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Una lontana contrada – Le origini di nostro lunedì

28 gennaio 2015 Visualizzazioni: 543 Visual Design

di Francesco Scarabicchi

“Tu sei destinato a un gran lunedì!” “Ben detto, ma la domenica non finisce mai.”    
Franz Kafka

“La vita è come una strada fatta di tanti lunedì e sempre la speranza della domenica.”   
Silvio D’Arzo

nostro lunedì era “il sogno di una cosa”, per richiamare il Marx di una lettera del settembre 1843 e l’omonimo libro di Pier Paolo Pasolini scritto nel 1949-50 e pubblicato nel ’62. Ancona era senza una sua rivista che guardasse al mondo da qui, che avesse, al centro, la vocazione alla poesia e potesse, con quella vocazione, contaminare tutte le altre forme dell’arte, plurale come le Marche e come le Muse. Questo il pensiero che mi abitava e che dava voce al mio immaginario, circa trent’anni fa. Nel “sogno” vedevo il formato, l’impaginazione, la grafica, il disegno dell’edificio di carta e inchiostro, ne prefiguravo i temi, le presenze, il clima, ma mi mancava lo scatto dell’interruttore che attivasse la luce. La scintilla. Quando fu possibile passare dal “sogno” all’azione (febbraio 2002), il gioco fu facile: sul tavolo di sartoria le parti dell’abito erano già tagliate, si trattava di combinarle insieme, di montarle, imbastire le cuciture prima di fissarle definitivamente. L’opera venne accompagnata e condotta con lo Studio Lirici Greci di Ancona che ne comprese lo spirito e l’intento. Perfino ovvio iniziare con il numero zero della prima serie (quella che vedeva editore – esperienza unica in Italia – il Comune di Ancona fino al 2010) dedicato alle infanzie, sia per fissare l’età che dà inizio alle esperienze e alle conoscenze, sia per confermare che il principio è sempre un’origine che segna il cammino. Dall’impianto semestrale, con il numero marche (dicembre 2007), la periodicità si annualizza, per esigenze finanziarie, ma consolida il corpo della rivista consegnandole più spessore e concretezza. Con la nuova serie inaugurata nel marzo del 2011 con il monografico su Lorenzo Lotto (l’attimo terrestre) e proseguita, quest’anno, con Giacomo Leopardi (il pensatore pericoloso), proprio nel decennale della nascita, la via è tracciata per seguitare una vicissitudine adriatica che sceglie, lungo il sentiero della tradizione, ciò che ieri e oggi affida se stesso ad una classicità contemporanea difficile da riconoscere, nella ripetuta domanda sul senso e sulla bellezza, nell’interrogatorio infinito della lingua e dello stile.

Video in stop-motion Monday morning. Musica Guido Ghetti, regia e animazione Francesco Badalini

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