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Spazio per creatività condivisa: Il Container Castelvecchio

24 aprile 2015 Visualizzazioni: 526 Restauro, Architettura

progetto di Maurizio Angeloni

Container Castelvecchio nasce dall’esigenza di condividere idee e creatività in uno spazio che è stato concepito per far sì che queste si contaminino tra loro, con l’obiettivo di farle crescere e uscire nel mondo. Un’opportunità per chi cerca un luogo di lavoro in cui convivano, si sviluppino e prendano vita progetti eterogenei tra arte, design, architettura, comunicazione, secondo l’idea di condivisione e ottimizzazione di spazi e professionalità. Con ampi locali e giardino, Container Castelvecchio è anche luogo utilizzabile per presentazioni e riunioni, come showroom e set fotografici. Occupa gli spazi della vecchia sede della fabbrica Fratelli Angeloni a Castelvecchio di Monte Porzio (Pu), un luogo dove si respirava un’aria intrisa di imprenditorialità e creatività nel quale si produceva, si vendeva e si innovava con passione e professionalità. L’attuale complesso nasce dalla vecchia bottega artigiana di falegnameria, esistente già nel 1952 sotto l’abitazione del titolare.

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Dal ’63 al ’67, con il trasformarsi dell’attività da artigianale a piccola impresa attiva nella lavorazione di avvolgibili in legno e plastica, la bottega si amplia con la costruzione di nuovi corpi di fabbrica. L’attività cresce ulteriormente nei decenni successivi e nel 2006 la produzione si trasferisce. L’immobile viene abbandonato e il destino lo vuole demolito per fare spazio, secondo il più tradizionale processo di mutazione urbanistica, ad un complesso residenziale. Un destino che però, nel 2010, l’architetto Maurizio Angeloni, ispirato da un gruppo di giovani professionisti del luogo, decide di cambiare. Ora quegli spazi, cresciuti disordinatamente a tappe su livelli diversi, non più adatti ad un tipo di produzione industriale, acquistano un fascino dovuto alla storia che i luoghi stessi raccontano. Fascino amplificato dalla loro posizione, centrale rispetto al nucleo del borgo, adiacente all’antico e nobile castello Barberini, ma affacciati sulle colline della campagna marchigiana che li circonda. L’intervento sull’esistente è stato di tipo conservativo (solo manutenzione ordinaria per gli esterni), cercando di adattare gli spazi alle nuove esigenze. Le modifiche hanno riguardato quindi solo i percorsi interni di distribuzione tra i vari locali e l’adeguamento dei servizi igienici. L’idea di partenza mirava alla creazione di un contenitore per attività diverse possibilmente gravitanti attorno al mondo del design, della moda, della grafica, dell’arte, del web. Per questo il progetto ha previsto la creazione di locali per ospitare i diversi tipi di attività, ben definiti e separati tra loro, tutti gravitanti attorno ad uno spazio comune di circa 200 mq comunicante col giardino, dove trovano posto i servizi igienici comuni e utilizzabile come spazio ristoro, sala riunioni e accoglienza da parte delle attività insediate all’interno di Container Castelvecchio, ma anche come luogo per presentazioni, installazioni, riunioni, showroom, set fotografici ed eventi in genere, da parte di fruitori esterni. Agli spazi di lavoro si accede dall’area comune con ingresso principale in via Brenta 3. Alcuni di essi hanno anche accessi diretti dall’esterno.

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