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Torte Verdi e Giardini pensierosi – Alessandro Magagnini

20 settembre 2017 Visualizzazioni: 53 Design

Alessandro Magagnini - Torte Verdi

di Cristiano Toraldo di Francia

Nel 2008 avevamo vinto con Panzini e tre laureate dalla Facoltà di Architettura di Camerino il concorso per l’allestimento
di uno dei giardini del Parco di Chaumont sur Loire con il progetto di “Un Giardino da mangiare”. L’allestimento di questo giardino-orto utilizzava sementi provenienti da un’azienda bio di Filottrano e alcuni alberi da frutta provenienti dal territorio della Loira. Una grande e lunga tavola bianca attraversava lo spazio. Questo lungo segno bianco sarebbe continuato di lì a poco sul grande campo incolto dietro la Facoltà sul Colle dell’Annunziata ad Ascoli ad indicare uno spazio tra alcuni alberi da frutto dove con gli studenti abbiamo allestito uno spazio per mangiare in convivio negli intervalli dello studio. Questo era uno dei “Giardini pensierosi” che allestivamo ogni anno come compensazione alla parte accademica del corso di Architettura del Paesaggio.
Nel 2013 con i giardini pensierosi trasformati in piccoli orti portatili all’interno di un centinaio di buste verdi COOP abbiamo attraversato la città di Recanati, fermandoci in alcuni luoghi per noi significativi, allestendo piccoli orti/giardino urbani, fino alla piazzetta del Sabato del villaggio.

Nel frattempo cresceva tra le serre del vivaio Magagnini e gli studi universitari a Imola, Alessandro, che concentrava nella sua ricerca tutta l’esperienza ereditata dalla nonna, dal nonno, dal babbo, artista di paesaggi, istaurando un rapporto con la natura e con le piante che lo avrebbe portato a immaginare una simbiosi con il mondo vegetale al di là del puro orizzonte ornamentale tradizionale. Confesso
il mio gradito stupore quando ho ricevuto in dono nel Natale 2016 una bella scatola cappelliera in cartone, aperta la quale ho scoperto al suo interno una Torta verde dotata di una serie di cartellini e uno stampato nel quale mi si diceva che quella composizione verde era un giardino o piccolo orto tutto da mangiare. Non sapevo che con tale invenzione chiamata “Green cake” Alessandro aveva già vinto nel 2015 un Oscar Green della Coldiretti giovani per l’EXPO e in seguito numerosi altri premi nelle varie manifestazioni vivaistiche sparse in tutta Italia. In realtà la Torta verde non era altro che il progetto di un contenitore di dimensioni ridotte per rendere più maneggevole e trasportabile un pezzo di quel prato “prêt à porter” –ovvero di una grande tovaglia verde a base di Sedum – sulla quale Alessandro ha lavorato e sperimentato per anni e con la quale ha rivestito per esempio la tavola del buffet del suo matrimonio.

La visita al vivaio guidati da Alessandro una volta terminata la meraviglia delle serre, è un po’ come un tuffo nel passato, lungo dei sentieri nei quali si china a raccogliere alcune foglie o fiori da farti assaggiare e gustare nelle differenti sensazioni di dolce, acido, amaro, agrodolce raccontandoti delle passeggiate di lui bambino con la nonna ad assaggiare l’amaro dei grugni o il dolce della vitalba.E poi si sale ancora su con in alto il profilo sud di Recanati, che spunta dalle cime dei pioppi, per raggiungere e dissetarsi alle fresche acque della Fonte del Budinello racchiusa in una cornice di mattoni e capelvenere, ricca di storie e leggende fin dal tempo dei Romani.La visita si dipana come un racconto dove le piante sono continui interlocutori e compagni di una storia che ci riporta indietro nel tempo ricordandoci di come la massa verde sia la più consistente vivente sulla terra e come le piante siano i più longevi e resistenti abitanti del pianeta, con i quali è importante imparare a comunicare. Alessandro sicuramente con le piante comunica e ha istaurato un continuo rapporto di reciproco aiuto e simbiosi, che tenta con le sue creazioni di trasmettere a noi tutti che spesso ci fermiamo al rapporto visivo estetico con il mondo vegetale.

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