificazione architettonica e funzionale
del lungomare del comune di Pedaso
Autrice:
 Roberta Pompei
Relatore: prof. arch. Andrea Lupacchini
Correlatore: prof. arch. Franco Panzini

Negli ultimi vent’anni le problematiche relative al recupero dei waterfront delle città italiane hanno rivissuto un rinnovato slancio progettuale volto ad andare ben oltre al semplice ridisegno. Questi tipi d’interventi si misurano con vicende storiche stratificate e singolari dei diversi luoghi, ma tutti inseguono un obiettivo trasversale, quello di tentare di ricucire un sistema di confini permeabili intorno alle barriere infrastrutturali, tentando di recuperare quella presenza del mare che si è andata perdendo e che è stata il vero cuore propulsore di quelle città.
Pedaso è un piccolo comune della costa marchigiana che purtroppo possiede una delle spiagge più degradate dell’intera regione. L’azione devastante del mare (forte erosione che nell’ultimo secolo ha aggredito e danneggiato la costa), la costruzione della linea ferroviaria e della strada statale Adriatica, insieme ai massicci interventi dell’uomo, caratterizzati da poderose barriere di scogli radenti e semiradenti posti a protezione del rilevato ferroviario, hanno finito per degradare l’intero litorale e renderlo per gran parte inaccessibile. Gli interventi dei vari enti preposti alla difesa della costa sono stati realizzati senza un piano programmatico e coordinato di intervento, ma unicamente con carattere di emergenza e spontaneità. L’intero litorale si estende per circa 3 chilometri, ma di questi solo 300 metri possono essere adibiti a spiaggia. Questa esigua risorsa deve essere condivisa da turisti, residenti e pescatori. Il progetto di recupero qui presentato, si sviluppa in diverse fasi temporali di realizzazione. I primi interventi riguardano la ricostruzione della spiaggia, grazie allo studio di una nuova disposizione della scogliera (pennelli), che permetta nel corso di 6-8 anni un accumulo naturale della sabbia e della ghiaia depositati dal vicino fiume Aso. In seguito, si realizzano dei pontili appoggiati sui pennelli suddetti posti in prossimità delle vie principali cittadine con sbocco al mare; questi percorsi, che terminano con terrazze sull’acqua, consentono la balneazione attraverso piattaforme sospese. Contemporaneamente, si è prevista la costruzione dei servizi ad integrazione degli esistenti, come ristoranti, bar, servizi igienici, cabine-spogliatoio, collocati strategicamente nelle sedi opportune.
Queste le principali fasi di realizzazione del progetto.
– Estensione e materializzazione dei percorsi urbani.
– Prolungamento delle vie che sboccano al mare attraverso
la costruzione di pennelli temporanei.
– Creazione naturale delle spiagge.
– Ricostituzione naturale delle spiagge per deposito dei detriti
trasportati dal fiume Aso alla sua foce e grazie ad una barriera
di scogli sommersi che ostacoli l’azione del mare.
– Creazione di un’area destinata a balneazione.
– Spostamento e immersione degli scogli paralleli alla costa
per creare un’area destinata a balneazione e per realizzare
una barriera definitiva di riparo dall’azione del mare.
Sin dall’inizio della costruzione del progetto vengono realizzati una sequenza di moduli (sedute, sdraio, docce e pavimentazioni), ricavati dalla deformazione di una struttura che ricorda un nastro di legno (“nastro”), e delle tensostrutture mobili aventi funzione di illuminazione notturna e di parasole, integrabili con componenti di arredo urbano (“alberi”), oltre a diversi tipi di pavimentazioni.
Il nastro. La presenza incombente della ferrovia ha suggerito l’idea di creare un segno fortemente plastico e funzionale ma in totale contrapposizione con essa. Questo corre parallelo alla costa, ed è ottenuto ribaltando e deformando la struttura stessa dei binari, fino a farle assumere forme e acquisire funzioni diverse. Il nastro, quindi, prende forma dal suo scheletro portante in metallo ed è realizzato da cinque gruppi di moduli prefabbricati da assemblare in opera.
L’albero. È un modulo attrezzabile costituito da un palo in acciaio sul quale è collocata una copertura rotante. Come già detto, la sua duplice funzione è l’illuminazione notturna e il riparo dal sole durante il giorno. La gamma di accessori che si possono aggiungere al palo va dal Cestino, alla Seduta sino alla Piattaforma (nell’ipotesi di poter infiggere alcuni di questi elementi direttamente sull’acqua a creare delle terrazze in legno per la balneazione). La copertura rotante è in tessuto di Lycra (removibile per i mesi invernali), tesata su una struttura lenticolare circolare. Può essere orientata in diversi modi o lasciata libera di ruotare in base alla direzione dei venti predominanti. Le pavimentazioni. La fascia di costa compresa tra il nastro in legno e la sede della ferrovia si sviluppa lungo un percorso articolato che comprende una pista ciclabile, alcuni punti verdi ed una passeggiata pedonale. Le tre macrofunzioni sono scandite nell’ordine da tre diversi materiali: asfalto colorato, vegetazione ed elementi naturali, pavimentazione in battuto di ghiaie di fiume locali, e dallo stesso nastro, che in alcuni punti (attraversamenti, piccoli slarghi, ecc.), diviene anche pavimentazione.

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