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soundmachines: Il suono della mente e del cuore

1 ottobre 2015 Visualizzazioni: 485 Impresa

di Cristiana Colli

Il marchio e il nome sono diretti, mettono insieme il massimo dell’immaterialità con il massimo della manifattura più manifattura: l’altoparlante con l’iconografia della ruota dentata, le anime che hanno portato all’invenzione. Dentro c’è la memoria antica dell’ingranaggio con la volatilità/ viralità dell’etere, del suono, della performance. Questo è soundmachine, forte di una matrice delle origini che si è formata sull’industria del bianco e sui servizi all’industria hard, ma con lo slancio e lo sguardo che va oltre oltre quel distretto che non esiste più e cerca di restare aderente alle domande e ai desideri dei consumatori – un tempo lavatrici, domani oggetti che si fanno tramite dell’esperienza.

soundmachines è un marchio di SPES, un’azienda nata nel 1997 a Fabriano attiva nel settore della ricerca elettronica e nello sviluppo di prodotti e servizi dedicati principalmente nel mercato degli elettrodomestici, ma con grande attenzione da sempre alla crescita dimensionale che deriva dalla diversificazione dei mercati – dall’automazione industriale all’energy management, dal telemonitoraggio alla domotica, dal fitness alle tecnologie per la longevità attiva. Fino alla strumentazione musicale ed elettronica che rappresenta uno degli spin-off concettuali della società. SPES è un’organizzazioni indipendente nel campo del design elettronico e della fornitura di devices. Con un modello di impresa in forma di Ricerca & Sviluppo, la società cooperativa svolge attività di trasferimento tecnologico e formazione, ed è impegnata nel supporto e accompagnamento all’innovazione delle imprese. In questo contesto soundmachines ha deciso di fare un salto quantico nella direzione di quello che già la tecnologia consente come protesi semantica prima che di servizio: forte di una abilità nel gestire la contaminazione delle applicazioni e dei significati ha deciso di essere un’interfaccia che connette e converte gli stati mentali in suoni, installazioni, spettacoli, esperienza condivisa. In sostanza, quello che accade con un normale elettroencefalogramma per uso medico può diventare materiale elaborato per uso artistico-esperienziale. L’idea poggia su un’intuizione semplice ma la sua traduzione elettronica, informatica e tecnologica è un autentico rompicapo. Le possibilità di dialogo tra le interfaccia e la loro traduzione sono l’uovo di Colombo di soundmachines: tra le onde cerebrali e il sintetizzatore, con un’interfaccia nativa e wireless tra il tablet e il sintetizzatore modulare; e l’interfaccia tra il battito cardiaco e la macchina.

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È nata così la prima performance di brainwave-dance – Deep Profundis – ideato e portato in scena dal musicista Paolo Bragaglia, e dalla ballerina e coereografa Simona Lisi, una sperimentazione del rapporto tra mente, canto e danza, in una alternanza di gesti, voci e suoni direttamente influenzati dagli stati cerebrali della performer. Con la danzatrice che segue un programma musicale influenzato e, talvolta dominato, dai suoi stessi processi mentali. Il processo che arriva dalla pratica medica spalanca una frontiera – non solo la conoscenza, ma l’uso artistico, performativo e installativo della tecnologia che si fa esperienza personale e di comunità insieme. Anche per questo il design delle macchine soundmachines bada più (ancora!?) allo scatolare del sintetizzatore che alle estetiche cui ci hanno abituato Cupertino e Struer in Danimarca, poiché il vero processo di conoscenza e di design è nella manipolazione elettronica come restituzione e traduzione sonora delle onde cerebrali e degli stati mentali. Il livello di queste intuizioni e di queste sperimentazioni è stato notato nelle community globali dell’innovazione tecnologica applicata all’edutainment e agli strumenti musicali. È accaduto tra gli altri alla MusikMesse di Francoforte e all’Mtv digital days, al Tokyo Festival of Modular e al NAMM in California, luoghi dove il meglio del mondo dell’innovazione tecnologica applicata agli strumenti musicali si incontra e si confronta. Da quell’osservatorio si coglie l’evoluzione dei prodotti del settore: dai sintetizzatori modulari – un classico strumento che dagli anni 50 è terreno di sperimentazione per musicisti, industrie, laboratori di elettroacustica, università, istituzioni radiofoniche come la BBC e la RAI – che concorrono alla realizzazione del suono, agli oscillatori, filtri, amplificatori, sequencer, modulatori. L’insieme di queste componenti e la loro libertà di implementazione sono al centro di una rigenerazione continua votata a soddisfare qualsiasi tipo di necessità sonora, dal noise più estremo al sound design, fino a veri e propri strumenti musicali sintetici per il più rassicurante ambito dell’armonia e della melodia. La novità che porta soundmachines è la conoscenza elettronica – connettività, utilizzo estensivo della digitalizzazione – per creare nuovi strumenti ed interfacce per il musicista, verso il corpo e la fisicità del performer. Questo lungo percorso nasce dalla passione di Davide Mancini, un ingegnere elettronico che ama la musica, e rappresenta un forte processo di innovazione dentro la tradizione produttiva e progettuale marchigiana legata agli strumenti musicali, e mette insieme le matrici storiche del distretto di Castelfidardo con le tendenze più sofisticate della musica contemporanea nei vari generi, ovunque nel mondo. Un ritorno al futuro che si rinnova e che perraltro si mantiene in autentiche case history come quella degli organetti della ditta Castagnari. Il territorio marchigiano del resto ha rivestito fino alla metà degli anni 80 un’importanza planetaria sul fronte degli strumenti musicali elettronici, una fucina di innovazione che ha dato vita a prodotti ricercati, iconici, performanti e di alta qualità. Forte di sperimentazioni e applicazioni anche in ambito artistico e performativo, e di una abilità raffinata nel gestire le contaminazioni scientifiche e creative soundmachines è pronta a lanciare sul mercato le linee di prodotto adeguate a questo segmento di mercato attraverso modalità dedicate di relazione con l’utenza, in fase di vendita – principalmente specific e-commerce – e sul fronte della customer care customizzata con piani di formazione e confronto tecnico/creativo dedicati, adeguati ad un’utenza internazionale. Il confronto con professionisti, musicisti e sound-designer è una sfida che disegna missione, organizzazione e servizio, stile, dinamiche di sviluppo e implementazione – ogni volta unica e originale. Forti di una consapevolezza e di una destinazione che guarda a quel made in Italy di qualità, gusto, innovazione e reputazione che ha favorito le interlocuzioni in Italia e in Europa, negli Stati Uniti, in Australia e Giappone.

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