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Un Agrishop tutto natura e riciclo intelligente

23 aprile 2015 Visualizzazioni: 416 Restauro, Architettura

Progetto di Lorenzo Goffi

Le intenzioni della giovane committenza sono state da subito quelle di ottenere qualcosa di differente dal solito negozio di prodotti per la cura del verde e degli animali, uno spazio più “ispirato”. Il locale si presentava come un vuoto residuo di un’economia industriale ormai alle spalle. Una porzione di capannone prefabbricato come tanti nelle periferie urbane, ma con la fortuna di trovarsi lungo l’asse commerciale della città. Ciò ne ha permesso la graduale riconversione al settore terziario.

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La sfida più interessante è stata quella di controllare il grande spazio a disposizione, una superficie totale di 860 mq per un’altezza interna di quasi 9 metri! Si è scelto innanzitutto di dividere l’area espositiva in due zone: il front-shop per l’esposizione di prodotti più pregiati o di dimensioni contenute, e il back-shop per quei prodotti più voluminosi a diretto contatto con il magazzino retrostante. A dividere le due zone una grande parete contenitore, la quale ospita vani espositivi o di servizio; un punto di riferimento spaziale che delimita le due aree ma al tempo stesso le unisce attraverso due ampie e profonde aperture. Al centro, una superficie in tavolato di legno grezzo, una vetrina in continuo mutamento, che al tempo stesso conferisce alla parete un segno di orizzontalità. Il blocco servizi, collocato nel front-shop a lato della parete contenitore, è costituito da un volume scavato da una superficie in legno, quasi a sottolineare i passaggi verso i locali ufficio e di servizio. Per tradurre a scala umana l’altezza interna si sono realizzati due “soffitti non soffitti” sospesi a mezz’aria, abbassandone la percezione a circa 3 metri da terra. Nel front-shop è stato creato un soffitto vegetale dal quale scendono in modo casuale rami di edera e bulbi luminosi: un vivace gioco di verde e luce che caratterizza lo spazio, oltre a donare una diffusa luminosità all’ambiente. Nel back-shop sono invece state ricollocate le vecchie lampade agli ioduri, convertite con lampade a basso consumo, all’altezza strettamente necessaria ad illuminare le scaffalature, delineando così un soffitto in ombra che fa scomparire la restante parte di volume. Il carattere post-industriale del negozio si riflette nel trattamento delle superfici perimetrali.

A terra è stato deciso di non coprire la pavimentazione in cemento al quarzo esistente, che è stata anzi recuperata, valorizzandone quella variazione cromatica conferita dal tempo e oggi spesso artificialmente ricercata. Pareti e soffitti sono stati verniciati a spruzzo con pittura opaca grigio fumo, che oltre a compattare visivamente lo spazio, rende l’involucro una superficie plastica, animata dal susseguirsi delle strutture portanti e degli impianti. Arredi ed illuminazione sono stati progettati ad hoc e realizzati in autocostruzione, prevedendo il recupero dei materiali esistenti in loco. Le scaffalature del front-shop sono state assemblate con materiali economici, quali tubolari in ferro riverniciati e tavole in legno grezzo. Il bancone presenta uno sviluppo sfalsato in modo da accoglierne le diverse funzioni. Il rivestimento frontale in piastrelle e il top in legno ne seguono, sottolineandola, la geometria. Alcune calotte di lampade in disuso sono divenute corpi luce inediti per la sua illuminazione. La progettazione ha previsto anche l’ideazione del brand aziendale.

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