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Villa bifamiliare a Camerano

13 settembre 2016 Visualizzazioni: 890 Esterni, Architettura

Architettura solare

progetto di Stefano Pettinari

Un terreno collinare circondato da una folta e selvaggia vegetazione ad alto fusto è la cornice in cui si inserisce l’architettura di una villa bifamiliare realizzata a pochi chilometri dalla costa marchigiana. L’area, di circa 1000 mq, si trova sul versante ovest della città di Camerano, direttamente a ridosso del tessuto urbano edificato e si affaccia senza ostacoli sul panorama dei Monti Sibillini, il cui tramonto del sole segna marcatamente lo skyline dei vicini comuni di Castelfidardo e Loreto.

Tutto ciò ha rappresentato il presupposto concettuale ed imprescindibile per le scelte architettoniche e le linee da seguire per il progettista, oltre alle precise richieste della committenza. Presupposti che hanno indotto lo stesso progettista a realizzare un’architettura non massiva, fatta di linee semplici, di volumi “filtrati” da quinte esterne, pergolati e frangisole. I marcati sbalzi dei balconi accentuano le ombre e quindi lo sfalsamento dei volumi nonché l’evidente preferenza per uno sviluppo longitudinale dell’edificio; l’utilizzo di parapetti in cristallo “alleggeriscono” l’architettura e trasformano gli stessi balconi in un immaginario trampolino nel vuoto, ovvero la volontà di sognare senza limiti.

Un’architettura solare, completamente bianca e con il solo parziale innesto di una pietra di travertino con lavorazione “naturale” a filo sega, a non voler prevalere sulla natura circostante ma cercando un inserimento armonico nel verde contesto. Con questo spirito sono stati studiati e trattati gli spazi e i percorsi esterni: prevalenza al tappeto erboso, reinserimento di ulivi preesistenti e percorsi pedonali caratterizzati da conci in pietra posti a secco.

Dal punto di vista funzionale il progetto ha sostenuto le precise e chiare richieste del committente, condividendo preliminarmente l’obiettivo da raggiungere. L’edificio si sviluppa su due livelli fuori terra, corrispondenti a due distinte unità abitative: un appartamento di 144 mq al piano terra ed uno di 118 mq al piano primo. La naturale pendenza del terreno ha consentito di creare un “naturale” piano interrato destinato a garage e locali di sbrigo a servizio delle unità abitative sovrastanti. Detti ambienti, opportunamente divisi, si collegano separatamente ai rispettivi piani superiori: scala interna per l’appartamento al piano terra ed esclusivo ascensore interno per l’appartamento posto al piano primo. Quest’ultimo si collega al garage anche attraverso una scala esterna occultata da una parete-quinta rivestita con conci regolari in pietra di travertino.

Anche l’illuminazione esterna segue inevitabilmente le linee di pensiero di un progetto olistico. Una miscela di luci dirette ed indirette, opportunamente collocate, offre emozioni sensoriali notturne in grado di assolvere le quotidiane esigenze per l’individuazione di percorsi e passaggi e al contempo di valorizzare l’architettura del verde e dell’edificio, esaltandone volumi e materiali.

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