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Sulle Marche sono atterrati i bit

10 gennaio 2015 Visualizzazioni: 365 Web Design

di Alessandro Bogliolo

MyCicero
è una piattaforma tecnologica concepita e realizzata da PluService, Senigallia  www.mycicero.it  www.qartcode.it

comunicazione
Michele Torbidoni
QArtCode
Fabrizio Becci in collaborazione con Università di Urbino

Un bit può valere uno o zero e può essere usato per rappresentare la scelta tra bianco e nero, tra destra e sinistra, tra avanti e indietro, tra acceso e spento, tra pari e dispari o tra due qualsiasi alternative. Un solo bit risolve un’incertezza elementare, quella tra due sole possibilità di scelta, lunghe sequenze di bit possono rappresentare qualsiasi cosa: numeri, testi, immagini, video, musica. Gli smartphone, internet, il cloud computing stanno cambiando le nostre abitudini e il nostro modo di vivere il territorio ma a fare davvero la differenza sono le informazioni digitali (i bit) che per loro tramite usiamo. La tecnologia ci offre strumenti sempre più usabili e pervasivi – dai tablet agli occhiali interattivi – per accedere ai bit e aumentare la percezione della realtà e le possibilità di azione e fruizione.

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Smart city, realtà aumentata, intelligenza collettiva, sono solo alcuni dei termini recentemente introdotti per dare un nome all’effetto dirompente che hanno i bit quando escono dalla nuvola di Internet, piovono sulla retta e toccano le persone. I bit, il territorio e le persone sono gli elementi essenziali di una trasformazione che coinvolge tutto e tutti. I bit sono le informazioni, il territorio offre loro un contesto, le persone usano e forniscono informazioni sul luogo in cui si trovano. Il territorio, le persone e i bit sono uniti da pratiche e strumenti di uso comune: la georeferenziazione, che associa coordinate geografiche ad ogni informazione digitale, la geolocalizzazione, che permette a persone e oggetti di conoscere la propria posizione, l’identità digitale, che permette alle persone di muoversi e riconoscersi tra i bit. Così il modo più naturale per accedere alle informazioni è attraverso una mappa interattiva o attraverso le coordinate del luogo in cui ci si trova. Ma così come le coordinate geografiche ancorano i bit alla realtà, ci sono tecniche che legano la realtà ai bit. Sono etichette – tag – che possono essere associate a luoghi e oggetti per collegarli stabilmente a informazioni digitali illimitate e dinamiche presenti in rete. I codici a barre bidimensionali – QRcode – sono tag ideali perché possono essere usati ovunque ed essere letti da qualsiasi smartphone. Quando con la fotocamera si inquadra il QRcode associato ad un oggetto si raggiungono automaticamente le informazioni online ad esso riferite. Nelle Marche la pioggia di bit è iniziata da tempo e l’insieme di questi elementi sta prendendo velocemente forma con il progetto MyCicero e con la diffusione di QArtCodes. MyCicero, concepito e sviluppato da PluService di Senigallia, è una piattaforma tecnologica multicanale, multifunzione e multiservizio per lo sviluppo del territorio smart. È una mappa sulla quale confluiscono informazioni e dati di pubblica utilità forniti direttamente da chi li genera e li gestisce: istituzioni, aziende pubbliche e private, esercizi pubblici, negozianti, cittadini. Ognuno ha una propria identità digitale con la quale si qualifica e si profila per fornire e mantenere aggiornate le informazioni personalizzate. MyCicero è una piattaforma di servizi ad alto valore aggiunto costruita con informazioni georeferenziate: mobilità sostenibile, turismo, marketing territoriale, monitoraggio e gestione del territorio, fidelizzazione, organizzazione di eventi, comunicazione, prenotazioni, sondaggi, e-government. MyCicero è anche un borsellino elettronico per effettuare pagamenti e micro pagamenti senza esporre banconote o carte di credito. MyCicero è un portale web, è un’applicazione mobile, è uno schermo nella vetrina di un negozio, è un totem touch in luoghi pubblici di diverso tipo. MyCicero è una piattaforma inclusiva e interoperabile per la gestione integrata di informazioni e servizi territoriali. I QArtCode, sviluppati da Fabrizio Becci a partire da una tesi di laurea in Informatica Applicata all’Università di Urbino, aggiungono ai QRcode opportunità di personalizzazione grafica per promuovere l’identità di un progetto, di un evento o di un territorio. Non è un caso che il primo terreno di sperimentazione sia il Comune di Urbino, dove centinaia di QArtCode con lo stemma della città sono già affissi alle vetrine dei negozi, ai monumenti, agli uffici pubblici e alla segnaletica turistica. Ogni QArtCode rimanda a un punto della mappa e a informazioni e servizi specifici offerti dalla piattaforma. Di recente è stata sviluppata anche la serie dei QArtCode con il baffo di MyCicero, uno strumento per diffondere e socializzare con cittadini e turisti le potenzialità di questo progetto, allo stesso tempo tecnologico, di comunicazione e di servizio. La tecnologia che parte dalle Marche si sta diffondendo in rete e i bit di MyCicero stanno velocemente raggiungendo le altre regioni italiane e il mondo, lasciando ovunque le inconfondibili impronte a forma di QArtCode.

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