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Villino anni 20 a Jesi

19 settembre 2017 Visualizzazioni: 44 Restauro

Villino anni 20 a Jesi

Recupero e trasformazione

progetto di Mario Talacchia, Exmu, Paolo Bifani

La storia di questo villino inizia negli anni venti del secolo scorso quando viene costruito a Jesi viale Cavallotti per collegare la città ai giardini pubblici e al campo comunale per il gioco del calcio. Questa espansione urbana era destinata alla residenza della borghesia e della burocrazia cittadina. Gli edifici avevano volume compatto, asse di simmetria centrale, sequenza ritmata di vuoti e di pieni, attacco a terra evidenziato, fronti decorati da cornici, fasce marcapiano e mensole sobrie ed eleganti.

Le caratteristiche architettoniche e decorative sono glie delle idee e dei gusti di quel periodo.

Dopo il secondo conflitto mondiale, superata la crisi economica post bellica, gli edifici, incluso quello recentemente acquistato dalla famiglia Bifani, sono stati ampliati con addizioni, quasi sempre malformi, che hanno rovinato l’equilibrio delle proporzioni originarie. Il progetto ha previsto la demolizione degli annessi incongrui sorti nel tempo, il recupero dell’edificio originario e la costruzione di due nuovi corpi di fabbrica. Il primo, di dimensione maggiore, si aggancia al fronte posteriore del villino definendo un giardino antistante su viale Cavallotti e una corte posteriore sulla quale prospetta il secondo corpo di fabbrica di un solo piano posto in aderenza al confine del lotto. La saldatura del villino con il nuovo edificio, realizzata per mezzo di un corpo vetrato, predispone due appartamenti, uno per piano, destinati ai figli.

Il secondo corpo di fabbrica è dedicato alla residenza dei genitori. L’autorimessa e i locali tecnologici, comuni a tutti gli appartamenti,
si trovano nel piano interrato. L’architettura dei volumi ricostruiti fa riferimento ad un linguaggio compositivo contemporaneo, di natura “essiccata”. È priva di decori e definisce una scala gerarchica tra i diversi corpi di fabbrica. Il blocco edilizio di forma cubica ha le dimensioni generate dalla “diagonale di prospetto” del villino originario. Le geometrie, le griglie compositive, gli assi di simmetria ribaltata dei fronti e la simmetria di spigolo dialogano con l’edificio originario. Il corpo di fabbrica intermedio ha una conformazione molto articolata, svolge funzione di cerniera, non sposa né l’identità architettonica dell’edificio originario, né quella dell’edificio di nuova costruzione.

Il basamento rivestito con piastrelle di gres di tonalità scura solleva illusivamente da terra il blocco edilizio di forma cubica soprastante. Le grandi vetrate installate nei soggiorni degli appartamenti dei gli lasciano spaziare lo sguardo sulla corte posteriore e sui panorami lontani delle catene collinari e dell’Appennino umbro-marchigiano e creano all’interno un piacevole contrasto con le
atmosfere raccolte degli altri locali. I grandi terrazzi realizzati sul fronte meridionale, simili a cassetti aperti verso il paesaggio, sporgono quanto serve a impedire il surriscaldamento estivo ma non oltre il limite di quanto occorre per accumulare calore nel periodo invernale.
Le finiture sono eleganti e attente ai dettagli, assicurano ordine di design, affermano una estetica attuale, rappresentano un esempio di come la contemporaneità possa trasformare il preesistente senza stravolgerlo e senza rinnegarlo. Gli accorgimenti tecnici assunti in fase di costruzione quali la realizzazione di murature perimetrali con elevata massa e coibentazioni maggiorate, piani di copertura ventilati con soprastante giardino pensile, ambienti con aperture contrapposte per generare flussi di ricambio naturale d’aria, la eliminazione/ riduzione dei ponti termici, l’installazione di infissi a taglio termico con vetri basso emissivi a controllo solare hanno assicurato agli edifici un elevato livello di inerzia termica.

Il riscaldamento e il raffrescamento degli ambienti, l’illuminazione e la forza motrice sono assicurati da impianti ad alto rendimento
che utilizzano fonti energetiche rinnovabili prodotte dai pannelli fotovoltaici installati sulla copertura piana del fabbricato posteriore.
Gli appartamenti sono autosufficienti per consumo di energia durante tutto l’anno.

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