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Una spirale aurea

13 gennaio 2015 Visualizzazioni: 421 Esterni

progetto di Paolo Contuzzi

Con la lottizzazione si è creato un diaframma fra il costruito e gli spazi agresti. Ma come si poteva collegare il profilo di un magnifico paesaggio con la geometria di linee e curve degli edifici che si sarebbero costruiti?
La soluzione è stata una spirale aurea.

Il progetto dei sei edifici lungo la via Monte di Carpegna a Jesi ha seguito un’unica idea originaria. Il piano di lottizzazione ha rimodellato il piano esistente e creato le premesse formali alla progettazione edilizia. Il lotto ha rappresentato una sfida urbanistica ed architettonica complessa. Il terreno è particolarmente scosceso, ha una forma irregolare ed è orientato a sud-ovest. Il declivio del terreno fronteggia un paesaggio bucolico di assoluta bellezza, con alle spalle un esempio di urbanizzazione speculativa degli anni ’70, con imponenti volumetrie ed una mediocre qualità architettonica. Con la lottizzazione si è creato un diaframma fra il costruito e gli spazi agresti. Ma come si poteva collegare il profilo di un magnifico paesaggio con la geometria di linee e curve degli edifici che si sarebbero costruiti. La soluzione è stata una spirale “aurea”. Il “rapporto aureo” è il fattore di collegamento fra natura e città poiché incarna il confine fra natura e scienza. La strada che si addentra nel lotto traccia una spirale aurea ed ammorbidisce il declivio del terreno. Sulla strada si affacciano sei lotti di cui due abbinati e per il forte declivio, sfalsati di un piano. Il progetto edilizio ha seguito la sequenza dei sei lotti: La progettazione del primo edificio –A– ha indagato sulla forma classica e sui rapporti tra forme geometriche semplici nelle possibili combinazioni e composizioni. Il rapporto aureo della lottizzazione lascia il posto al ritmo degli stili che si decompongono in forme geometriche elementari. Il gioco delle forme e dei colori prende vita e si manifesta nel susseguirsi degli edifici. Non un “realismo architettonico” ma una indagine sulle forme geometriche ed iterazioni elementari della geometria. Il secondo edificio –B– rappresenta la sintesi e schematizzazione della forma classica. Rimangono solo forme geometriche semplici rappresentate dal triangolo e dal cerchio in uno sviluppo volumetrico ritmico. La scala prende il posto della colonna che si chiude con un capitello triangolare. Il cornicione chiude l’involucro edificio rendendo continui i fronti su cui si aprono i terrazzi dell’attico. Il terzo e quarto edificio –C e D– seguono l’andamento della strada e rappresentano una ulteriore sintesi di forme geometriche semplici: il triangolo e il cerchio. I pilastri sul fronte, di sezione triangolare, si confrontano con i basamenti e i capitelli di forma circolare. I vani scala sul lato esterno formano un cuneo che ritma la continuità esterna dei prospetti. Il quinto e sesto edificio –E ed F– concludono e chiudono la spirale. Gli edifici creano un gioco di linee concentriche che si originano nel fulcro nella scala dell’edificio –F. Le geometrie semplici sono rappresentate dall’ultima combinazione di forme: quadrato e cerchio. Il colonnato esterno amplifica ed evidenzia il vortice della spirale che sembra proseguire in un gioco infinito. Nella successione degli edifici si è amplificato il colore che ha dato forza e velocità alla spirale e ne ha fatto perlustrare le piccole geometrie, facendo scorrere lo sguardo fino al fulcro e velocemente ritornare all’origine.

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  • Edificio B vista retro
  • Edificio C vista retro
  • Edificio A vista terrazze