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Un contenitore amichevole – Spazi di coworking in capannone industriale

19 gennaio 2015 Visualizzazioni: 789 Interni

progetto di Lucia Cattalani 

L’intervento ha interessato l’organizzazione interna degli ambienti di un capannone artigianale vicino all’uscita autostradale di Marotta-Mondolfo. Svuotato dalla crisi e divenuto residuale, questo spazio ha trovato nuova vita come contenitore di Warehouse Coworking Factory, il più grande co-working della provincia di Pesaro e Urbino. Per coworking si intende uno stile lavorativo che coinvolge la condivisione di un ambiente di lavoro generando occasioni di collaborazione e sinergie tra i professionisti che lo abitano. L’idea è stata concepita e ultimata nel giro di tre mesi, grazie all’intensa e affiatata collaborazione con la committenza e la squadra di realizzazione.

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Il progetto si è posto come minimo tramite tra l’essenza degli spazi industriali del magazzino, le variate esigenze tecniche e la nuova filosofia di lavoro, figlia di pratiche acquisite grazie all’utilizzo delle tecnologie digitali e della rete – condivisione, collaborazione, scambio tra pari – ma anche dell’esigenza di ritrovare un valore umano e sociale nella dimensione lavorativa e che per questo ha bisogno di spazi aperti e di grandi volumi, per favorire l’interazione. Il coworking si sviluppa su due piani, per un totale di 300 mq. Al piano terra si trova l’ingresso: il volume semplice e chiaro della reception si inserisce in questo spazio complesso, snodo dei flussi di utilizzazione degli ambienti del co-working. Salendo le scale si accede al primo piano, in cui si trovano la sala meeting e l’area dedicata agli uffici più privati. L’intervento in questi ambienti è stato discreto e attento ad assicurare la necessaria privacy, in modo tale da garantire agli utenti il massimo grado di libertà nella personalizzazione dei propri spazi di lavoro, pur mantenendo il senso di appartenenza alla comunità più ampia di Warehouse. Proseguendo dall’ingresso sullo stesso piano, attraverso la porta spezzata da un quadrato arancio “warehouse”, si accede al cuore della factory. Negli spazi che ospitano il coworking sono imprescindibili ambienti diversificati, modulari e flessibili per lasciar spazio alla socializzazione (aree caffè e angoli relax); al lavoro individuale e in team; alla formazione e l’organizzazione di eventi. All’interno di questo spazio si intrecciano cucina-bar e area ristoro, le attrezzature tecniche, l’area conferenze-workshop con un isola di 10 tavoli che costituiscono il grande tavolo per il lavoro dei free-lance più nomadi e le 12 scrivanie personali per i professionisti più stabili. Si è scelto di sfruttare la parete ad “elle” con una struttura continua dai volumi semplici e minimizzati che accoglie e, allo stesso tempo, nasconde gli spazi tecnici della cucina, del bancone bar, delle cabine telefoniche e della stanza plotter. Le cabine telefoniche, insonorizzate, si presentano come solari cabine da spiaggia, quasi a ricordare che il mare dista solo poche centinaia di metri. Sulla parete opposta, gli scafi di un “moscone” abbandonato imprimono slancio ai volumi. La caratterizzazione degli spazi è incentrata sulla massima flessibilità di utilizzo, garantendo la possibilità di dar luogo ad eventi che necessitano di particolari condizioni distributive (workshop, conferenze, concerti, mostre, ecc.) attraverso il semplice spostamento degli arredi. Gli arredi mobili, come le scrivanie e le librerie, sono stati pensati e realizzati insieme al team di Foroofficina (gruppo di designer in autoproduzione) in base a principi di flessibilità di utilizzo, semplicità di realizzazione e durevolezza dei materiali. L’illuminazione dello spazio a doppio volume viene realizzata con lo scorrimento in verticale delle barre luminose grazie a un sistema di carrucole. Le stesse barre vengono utilizzate sia come supporto di luce, sia come sostegno nella distribuzione dei punti corrente per le varie postazioni di lavoro. L’ambiente, ultimato e vissuto, diventa un contenitore amichevole, che sollecita la voglia di fare, progettare, discutere, interagire, programmare e sognare.

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Sfoglia la rivista Mappe 4
  • Piano terra, spazio di lavoro condiviso
  • Piano terra, le librerie modulari Foro O di Foroofficina
  • Il capannone
  • Piano terra, il grande tavolo scomponibile per il lavoro nomade
  • Ingresso, bancone reception
  • Piano terra, le cabine telefoniche lungo la parete attrezzata
  • Piano terra, lo slancio volumetrico degli scafi di “moscone”
  • Piano primo, la sala meeting
  • Piano primo, suggestioni warehouse negli spazi di ufficio più canonici
  • Piano primo, suggestioni warehouse negli spazi di ufficio più canonici_
  • Piano terra, parete attrezzata con volumi tecnici semplici