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Un’altra storia – La riqualificazione della scuola d’infanzia di Moie

19 gennaio 2015 Visualizzazioni: 650 Esterni

progetto di Franco Luminari

Il progetto per l’intervento alla materna Gianni Rodari in Moie di Maiolati fu avviato in sordina nel 2006 con la semplice analisi della vulnerabilità sismica, per essere progressivamente esteso, sino al 2010, alla riqualificazione degli impianti, dei servizi igienici e alle opere di finitura, interessando infine, durante i lavori, la relativa palestra/palazzetto. Quindi una riorganizzazione completa – strutturale, funzionale e di immagine – dell’edificio in prefabbricato di c.a. precompresso sorto nel 1981. Tanto poteva indurre alla sua demolizione e ricostruzione, ma l’amministrazione di Maiolati Spontini ha voluto ottimizzare l’intervento sotto il profilo “costi/benefici”, ovvero soddisfare le attuali esigenze didattiche e funzionali mantenendo il “rigido e grigio” volume, presenza “amica” e fonte di ricordi per alunni e genitori da oltre 30 anni. Da qui la crescente sfida per risultati di qualità, tra cui la “spazialità” interna, i “prospetti” e il rapporto con il “contesto”. Come possono essere “nuovi” i “prospetti”, la “spazialità interna” e il “rapporto” con il contesto se l’intervento si fonda sulla conferma di volumi e superfici esistenti? Con nuove soluzioni.

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La “scatola”, conservata nel suo insieme e nei sottomultipli, andava scomposta e riordinata, rivoluzionandone l’ordine schematico, banale e talora imponente (parte su due piani) per generare, con materiali e colori nuovi, un’armonia prima assente e volta a infondere sicurezza, calore e vivacità favorendo, altresì, la riflessione serena. L’intervento esterno più “invasivo” ha riguardato il nuovo ambito nord, “aperto” e circondato al perimetro da pannelli in lamiera stirata che coprono le macchine degli impianti. Il progetto, volto inizialmente alla sicurezza strutturale, poi alla riqualificazione igienico-sanitaria, è stato poi completato e riorganizzato in funzione degli attuali percorsi educativi; al che la provvida azione completiva dello studio di comunicazione visiva ma:design di Pesaro. Sono confermati quindi i diversi ambiti (le “aule”, i bagni, attività libere, i connettivi, refettorio, palestra, gruppi) ma la percezione complessiva è rivoluzionata con il “connettivo” che entra nelle varie componenti ora apertamente in continuità e osmosi; bucature sulle porte, pannelli in vetro sui prospetti interni, pavimenti in gomma a diversi inserti che penetrano, uniscono e identificano i vari momenti del giorno, poi i diversi controsoffitti, i collettori aerei in metallo con diversi colori/funzioni. Ora il tutto favorisce la permeabilità e la comunicazione per un percorso educativo completo e integrato, non sommatoria di episodi isolati, ma momenti diversi di un unicum. I colori fuxia degli infissi esterni, nonché il tortora e il bleu balena sulle pareti, hanno dato l’avvio alla nuova identità interna/esterna. Con essi i rigidi prospetti sono destrutturati e ricomposti. Il cappotto esterno, con finitura a tonachino, ha dato una nuova pelle all’involucro, così come la lamiera stirata per l’ambito impianti e per la scala di sicurezza; come i brise-soleil sul fronte est con le nuove articolazioni delle scale e delle rampe verso i gazebo in legno del giardino; come gli inclinati pannelli fotovoltatici che, spuntando dalla copertura alta, alludono/illudono su shed con evocazione industriale. È un’altra storia, finalmente attuale, adeguata alle mutate esigenze. La Rodari non è una scuola “isolata”, o incuneata tra le abitazioni, è fiancheggiata dal nido d’infanzia e dalla recente elementare-media; è parte del polo scolastico di maggior consistenza in Moie. Ciascuna delle tre strutture evidenzia il periodo di realizzazione e il tutto è percepito come un tema di addizioni. Da qui la necessità di dare all’insieme un “punto di riferimento”, ben visibile e distintivo, anche per il tessuto urbanistico di Moie non sempre adeguatamente chiaro. Al che l’opportunità di inserire un portale-piramide (in ferro e vetro?) per migliorare l’articolazione volumetrica e di funzioni della “porta d’accesso” alla materna, favorendo l’attesa sicura a bambini e genitori all’esterno del fabbricato, e per una chiara indicazione del plesso nella comunità di Moie; così il fronte nord, ora potenziato e in dialogo con la nuova elementare- media e la via Venezia, sarà ancor meglio coniugato con un fronte sud, sulla via Torino, adeguato al ruolo.

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