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Vado a scuola perchè…

13 gennaio 2015 Visualizzazioni: 1892 Architettura

La scuola disegnata

Progetto visivo di ma:design

Il progetto di comunicazione visiva è rivolto a bambini-alunni che hanno la possibilità di formarsi in una scuola all’avanguardia dotata di tutte le infrastrutture necessarie ma che in qualche modo parli la loro lingua. Nella personalizzazione degli spazi, le pareti sono diventate grandi superfici comunicative capaci di veicolare messaggi importanti come il rispetto per gli altri, l’integrazione, l’educazione ambientale, l’educazione alimentare in modo gioioso e leggero.

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Fumetti e fotografie, parole in italiano, inglese, tedesco e spagnolo, sillabazione e modi di dire, segni e forme, illustrazioni e colori sono gli elementi visivi che compongono differenti percorsi extrasensoriali che accompagnano il bambino detective alla scoperta del mondo degli altri e della natura che li circonda. I temi scelti variano a seconda degli spazi e della funzione dei luoghi. Il cibo, il dolce e salato, la geografia amica, la natura da rispettare. Si può imparare a contare e a leggere parole osservando le pareti della propria scuola. E tanto altro….

Il linguaggio visivo adottato è un linguaggio semplice che rende la scuola non solo più bella ma anche da scoprire e da “studiare”. Le pareti diventano libri o quaderni da cui gli insegnanti possono trarre numerosi spunti per far nascere e sviluppare nuovi progetti con i bambini.

Il progetto di archigrafica si concluderà a realizzazione architettonica della scuola ultimata allargandosi all’aula magna, biblioteca, palestra e Scuola secondaria di primo grado. Per gli adolescenti si è pensato ad un sistema di orientamento ispirato alla musica e ai nuovi linguaggi (social network ecc.).

Grafiche oversize invaderanno le superfici, le lettere dipinte sui muri o realizzate in pellicola adesiva saranno “scritte” con un tratto fortemente dinamico. Le gamme cromatiche diventeranno vivaci, appariscenti, catalizzando l’attenzione dei ragazzi per armonizzarsi con la loro psicologia e rituali. Verrà così marcato un discrimine netto di stile con la mappa visiva dell’area destinata all’infanzia. ×

MAPPA VISIVA—
L’intervento si sviluppa negli spazi in comune e di passaggio dell’edificio. I temi scelti variano secondo la funzione dei luoghi.

MENSA—
IL LUOGO DI SVAGO PER ECCELLENZA Nelle due sale mensa è stato sviluppato il tema del cibo alternando messaggi ludici (parole in libertà) ad altri più didattici (di che cosa siamo fatti o l’importanza di mangiare cibi di stagione). Sono stati rappresentati il tema del dolce e del salato (due aspetti fondamentali e contrastanti nel gusto e nella vita di ciascuno) con un approccio che spazia da aneddoti, proverbi, semplici traduzioni in altre lingue dei due termini a concetti astratti. La grafica cerca di contribuire a mettere in evidenza come il cibo debba essere un piacevole momento di socialità. Un’ulteriore divisione della mensa in quattro microaree permette di dividere la comunicazione in cinque temi:

ANTIMENSA— DI CHE COSA SIAMO FATTI?
Una grande torta diventa una mappa concettuale bi–tridimensionale per raccontare al bambino le percentuali di acqua (59%, proteine, 19%, lipidi, ecc.) che sono presenti nel corpo umano.

ZONA LAVABI— COSA SI FA A MENSA Baloons bi-tridimensionali testuali esplorano gli aspetti sociali del mangiare: insieme si parla, si mangia, si ride, si sta con gli amici… ci si innamora ecc.

CORRIDOIO—COS’È DI STAGIONE?
Calendario stagionale. Illustrazioni bi-tridimensionali fuori scala di verdure generalmente non amate dai bambini raccontano quale frutta e quale verdura cresce (e va mangiata) in quale mese (es. dicembre: cavolo; novembre: zucca; gennaio: limone ecc.). Filastrocche curiose, parole sillabate, testi nelle lingue insegnate a scuola affiancano le illustrazioni e sono di supporto alla didattica.

SALA MENSA 1—IL SALE
Il sale nel cibo, nella vita, in natura è raccontato da illustrazioni geometriche (triangoli) che ricordano le saline e i mulini a vento. Modi di dire molto “saporiti”, curiosi e sorprendenti, diventano un piccolo strumento per aiutare a parlare e scrivere nella lingua italiana.

SALA MENSA 2—LO ZUCCHERO
Lo zucchero nel cibo, nella vita e in natura è raccontato anche in questo caso da illustrazioni geometriche (rettangoli) che ricordano gli zuccherini all’interno della loro scatola. Due bambini “quadratini” in bianco e nero si abbracciano e sorridono. Negli zuccherini bi-tridimensionali si impara a contare e si può scoprire chi è il più dolce da 1 a 100, sia nei cibi che nei sentimenti. Il 100 è assegnato ai baci. ×

PIANO TERRA—LABORATORI MULTIDISCIPLINARI
Il tema sviluppato nel corridoio del primo piano è il concetto di “geografia amica”. Grazie allo studio, e in particolar modo alle differenti attività praticate all’interno dei laboratori, si impara a conoscere le cose diverse da noi, ci si confronta con gli altri, si amplia la propria visione del mondo. Dal punto di vista visivo si tratta di una strada (la città all’interno della città). Le illustrazioni si prestano all’essere interpretate dai bambini: non esiste un unico percorso di lettura, univoco e “corretto”. Illustrazione ironiche di grande formato, bandiere, animali, note musicali, grandi cerchi colorati compongono il percorso virtuale del bambino detective a spasso per la città e per il mondo alla scoperta degli altri ma soprattutto di sé e del futuro cittadino del mondo che sarà.

PRIMO PIANO— IL GIARDINO DELLE COSE BELLE
Il tema della città-strada prosegue anche al primo piano ampliandosi e trasformandosi nel tema del parco-natura. Se al piano terra c’è la città nella città, al primo piano si passa all’idea di parco al coperto. Nella zona in esame si focalizza il concetto di natura come ecosostenibilità, rispetto del verde. Una grande “Balena non banale” accoglie i bambini in cima alle scale e li accompagna in questo percorso virtuale extrasensoriale alla scoperta del mondo e della natura che li circonda. Alcune regole minimali dettate da un gatto birichino insegnano ai bambini piccoli gesti per mantenere l’ambiente più bello e pulito. In ogni piano a disposizione dei bambini sono state previste due pareti. La prima al primo piano intitolata “La scuola che vorrei” e la seconda al secondo piano intitolata ’Il mondo che vorrei” invitano i bambini a lasciare qui tutti i loro messaggi e i loro sogni. Sulla superficie si può attaccare-incollare tutto quello che si vuole.

SEGNALETICA DI SERVIZIO
Ritrovare il proprio cappotto—
Si propongono le lettere, i numeri, i simboli matematici, il punto e virgola sempre dimenticati. Ma a sorpresa potrebbero comparire degli “oggetti ribelli”: un guanto che si è perso, la sciarpa dimenticata, il cappello che è caduto sul sedile… ed anche una foglia o un fiore caduti dal ramo…
Ritrovare gli ambienti—
Grandi numeri svolazzanti segnalano l’aula. Immagini fotografiche ironiche e di grande formato indicano ai bambini le porte dei bagni (es. carta igienica, sapone) e degli uffici (timbri).Il progetto di comunicazione visiva è rivolto a bambini-alunni che hanno la possibilità di formarsi in una scuola all’avanguardia dotata di tutte le infrastrutture necessarie ma che in qualche modo parli la loro lingua. Nella personalizzazione degli spazi, le pareti sono diventate grandi superfici comunicative capaci di veicolare messaggi importanti come il rispetto per gli altri, l’integrazione, l’educazione ambientale, l’educazione alimentare in modo gioioso e leggero.

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