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Spazi pubblici e servizi collettivi per la periferia informale di Dakar

1 ottobre 2015 Visualizzazioni: 476 Tesi

Università degli Studi di Camerino
Sad_ Facoltà di Architettura

Tesi di laurea di Alex Terriaca

Relatori prof. Massimo Perriccioli   

Strategie, sistemi e dispositivi

Dal Vuoto Urbano allo Spazio Collettivo è un progetto che nasce per quegli spazi residuali dove si svolge la quotidianità. Il Vuoto diventa strumento di generazione dello spazio, un’occasione di riqualificare l’informalità senza regolarizzarla. Ciò sarà possibile attraverso la definizione di una gerarchia di spazi e delle regole che ne definiscono la tettonica e la costruzione. L’obiettivo è di avere una strategia tale che, applicata infinite volte nel territorio informale, possa generare un’infrastruttura che irretirà l’intero territorio. Ai costruttori locali viene fornito un catalogo di soluzioni studiate per diverse scale d’intervento e sviluppate a partire da quattro elementi (albero, muro, basamento, architettura) che diversamente combinati disegnano lo spazio. Questi semplici elementi, affiancati a delle semplici regole insediative, daranno vita alla Strategia Insediativa. Dallo studio alla scala urbana

(Catalogo degli Spazi), che permette la definizione della tettonica di questi spazi attraverso semplici azioni progettuali, si passa alla scala dell’edificio (Catalogo dei Moduli Funzionali) in cui le singole funzioni stabiliscono le dimensioni minime degli ambienti. A conclusione la scala del componente (Catalogo degli Elementi di Costruzione dello Spazio), che permetterà di definire gli elementi minimi necessari per realizzare gli Spazi Collettivi. Il pannello in terra cruda prefabbricato a piè d’opera, primo fra tutti, rappresenta l’elemento caratterizzante delle costruzioni e ne consente l’ampliamento, prefigurandosi come strumento minimo per il controllo dello spazio. La costruzione si attua nel rispetto di tecniche costruttive legate alle tradizioni locali, con l’impiego di materiali che sono familiari alla gente del luogo, e dunque facili da utilizzare e reperire. L’innovazione che viene proposta non è quindi di natura tecnologica ma, laddove introdotta, puramente formale e con il solo scopo di sfruttare al meglio le caratteristiche dei materiali. La modularità alla base di questo sistema fa sì che esso sia reiterabile in contesti simili e su diverse scale, da quella urbana a quella territoriale.                                    

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