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Un’aula 3.0 Laboratorio attivo

19 gennaio 2015 Visualizzazioni: 1569 Interni

progetto di Roberto Giacomucci

Il concept dell’Aula 3.0 per la Scuola Superiore Savoia Benincasa di Ancona nasce come la prosecuzione coerente del percorso intrapreso dal corpo docente nell’ambito di una didattica consona agli stili cognitivi moderni. I concetti chiave per un’idea di scuola innovativa, orientata alla ricerca e alla condivisione, sono stati flessibilità, modularità e multifunzionalità. Il contesto classico dell’apprendimento è stato riconfigurato da zero per creare uno spazio dove aree didattiche, laboratoriali e di socializzazione si integrassero le une con le altre nell’ottica di un reciproco arricchimento. Il progetto Aula 3.0 ha operato la trasformazione dell’ambiente da “classe” a “laboratorio attivo” in modo da creare un “quid” in cui ognuno degli utenti potesse trovare e riconoscere il suo ruolo/funzione e fruirne positivamente con modalità e temporalità diverse.

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La progettazione ha implicato la correlazione di alcuni elementi fondamentali: l’organizzazione dello spazio fisico, puntando su arredi congeniali agli studenti e alla didattica; l’uso delle nuove tecnologie della comunicazione; l’applicazione di metodologie basate sul dialogo e sulla collaborazione tra insegnanti e studenti. L’attuazione di questi principi guida ha fatto optare il progettista per il cartone: un materiale leggero (quindi agevolmente spostabile), versatile (tanto da essere impiegato anche per la segnaletica) ed ecologico (la salubrità dovrebbe essere una caratteristica imprescindibile degli spazi per ragazzi!). Lo spazio messo a disposizione è stato pensato come qualcosa di fluido ed è stato articolato in varie aree funzionali (interazione, scambio, investigazione, creazione, presentazione e relax) contrassegnate da specifici colori, che anziché creare un effetto di chiusura ne hanno amplificato notevolmente la percezione e l’utilizzo. Anche i singoli complementi sono stati oggetto di un’attenta ideazione. Ne sono state studiate le funzioni, l’aspetto estetico, ma anche la maniera in cui sarebbero stati percepiti dai fruitori finali, in modo che l’ambiente risultasse per loro accattivante ed accogliente. Ogni oggetto adempie a più compiti e può essere spostato, configurando nuovi scenari di uso, a seconda di ciò che si sta facendo nell’aula. I banchi, grazie alla comoda maniglia, possono essere assemblati per favorire lo scambio e la ricerca (area investigazione); il docente è libero di spostarsi dove vuole, con la sua postazione mobile porta pc, per seguire di volta in volta gruppi diversi di studenti o spiegare con l’ausilio delle lavagne; i ragazzi possono conversare fra loro e rilassarsi oscillando sui pouf dell’area relax o assistere alle presentazioni dei loro colleghi o degli insegnanti nell’area ad esse preposta. Per tutti gli arredi è stato usato del cartone ondulato e alveolare lavorati con varie tecniche e rivestimenti. La produzione è di KUBEDESIGN srl, Passatempo di Montefano, Mc. kube-design.it.

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