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What you see is what you get

12 gennaio 2015 Visualizzazioni: 1240 Interni

Interno low profile

progetto di Milvio Magnoni architetturadesignstudio

WYSIWYG è l’acronimo che sta per l’inglese “What You See Is What You Get”. L’espressione è propria del mondo dell’informatica e del web e ha diversi significati tecnici ma soprattutto è tratta dall’opera di un noto artista contemporaneo applicata ad uno specchio, come il celebre omaggio a Man Ray, che fa da premessa a una serie di opere d’arte moderna che vivono in diverse parti di questa abitazione permeandola di visionarie evocazioni.

Ubicato al terzo e quarto piano di un edificio post industriale, una filanda degli anni ’20, l’appartamento, realizzato nel 2000, è stato ridisegnato oggi in alcune sue parti per dare maggior respiro e più comunicazione alle aree orizzontali del piano giorno e a quelle verticali del piano notte e della mansarda. “Low profile” è stata la richiesta comunicata dal committente che provenendo da una precedente edizione della casa, voleva rigenerare un concetto di utilizzo improntato a linearità e leggerezza. Il progetto ha mantenuto gran parte dei rivestimenti preesistenti e ha inserito nuovi volumi utilizzando materiali bianchi ottici quasi privi di mappatura per non sovrapporre altre presenze ma piuttosto eliminarle: “bilanciamento del bianco”, si direbbe nel linguaggio fotodigitale. Lastre di quarzite white lucido sono state utilizzate per rivestire parte dei nuovi pavimenti e i gradini della scala in calcestruzzo che conduce alla zona notte e di quella su struttura metallica che dà accesso alla mansarda studio. Finiture cementizie di Sikkens rivestono alcune pareti e contrastano con i bianchi candidi delle scale  dando origine a nuove superfici tattili. Un risultato decisivo è stato ottenuto sostituendo le pareti divisorie in laterizio con trasparenti vetrate extra light che conferiscono una nuova dimensione spaziale agli ambienti. La zona giorno si è aperta ad una nuova lettura degli spazi e la comunicazione interna risulta maggiore e più stimolante. Il vetro riflette suggestive immagini replicate. Un camino con bruciatori a bioetanolo di Antonio Lupi è stato collocato nel lato sud del soggiorno e ospita una libreria e un contenitore a scomparsa che assolve a funzioni di servizio. L’illuminazione è stata realizzata con apparecchiature tecniche di Davide Groppi e con iconografiche lampade da terra di Flos e di Fontana Arte. Opere di importanti artisti contemporanei nelle varie aree della casa sono icone silenti in un ambiente rarefatto candido e neutro, aderenti al profilo del committente attento cultore d’arte moderna. Tecnologia B&O per le funzioni audio e video, complementi ed oggetti d’arredamento accuratamente selezionati dal team Habitat 2000, aggiungono note di raffinatezza e di misurata eleganza. Di spiccata pulizia formale sono gli arredi dei grandi maestri del 900 come Gerrit Rietveld, Mies Van Der Rohe, Eero Saarinen, Gae Aulenti, Gaetano Pesce, Philippe Stark, Piero Lissoni, Achille Castiglioni, Vico Magistretti, Alvar Aalto. La storia del design contemporaneo è in parte rivisitata nelle opere di questi grandi architetti che hanno trasmesso una straordinaria ed innovativa eredità culturale incidendo in maniera decisiva nel lavoro e nell’esperienza professionale di ogni progettista. Nell’abitazione tutte le componenti che contribuiscono a creare un ritmo di forme rassicuranti ed accoglienti riconducono al senso ironico della frase riportata nello specchio dell’anticamera:what you see is what you get.

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  • Zona soggiorno con la scala in quarzo.
  • Zona pranzo con grande opera di Enzo Cucchi.
  • Vista zona ingresso con la scala in quarzo bianco.
  • Camera con opera di Giosetta Fioroni.
  • Scorcio soggiorno con la scala per la zona notte.
  • Parete camino con tre bruciatori a bioetanolo.
  • Scorcio soggiorno con la scala per la zona notte.
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