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Un Tatuaggio Urbano

11 marzo 2016 Visualizzazioni: 679 Architettura

di Claudio Centanni, Alessio Piancone

La rimozione dai Moli Nord delle barriere della security e la conseguente libera accessibilità pedonale hanno rappresentato l’occasione per restituire alla comunità anconetana lo storico affaccio sullo specchio acqueo portuale; per tale motivo è stato elaborato un nuovo layout di assetto dell’area che, da una parte mette in sicurezza i flussi pedonali separandoli in maniera chiara da quelli veicolari, dall’altra organizza una guida visiva agli “oggetti”, pa(e)ssaggi ed affacci di riconosciuto valore identitario. Sulla base di questi obiettivi è nata l’idea del tatuaggio urbano, una mappa tracciata sull’asfalto che, reinterpretando il linguaggio della segnaletica orizzontale stradale, costruisce un percorso unitario che dal punto in cui sorgeva il varco di San Primiano, originario accesso dal porto alla città, raggiunge la Base della Lanterna, edificio iconico posto all’estremità settentrionale dei moli. Il tatuaggio è costituito da molteplici “figure”:

1. il percorso rosso

una linea di montaggio della sequenza Arco di Traiano – Porta Clementina – Passaggio della Rotonda – Base della Lanterna. Il percorso parte dall’accesso storico di San Primiano, ripercorre il tracciato dei binari della vecchia linea ferroviaria che collegava la stazione ai cantieri navali e ai moli nord e prosegue fino l’estremità nord del porto ritracciando a terra il limite originario acqua-banchine, nel tempo traslato per esigenze di ampliamento infrastrutturali. Delimita in maniera netta la percorrenza dedicata ai pedoni dalla viabilità portuale

2. i pattern di “attenzione”

una serie di “densità” a matrice geometrica triangolare che rimanda ai numerosi segnali stradali orizzontali di precedenza che orientano i flussi veicolari all’interno del porto. Costituiscono le aree pubbliche di esclusiva fruizione pedonale poste in prossimità dei punti ad alto valore simbolico o percettivo (presenza di emergenze storiche, passaggi tra specchi acquei etc.)

3. i segna-passi

bolli impressi sull’asfalto attraverso cui viene segnato il ritmo del percorso tra un pattern e l’altro

4. la narrazione immaginifica di Ancona

citazioni letterarie, poste in prossimità dell’Arco di Traiano e della porta Clementina, che raccontano l’unicità di Ancona. Si tratta di alcuni estratti dal “Mito di Ancona” pubblicati all’interno del Sorriso degli Etruschi di Dino Garrone: … ad Ancona bisogna arrivarci alle tre del pomeriggio, e con il sole. la citta’ allora sembra una zebra; strisce fonde e scure di vicoli si alternano con fasce abbaglianti e trasversali… poi se passa una nube, la zebra si muta in cammello inginocchiato, e si aspetta di vederlo alzare da un momento all’altro, col baldacchino di san ciriaco sulla gobba, il santo che si sporge vestito di rajah… ma il primo edificatore di ancona deve aver avuto dinanzi alla mente l’immagine di un vascello. percio’ mentre meno ve lo aspettate eccovi luccicare davanti il mare come attraverso un oblò.

5. le ombre delle gru

due grandi “ombre” impresse sull’asfalto che rievocano la presenza delle gru carri-ponte e la vocazione a luogo di lavoro della banchina n.1. Delimitano aree di sosta sul mare attrezzate con panchine orientate verso il paesaggio urbano e verso i luoghi-simbolo della città (Mole Vanvitelliana, spiaggia della Rotonda)

6. il sistema delle sedute

lungo la linea di “frontiera” acqua- terraferma sono state posizionate sedute da cui traguardare il fronte mare della città. In prossimità del percorso rosso sarà predisposta esclusivamente una panchina da cui si potrà traguardare in un unico quadro scenico visivo il “cannocchiale storico” che abbraccia la Porta Clementina, l’Arco di Traiano e il Duomo di San Ciriaco.

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