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Un Locale a due Temperature: Gelateria ByNice a Fabriano

16 gennaio 2015 Visualizzazioni: 750 Interni

progetto di C28 

 

La storia di questo progetto passa attraverso la storia di committenti convinti e partecipanti con idee chiare e circostanziate, disposti a mettersi in gioco e scommettere sia su loro stessi a livello imprenditoriale che su uno studio di progettazione vivace ed entusiasta ma appena nato. Di certo sono sufficienti questi presupposti per renderla una storia atipica che vale la pena raccontare. La richiesta della committenza è stata quella di progettare una gelateria che esprimesse nelle forme e nel nome i suoi contenuti: naturalità, semplicità, trasparenza nei processi di produzione artigianale.

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Un luogo attraente, per grandi e piccoli, nel quale potersi sentire accolti. Il nome scelto per il locale – “Nice” – nato dalla contrazione di “natural” e “ice”, esprime l’identità stessa del locale esplicitata nello slogan “naturalmente gelato” che gli fa da contrappunto sul lato lungo del bancone. I locali preesistenti con grandi vetrine su due lati sono ubicati in pieno centro storico a Fabriano, all’incrocio tra piazza Garibaldi (o piazza del mercato) e il corso storico della città che scende da piazza del Comune ponendosi come terminale dello stesso. La sua condizione di assoluta centralità, le piccole dimensioni trasversali e la grandi vetrate esistenti hanno fatto immaginare un luogo che fosse vetrina di se stesso, (nessun espositore per allestimenti temporanei o permanenti a ridosso del perimetro esterno) in cui anche la comunicazione classica (branding) fosse demandata alla superficie verticale del bancone sul quale sono stati poi apposti il logo ed uno slogan che descrive il carattere della nuova gelateria.

È stato immaginato un locale che contenesse al suo interno due differenti temperature, quella calda e avvolgente del legno usato nella pavimentazione, e nella stessa essenza quale rivestimento per il bancone, ed una temperatura più fredda metaforizzata in un bosco bianco che facesse da fondale con funzione di espositore e contenitore e che si ramificasse nella copertura diventando alloggiamento di stripes-led per l’illuminazione diffusa del locale. Il bancone prosegue attraversando una parete vetrata che divide il laboratorio artigianale dal contiguo locale di somministrazione per sottolineare la permeabilità dei due spazi e l’assoluta trasparenza nei processi di produzione del gelato e della lavorazione delle materie prime.
La qualità del gelato passa anche attraverso la sua conservazione ed è per questo che si è scelto di utilizzare il tradizionale sistema “a carapine” che, pur generando un’impressione di artigianalità e professionalità, cela alla vista del cliente il prodotto. Ciò ha maggiormente convinto a rendere visibile il processo di creazione del gelato rendendo trasparente la divisione pur necessaria tra laboratorio e locale aperto al pubblico. Il valore della naturalità applicato all’architettura del locale è stato veicolato attraverso le forme e i materiali utilizzati nelle citazioni naïf dei rami luminosi ma anche attraverso il marmo del piano del bancone e nella pietra di lavagna utilizzata per comunicare al cliente la quantità dei gusti disponibili. Le sedute e i tavoli per soste veloci posti lungo le vetrine sono segni minimi atti a non ostacolare la percezione dello spazio esterno che dalle ampie vetrate sembra introiettarsi all’interno in una relazione accogliente e reciproca.

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  • Pubblico all interno e all esterno del locale
  • Dettaglio scaffalatura e soffitto